Vita vera in due atti di Vincenzo R, in arte Ricchiuti
15/04/2009 - Nel frattempo Vincenzo R ha conosciuto la parola scritta, le donne, gli ebrei. Prima però comincia a formarsi da uomo. Il giorno in cui spegne le candeline del suo decimo anno, negli stadi di calcio arrestano tutti. Un segnale preciso
Nel frattempo Vincenzo R ha conosciuto la parola scritta, le donne, gli ebrei. Prima però comincia a formarsi da uomo. Il giorno in cui spegne le candeline
del suo decimo anno, negli stadi di calcio arrestano tutti. Un segnale preciso che la polizia non fa giustizia ma guasta solo le feste. Nello stesso anno, dichiara alla suora che la sua compagna ebrea non fa catechismo. E dunque perché lui si allora. Fa la spia per avere un vantaggio. Non va come previsto. La suora convoca i suoi genitori(sshh, la piccola spia origlia): “non erano questi i patti, bisogna che tuteliate sennò non se ne fa nulla, non si ammettono ripensamenti”. Suo padre, notorio mangia giudei, darà la colpa ai nasi di casa. Se con quella orale non ha avuto fortuna, con quella scritta esce da quella tomba e da tutte le tombe del regno. Ricchiuti risorge allo scritto. Inventa all’esame una storia di uno zio in Messico che per rientrare in Italia ruba ai più poveri il passaporto, e si vede premiato. I suoi scritti sono letti e scanditi in famiglia come fossero misteri sciolti d’imperio. E così via alle scuole medie, con storie assurde su zii in Spagna spacciatori d’organi da tori sani a tori di ricchi, il tutto per far le corride più belle. La mamma lo chiama Genio, il padre cui somiglia decisamente si domanda se sia intelligente. Dal barbiere, come i mafiosi, un colpo mortale alla sua crescita d’uomo: Enzo Tortora dentro, Portobello finito. E’ troppo. Sgarbi ci arriverà dieci anni dopo, ma è così chiaro che non potendo far cantare il pappagallo quei vostro onore fan cantare gli altri animali. L’elenco dei nemici così s’allunga. Giudici più polizia. Ma ben presto seguiranno i peggiori di tutti, le donne. La prima donna che il nostro conosce è una sveglia e fumante ragazza. Nel senso che fuma. Ricchiuti no. Lei cerca di corromperlo. Cioè, di sedurlo. Gli dice di non essere timido e guardarla negli occhi. Ricchiuti la guarda, lei guarda, lui fissa, lei fissa, lui guarda e capisce che lei guarda per vedere se lui la guarda, io guardo tu guardi lei guarda, brillano e brillano gli occhi, lei cede e poi lui le riga la stima con un placido Embé ? finisce come sempre, lei che balbetta che non capisce e lo insegue per amore e capire. In compenso conosce Nicotri. Nel prosieguo del 7 Aprile e del terremoto lui che ancora legge i giornali e da sempre guarda al passato conosce Nicotri, col quale dividerà la prigionia da vecchio su Giornalettismo, e la camorra. Vengono in due un pomeriggio a scuola. Reclutano soldati per la Nco del Professore. Bisogna però essere poveri. Una vera bassezza. Non è ancora il suo caso, oggi sarebbe all’altezza.
