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pubblicato il 14 aprile 2009 alle 14:30 dallo stesso autore - torna alla home

Un ricercatore aveva previsto il terremoto in Abruzzo ma era stato denunciato per procurato allarme. La Protezione Civile insiste: nessuno può leggere il futuro. Ecco alcuni chiarimenti su cosa si può fare in tema di prevenzione

Giampaolo Giuliani, ricercatore dei laboratori di fisica nucleare INFN: “…ho impiegato quasi 2 anni per realizzare da solo uno strumento in grado di rilevare il radon, iniziai ad osservarlo ed a studiarlo, e con l’aiuto di un sismografo mi resi conto che la concentrazione di radon aumentava in corrispondenza di un evento sismico… la variazione di concentrazione del radon, permette di prevedere un evento sismico con un anticipo variabile dalle 6 alle 24 ore e una efficienza maggiore dell’80%….” (intervista su Donne Democratiche, 24 marzo 2009 )

“L’AQUILA – Non bastasse lo sciame sismico che da metà febbraio ha trasformato questo angolo d’Abruzzo in una 90725863 Prevedere i terremoti si può? Sì. No. Forsepista di rock and roll…  a fare danni ci si è messo anche «il terremoto che non c’è»…  Annunciata con toni quasi profetici da…  Giampaolo Giuliani… la notizia del terremoto, che nelle previsioni di Giuliani avrebbe dovuto essere «disastroso», ha scatenato tra domenica e lunedì una psicosi collettiva, che ha mandato in tilt Sulmona e dintorni… Giuliani… ora si ritrova addosso una denuncia per procurato allarme…. Il sindaco di Sulmona… domenica era a Roma… In mattinata, una scossa di magnitudo 4 aveva squassato il suo paese. «I vigili urbani- ha raccontato-mi hanno messo telefonicamente in contatto con questo signore che mi ha annunciato l’arrivo, da lì a poche ore, di un sisma devastante…” (Corriere della Sera, 1 aprile 2009)

“Il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, inviperito martedì 31 marzo si era scagliato contro «quegli imbecilli che si divertono a diffondere notizie false», chiedendo una punizione…Giuliani è stato denunciato per procurato allarme. E Bertolaso ha ripetuto che «lo sanno tutti che i terremoti non si possono prevedere»…” (Corriere della Sera, 6 aprile 2009 ).

6 APRILE 2009 – Un terremoto devasta la provincia de L’Aquila. La conta dei morti sale ben presto  oltre i 200. Queste le cronache, fino alla tragedia. Subito dopo, diverse fonti giornalistiche hanno recriminato sulla questione, e Giampaolo Giuliani ha proclamato che lui il terremoto a L’Aquila l’aveva previsto ma nessuno ha voluto o potuto far nulla per via di quella denuncia per procurato allarme. Ora, è evidente che Giuliani aveva annunciato un terremoto nella zona di Sulmona per il 29 marzo mentre il sisma ha colpito una settimana più tardi a qualche decina di chilometri di distanza (L’Aquila dista circa 60 km da Sulmona). Se il primo annuncio di Giuliani, quello per il 29 marzo,  fosse stato preso sul serio e Sulmona fosse stata evacuata inutilmente, un eventuale secondo annuncio (ammesso che Giuliani abbia davvero previsto il terremoto del 6 aprile) non sarebbe stato più preso in considerazione.

ANDARCI VICINO E’ NIENTE – Tanto basta a concludere che il destino delle centinaia di persone rimaste sotto le macerie non sarebbe cambiato, per cui è perfettamente inutile dare spazio a critiche e recriminazioni. Giuliani c’era andato vicino, è vero,  ma quando parliamo della possibile evacuazione di interi comuni e città con centinaia di migliaia di persone, non basta “andarci vicino”. Non c’è modo di sapere – al momento – se quella di Giuliani è stata un’intuizione (in fin dei conti da settimane l’intera provincia era interessata da uno “sciame sismico”), una semplice coincidenza oppure il risultato di un metodo di previsione scientifico. E’ però opportuno che anziché perdere tempo in un’aula di tribunale per processare Giuliani, la comunità scientifica vagli con attenzione le ragioni e le rilevazioni di Giuliani per stabilire se sono valide e se è il caso di affinarle e approfondirle. Ricorderete che qualche tempo fa, in occasione di un esperimento scientifico al CERN alcuni scienziati paventarono che l’esperimento avrebbe portato alla distruzione della Terra. Anziché denunciare quegli scienziati per procurato allarme, i ricercatori esaminarono le loro osservazioni e pubblicarono le proprie conclusioni in un 16320109550px Prevedere i terremoti si può? Sì. No. Forsedocumento. Ma al di là della vicenda Giuliani, i terremoti si possono prevedere? C’è qualche precedente?

ESEMPI - Ci sono tre nazioni che hanno sviluppato programmi scientifici mirati alla previsione dei terremoti: gli Stati Uniti, la Cina e il Giappone. Infatti gli USA convivono con il timore di un catastrofico terremoto che prima o poi – secondo molti esperti – sconvolgerà la California, mentre Cina e Giappone presentano rischi sismici amplificati dall’enorme densità abitativa di alcune aree. La NASA nel 2004 ha rivelato di aver messo a punto un sistema di previsione che nell’arco di 10 anni ha “indovinato” 15 terremoti su 16. A ben vedere, però, il sistema della NASA è di scarsa utilità. Gli scienziati americani si sono basati su un archivio di eventi sismici relativi a una zona circoscritta (l’area della California, appunto) e hanno individuato una serie di punti a rischio. 15 terremoti su 16 si sono verificati in quei punti a rischio, buona parte dopo la pubblicazione della ricerca. E’ evidente che siamo in presenza di un sistema statistico, che non può prevedere in quale dei tanti punti a rischio si verificherà un terremoto, né in quale momento esso si verificherà (la previsione parla genericamente di un decennio).

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