La scuola italiana è stata finalmente liberata. A salvarla, dopo 1245 anni di dittatura comunista, ci ha pensato una bella, brava e buona ragazza bresciana, pragmatica, volitiva, intelligente: la nuova Stella del firmamento della politica italiana: il ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini, che ha varato una riforma talmente perfetta che chi può iscrive i propri figli in scuole fuori dai patri confini

Eppure la riforma della nostra Maria Stella è organica, completa, inattaccabile. Una riforma pensata nell’esclusivo interesse delle famiglie, per riavvicinare gli italiani, disgustati dall’occupazione della scuola da parte della sinistra, alla pubblica istruzione. Talmente organica e meditata da essere stata varata in un pacchetto di decreti legge emanati a distanza di mesi l’uno dall’altro. Il cui capisaldo è contenuto nel decreto legge n. 154 emanato il 7 ottobre 2008 (poi convertito dalla legge 4 dicembre 2008, n. 189), tutto rivolto alla riforma della scuola, ai desideri delle famiglie, al bene di docenti e di studenti, come si capisce dall’inequivocabile titolo “Disposizioni urgenti per il contenimento della spesa sanitaria e in materia di regolazioni contabili con le autonomie locali”.
Un disegno organico e preciso, perfetto e sistematico: il ritorno del voto in condotta, la revisione dei piani di studio e di insegnamento, cioè la revisione del numero di ore settimanali che prevede per la scuola primaria la preferenza per l’attivazione di classi affidate ad un unico maestro e funzionanti per 24 ore settimanali, La riduzione del numero di scuole per non superare la consistenza numerica dei punti di erogazione dei servizi scolastici relativi al precedente anno scolastico 2008/2009, adeguandole ai parametri già fissati dal D.P.R. n. 233 del 1998, ossia allo standard compreso tra i 500 e i 900 alunni, quale requisito per il conferimento dell’autonomia.




io non capisco cosa abbiate contro Mariaporastella. Anzi, non capisco cosa abbiate contro tutte le porestelle!
per ora solo: ma quanto l’hai fatta bella la Gelmini in questa vignetta?
Sempre efficace, sempre divertente, e purtroppo sempre serissimo.
@:gregorj.
vedi commento di gloria
@gloria:
La Gelmini è bella. E anche brava, buona, intelligente, competente. Pur essendo un disfattista comunista, non potevo riuscire a negare fino in fondo l’evidenza…
“ha rinviato la riforma di un anno”
In questo è bravissima: anche nel proporre i disastri e applicarli ci vogliono palle e decisione!
Quest’anno i collegi docenti rimanevano sempre appesi a metà, con docenti impossibilitati a deliberare in mancanza di direttive certe e scritte: “ma per l’ammissione alla maturità vale il provvedimento Fioroni( media del sei) o quello che ha ventilato la Gelmini(sei in tutte le materie: aggiungo,notizia fatta circolare a poche settimane dalla fine delle lezioni!; ma la condotta fa media o “contribuisce alla media? l’ispettore mi ha assicurato che… aspettiamo la circolare applicativa, colleghi e poi decidiamo, che ne dite? et similia….che famo? oddio, state ogni giorno attaccati al sito del ministero, e via col valzer. Non hai citato il suo refrain abituale e stantio: “il bilancio per il 99 per cento o giù di lì si spende in stipendi!” oddio, davvero? cioè, il mio lavoro non lo può fare un robot? ma dai, scopriamo ora che è una professione cosiddetta “labour intensive” fino a quando non ne inventeranno un’altra omologa e fungibile? PUAH. Mai stata così burocraticamente male a scuola come quest’anno.
@cordapazza:
In effetti la scoperta che l’istruzione è un settore labour intensive è davvero fenomenale. Intendiamoci: non è che nella scuola non ci siano da fare molte cose. E’ che quelle da fare sono tutte diverse da quelle che ha proposto (?) la nostra bella, brava, buona, intelligente, capace ministro.
^_^