Passano gli anni, fa lo spesino in cambio di cibo, di porno e domande imbarazzanti a ragazze e commessi, ai suoi amici solvibili e timidi, per i professori al liceo può darsi sia umano o soltanto un po’ freddo e pigro, il padre è diventato antisemita filo israeliano e continua a non chiedersi chi sia il deficiente. La strage al ghetto di Roma fa pianger la madre. Il suo compagno di banco è un nazista anarco: per Vr è soltanto un cafone di Campobasso perdipiù innamorato non ricambiato che degli imbecilli hanno isolato e ne condivide il destino così non deve manco parlare. Ad un’assemblea d’istituto si presentano in tre, son armati e dell’autonomia, aspettano il nazi ed il suo alleato. Un altro giorno il nostro scopre quanto sia faticoso e scocciante correre giovani coi capelli al vento. I cortei sotto scuola son due. Il primo lo insegue dalla sua sinistra per collaborazionismo, il secondo viene da Campobasso, lo condanna in nome di Odino e vuole per sé il suo ebreuccio. In tutto questo movimentare, Vincenzo R si ammala. Ma non perde tempo. La diagnosi se la fa da sé, dove lo porta il cuore. Dritto nello stomaco. Capisce di essere innamorato. La cosa è divertente e ci passi il tempo. A sognare. Poi capisce che è una cosa seria e allora decide di aspettare. Che lei si faccia brutta col tempo e non gli piaccia più e perciò buonanotte. Alla maturità Ricchiuti non copia perché si scoccia. Fa prima ad andarsene via se fa tutto da solo. Sarà esaminato senza testimoni: le ragazze della sua classe han capito da mo’ e si son rifiutate di stare in stanza con lui. Il tema ricchiuto è copiato: non può un ragazzo usare imperrocchè e pensare come un penalista dell’ottocento napoletano. Anche se non ha copiato, è come l’avesse fatto. Nel dubbio, lo scudetto di Luciano R è revocato.
Uscito da scuola, il ragazzo è pronto per Luciano Moggi. E’ a Napoli e ha una sua
scuderia. Doppio colpo di mercato ai danni della Roma, Crippa e Alemao, poi porta un cavallo, Zola. E’ l’unico che incuta rispetto ai Giuliano. Ricchiuti ammirato ripassa dalla compagnia alle pareti di casa. I suoi amici non vogliono più che si faccia vedere con loro. Poi però lo vanno a cercare di nascosto l’uno dagli altri. Come una puttana. E che per carità lui taccia e non si sappia. Il nostro impara come sia fatto l’essere umano e si prende una pausa. Gli resta amico un suo ex perseguitato, quand’era in auge e faceva il Cyranò sui deboli per divertire gli altri, perché corto, sporco e tutt’altro che agiato. Ex persecutore ed ex perseguitato si incontrano per sentire musica e giocare a Risiko. Il nano sente e gioca. Vr, che per mesi non esce di casa tanto che quando ne esce lo chiaman l’astronauta e ha una soglia minima di dignità di centoventi kg netti così non lo riconosce più nessuno, legge e viola le regole. I suoi piani a Risiko diventano leggenda: puntuali le armate ricchiute memori di quando nella vecchia solitudine contro tutte le consuetudini nazisti e indiani si battevano in modo tanto romantico quanto impari si ritiravano da tutti i territori tranne uno. Nel quale fondavano un qualche stato canaglia, nel quale sfilare, proclamare contro i buoni apologie anti senso del dovere, ballare in modo sexy, fondare televisioni, leggere versi, attirare l’attenzione, sedurre. Uno shock culturale in un ambiente sino a quel momento pedante sino al codice civile. Qualunque fosse l’obiettivo di ogni giocatore, a casa del nano si finiva tutti a ballare la poetica musica di quell’ex ragazzo che oramai a soli anni ventiquattro, via le vecchie storie e obsoleti i dubbi, aveva risolto l’enigma all’origine della sua vita. Sirena o plagiato ? Era certo un fallito.













http://www.youtube.com/watch?v=VfazsiA-fus
“Ma ben presto seguiranno i peggiori di tutti, le donne.”
…”E femmene so pret e sole ca si e tuocch…bruci!”
E’ un rapporto di odio-amore a senso unico. Per quanto mi riguarda, se mi guardo indietro sono stato sempre io la pietra.
Peccato.
Oggi che sono bruciato figurarsi se posso sentire ancora qualcosa.
Vuol dire che alla prossima rinasco poetico che dà spiegazioni.
Ciao Marmooooooooooooooooooo!
Guarda come mi di-ver-to!
(p.s. Con questo nuovo lay out non si capisce una cippamazza!)
Tante belle cose.