Economia

Borsalavoro.it – Come buttare 42 milioni di euro

14 aprile 2009

Per i giovani trovare un lavoro è sempre un’impresa ardua, anche prima della crisi. Oltre che i soliti sistemi all’italiana, ragazzi e ragazze possono iscriversi al portale del Ministero del lavoro. Si accorgeranno che per ora è meglio rivolgersi ad amici e parenti e farsi raccomandare.

Uno dei più gravi problemi italiani (anche prima della crisi economica) è la disoccupazione giovanile, fenomeno dalle profonde implicazioni economiche e sociali. Basti pensare che, secondo i dati Istat (aggiornati fino ad ora al 2007), il tasso di [[disoccupazione]] giovanile (età tra 15-24 anni) in Italia era pari al 20%, mentre quello complessivo era il 6,2%. Il problema morde più al sud e tra le donne, ma è molto diffuso anche nel mitico nord est, dove è pur sempre il 9,6% rispetto al 3% totale. La causa principale è il cosiddetto “mismatch“, ovvero il mancato incontro tra chi cerca lavoro e chi ha bisogno di personale. Per questo a partire dal 1996, sono state varate prima dal governo Prodi e poi da quello [[Berlusconi]] alcune riforme in materia di collocamento, di ordinamento del lavoro e di contratti.

IL PORTALE BORSALAVORO.IT – Tra le tante cose fatte, nel Decreto legislativo n.276 del 10 settembre 2003 è stata istituita la Borsa continua nazionale del lavoro, un sistema aperto e trasparente di incontro tra domanda e offerta di lavoro basato su una rete di nodi  regionali, alimentato da tutte le informazioni utili a tale scopo immesse liberamente nel sistema stesso sia dagli operatori pubblici e privati, autorizzati o accreditati, sia direttamente dai lavoratori e dalle imprese. Un portale [[internet]] con all’interno un database nazionale di curricula e di offerte d’impiego, per favorire l’incontro rapido domanda-offerta di lavoro. Alla creazione del portale fu incaricata Italia Lavoro SpA, di proprietà del Ministero dell’Economia, guidata da Natale Forlani, ex sindacalista della Cisl, manager statale da 255mila euro l’anno. Il progetto fu affidato a Mauro Boati.

UNA DIFFICILE GESTAZIONE – Dopo 2 anni di difficile gestazione, il portale Borsalavoro.it ha visto infine la luce nel settembre 2005. [[Maurizio Sacconi]], all’epoca sottosegretario al Lavoro lo presentò come “Il simbolo della svolta” che avrebbe consentito “un mercato libero e trasparente” e “un servizio gratuito“. Proprio gratuito per lo Stato non si direbbe: secondo la relazione annuale del 2007 della Corte dei Conti è costato 36 milioni di euro (10 per la sola realizzazione della Borsa telematica). Bastava dire che sarebbe stato un buon investimento per il futuro, ma Sacconi non va rimproverato: si sa che i politici esagerano sempre. Il funzionamento del portale è in teoria  semplice: i cittadini e i datori di lavoro accedono alla Borsa, scelgono il livello territoriale (provincia, regione, tutta Italia) in cui esporre curriculum o offerta di lavoro, si registrano, inseriscono i dati: et voilà! Il database li metterà in contatto. Geniale! Davvero una svolta.

9 commenti a Borsalavoro.it – Come buttare 42 milioni di euro

  1. gloria

    due anni di gestazione?

  2. E’ impossibile navigare normalmente su questo sito, è lento, è pieno di errori

    A proposito di lavoro… Sacconi, dovesse servì nà mano io sto qua eh.

  3. @gloria:
    2 anni. Neanche un elefante riesce a tanto! :-)

    @Gregorj:
    Mi sa che le voci (che avevo giudicato tendenziose) di un imminente acquisto di Giornalettismo da parte di Mediaset hnno un fondamento…^_^

    @just:
    In effetti ho pensato a te..ti serve una raccomandazione? ^_^

  4. gloria

    @Just, infatti stavo facendo il tuo nome nel primo commento. Poi mi son trattenuta:chi ti sostituisce se ti ci ruba Sacconi?:P

  5. Ecco perché ho deciso di emigrare. E’ assurdo che a 30 anni io non possa ancora permettermi di accendere un mutuo per una casa e quando il terrore dei “bamboccioni” offrì 495,80 euro di aiuto (spalmati in tre anni) per gli under 30 per pagarsi l’affitto, scusate il francesismo ma io mi sento preso per il culo.

    La cosa che mi lascia più perplesso è stata tuttavia un’altra: possibile che durante l’ultimo governo di sinistra non si sia mai pensato di rivedere quella legge di destra che tanto fece discutere riguardo i contratti a tempo determinato?

  6. @Andrea
    Ehm… Andrea… Non vorrei turbarti, ma la “Legge 30″ (Maroni-Biagi) è solo un ampliamento del “Pacchetto Treu”, che introduce co.co.co., co.co.dè. e lavori interanali…
    E Treu è il cognome del ministro del lavoro italiano che per primo ha messo in pratica il modello Biagi.
    Se non lo sapessi, Treu è senatore del PD…

  7. Gianni

    Mi stavo appunto chiedendo che fine avesse fatto borsalavoro, mi registrai nel 2008 e già mi diede una pessima impressione perchè veramente con interfaccia poco amichevole. Ma negli ultimi giorni m’è venuto il pallino di provarci, ma quel sito è fermo!!! Eppure viene indicato come primo sito nei motori di ricerca…che strano!

  8. luca

    Treu non ha “messo in pratica per primo” il modello Biagi,
    Per il semplice fatto che Biaggi accorpo’ e regolamento’ la flessibilita’
    (In parte estrema ed abusata) introdotta dal pacchetto Treu nel 1997.
    Concordo sull’inefficacia del sito borsa lavoro,ma dissento sulla polemica facile sulla somministrazione di lavoro a tempo determinato (ex interinale) e sul cambiamento epocale prodotto dalla Biagi.
    Occorre cambiare non solo la politica ed i politici inefficaci, ma anche il modo di polimizzare , CONOSCENDO nel dettaglio cio’ di cui ci si lamenta.

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