Nei cosiddetti – e noiosissimi – palazzi del potere si parla di una strategia berlusconiana a proposito del referendum che si dovrebbe fare a giugno, ma che non è stato accorpato alle elezioni europee e alle amministrative nonostante il risparmio che ciò avrebbe significato. La teoria, tra l’altro ripresa dai giornali con Libero di Feltri e Paolo Guzzanti in prima linea), è questa: Silvio accorperà il referendum per lo meno al ballottaggio delle amministrative, destinando poi la
cifra del risparmio ai terremotati dell’Abruzzo. Questo creerà un contrasto con Bossi e Maroni, e spingerà la Lega a far cadere il governo. A quel punto si andrà ad elezioni anticipate, con il nuovo sistema elettorale perché nel frattempo al referendum vincerà il sì, e il sistema permetterà alla lista che raccoglierà la maggioranza relativa – ovvero il Popolo delle Libertà, secondo i sondaggi – di avere quella assoluta in Parlamento. Tutti gli altri, o meglio, quel che ne resterà visto che interi pezzi di partiti come l’Udc sono a livello regionale pronti a saltare il fosso e andarsene con il Cavaliere, saranno all’opposizione. E per fare qualcosa in un Senato e in una Camera a maggioranza blindata, dovranno scendere a patti con il PdL, magari fornendogli quella maggioranza dei due terzi con cui poter, all’occorrenza, cambiare la Costituzione. Ovviamente, il corollario di questa teoria, è che Berlusconi traslocherebbe presto al Quirinale, lasciando a un fidato erede la presidenza del Consiglio. E, come al solito, si indaga sul nome del delfino: c’è chi parla di Fini (ma gli ridono in faccia), chi di Tremonti, chi addirittura di Gianni Letta (e il Vaticano esulta).
Fantapolitica? Più che altro sembra uno di quegli argomenti un po’ astrusi per mezzo dei quali si tenta di convincere i “drogati” di politica a boicottare una cosa che non piace – in questo caso, il referendum – o per vere convinzioni, oppure semplicemente per partito preso. La prima domanda che verrebbe spontanea infatti è: perché ai ballottaggi e non al primo turno delle amministrative, con l’ulteriore traino delle Europee? La seconda: di questo referendum finora Berlusconi non si è mai occupato; perché oggi dovrebbe diventare un sostenitore del sì, anche se surrettizio? Certo, la Lega ha utilizzato il proprio potere di ricatto per ottenere una data il più possibile vicina all’estate: con lo sbarramento che si otterrebbe grazie all’abrogazione di parte dell’attuale legge elettorale, Bossi e compagnia anche facendo un’exploit ad ogni elezione, verrebbero fortemente ridimensionati nel loro peso specifico. Ma è anche vero che, se c’è qualche voce nella maggioranza che ha in antipatia i Lumbard, nella stragrande maggioranza dei casi si fila d’amore e d’accordo. La Lega fa infatti la voce grossa: “Se ci fosse un terzo no in Parlamento alla norma sul prolungamento del trattenimento dei clandestini nei centri di riconoscimento, il governo sarebbe a rischio”, comincia a dire Maroni. Ma davvero succederà questa apocalisse? Sebastiano Messina su Repubblica chiarisce: “Se si fosse votato con il meccanismo referendario, nel 2008, il Pdl di Berlusconi e Fini avrebbe ottenuto da solo la maggioranza parlamentare (340 deputati) garantita dal “premio” in seggi. Se però Veltroni e Di Pietro avessero presentato una lista unica, anziché due apparentate, avrebbero conquistato loro quei 340 seggi, sia pure con un vantaggio risicatissimo sul Pdl (37,6 per cento contro 37,4). E’ comunque probabile che di fronte a questa prospettiva anche Bossi e Lombardo avrebbero accettato una confluenza in una lista unica del centro-destra, e in questo caso non sarebbe cambiato nulla rispetto all’attuale composizione del Parlamento. Salvo un dettaglio, non proprio marginale: oggi a Montecitorio ci sarebbero tre soli partiti: centro-destra, centro-sinistra e centristi“.
E salvo anche un altro dettaglio, peraltro fondamentale: nessuno vieta, a elezioni finite, di sciogliere il cartello elettorale per confluire ciascuno nei propri gruppi. A meno che il PdL non “sfondi” con un uragano di consensi, insomma, lo scenario di favorire il referendum per far fuori la Lega sembra quantomeno improbabile, per lo meno nel breve termine. E con una crisi economica da governare: i cittadini accetterebbero un giochino del genere, e qualche mese di estenuante campagna elettorale? L’ipotesi di andare da soli senza le camicie verdi? Berlusconi, anche quando avrebbe potuto, la responsabilità di rischiare in prima persona non se l’è mai presa. Forse perché anche lui ritiene in cuor suo improbabili quei sondaggi che lo danno al 73% dei consensi, come forse nemmeno Fidel Castro riusciva ad avere. Insomma, questa storia sembra la solita d’alemata, stavolta condita con l’ipotesi del Quirinale per renderla un po’ più sexy. D’altronde, D’Alema sull’ipotesi di Berlusconi come erede di Napolitano è stato chiarissimo: “Silvio presidente? Ma nemmeno per idea. A meno che io non possa fare il vice!“. Se Berlusconi accorpa il referendum, questo non ci porterà automaticamente ad elezioni anticipate. Se, anche per sbaglio o per convenienza, opera una scelta responsabile, andarci a vedere del marcio per sport è da malpensanti a cottimo. Se non lo farà, come è facile che alla fine succeda, sarà l’ennesima decisione sbagliata.
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…Giornalettismo si è rifatto un po’ il trucco, per festeggiare (in ritardo) il suo primo anno di vita. Il capolavoro di riuscire a tenere all’interno di un unico template tutte le idee balzane che vengono in testa a chi lavora al progetto (perché “nun ce so’ capi, nella nostra banda“, come diceva Franchino er Negro) è di Justfrank alias Francesco Laricchia, che siamo felici di ringraziare. In più, lo ricordiamo alle gentili lettrici in linea, il ragazzo è single. E disponibile. Anzi, di più: direi affamato.
(vignetta di Emanuele Diliberto per G.)



Berlusconi al Quirinale? Pensavo volesse diventar Papa invece:D
Bravi,carino il nuovo look;)
muah, concordo, sembra un rumor fatto apposta per boicottare il referendum (anzi, per farlo boicottare anche da quelli intenzionati ad andare a votare si), così la lega è contenta e l’immagine salva
ovviamente plaudo et plaudo alla nuova grafica
(ex)Direttò grazie un sacco, ma non so quanto ti convenga questa promozione: da quando sono di nuovo single i bug si sono ridotti del 70%, gli ufcgi del 40%, i messaggini disperati di sos del 95%. Detto questo colgo l’occasione per salutare le ex che mi hanno accompagnato in questa avventura, so che ci leggono di tanto in tanto…
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La parola “PdL” accostata a “maggioranza” e “assoluta” è una di quelle cose che uno non vorrebbe mai leggere in tutta la vita. Sob.
Just, ma che è successo al tuo sito? Il link rimanda alla pagina generale di Netsons :O
E’ da quel dì che l’ho chiuso
Ho lasciato un mirror su http://justfrank.wordpress.com/ , ma meglio linquare il mio feisbuk (già fatto), ormai l’unico posto in cui lascio qualche segno scritto del mio passaggio su questa terra.