Un ricercatore aveva previsto il terremoto in Abruzzo ma era stato denunciato per procurato allarme. La Protezione Civile insiste: nessuno può leggere il futuro. Ecco alcuni chiarimenti su cosa si può fare in tema di prevenzione
Giampaolo Giuliani, ricercatore dei laboratori di fisica nucleare INFN: “…ho impiegato quasi 2 anni per realizzare da solo uno strumento in grado di rilevare il radon, iniziai ad osservarlo ed a studiarlo, e con l’aiuto di un sismografo mi resi conto che la concentrazione di radon aumentava in corrispondenza di un evento sismico… la variazione di concentrazione del radon, permette di prevedere un evento sismico con un anticipo variabile dalle 6 alle 24 ore e una efficienza maggiore dell’80%….” (intervista su Donne Democratiche, 24 marzo 2009 )
“L’AQUILA – Non bastasse lo sciame sismico che da metà febbraio ha trasformato questo angolo d’Abruzzo in una
pista di rock and roll… a fare danni ci si è messo anche «il terremoto che non c’è»… Annunciata con toni quasi profetici da… Giampaolo Giuliani… la notizia del terremoto, che nelle previsioni di Giuliani avrebbe dovuto essere «disastroso», ha scatenato tra domenica e lunedì una psicosi collettiva, che ha mandato in tilt Sulmona e dintorni… Giuliani… ora si ritrova addosso una denuncia per procurato allarme…. Il sindaco di Sulmona… domenica era a Roma… In mattinata, una scossa di magnitudo 4 aveva squassato il suo paese. «I vigili urbani- ha raccontato-mi hanno messo telefonicamente in contatto con questo signore che mi ha annunciato l’arrivo, da lì a poche ore, di un sisma devastante…” (Corriere della Sera, 1 aprile 2009)
“Il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, inviperito martedì 31 marzo si era scagliato contro «quegli imbecilli che si divertono a diffondere notizie false», chiedendo una punizione…Giuliani è stato denunciato per procurato allarme. E Bertolaso ha ripetuto che «lo sanno tutti che i terremoti non si possono prevedere»…” (Corriere della Sera, 6 aprile 2009 ).
6 APRILE 2009 – Un terremoto devasta la provincia de L’Aquila. La conta dei morti sale ben presto oltre i 200. Queste le cronache, fino alla tragedia. Subito dopo, diverse fonti giornalistiche hanno recriminato sulla questione, e Giampaolo Giuliani ha proclamato che lui il terremoto a L’Aquila l’aveva previsto ma nessuno ha voluto o potuto far nulla per via di quella denuncia per procurato allarme. Ora, è evidente che Giuliani aveva annunciato un terremoto nella zona di Sulmona per il 29 marzo mentre il sisma ha colpito una settimana più tardi a qualche decina di chilometri di distanza (L’Aquila dista circa 60 km da Sulmona). Se il primo annuncio di Giuliani, quello per il 29 marzo, fosse stato preso sul serio e Sulmona fosse stata evacuata inutilmente, un eventuale secondo annuncio (ammesso che Giuliani abbia davvero previsto il terremoto del 6 aprile) non sarebbe stato più preso in considerazione.
ANDARCI VICINO E’ NIENTE – Tanto basta a concludere che il destino delle centinaia di persone rimaste sotto le macerie non sarebbe cambiato, per cui è perfettamente inutile dare spazio a critiche e recriminazioni. Giuliani c’era andato vicino, è vero, ma quando parliamo della possibile evacuazione di interi comuni e città con centinaia di migliaia di persone, non basta “andarci vicino”. Non c’è modo di sapere – al momento – se quella di Giuliani è stata un’intuizione (in fin dei conti da settimane l’intera provincia era interessata da uno “sciame sismico”), una semplice coincidenza oppure il risultato di un metodo di previsione scientifico. E’ però opportuno che anziché perdere tempo in un’aula di tribunale per processare Giuliani, la comunità scientifica vagli con attenzione le ragioni e le rilevazioni di Giuliani per stabilire se sono valide e se è il caso di affinarle e approfondirle. Ricorderete che qualche tempo fa, in occasione di un esperimento scientifico al CERN alcuni scienziati paventarono che l’esperimento avrebbe portato alla distruzione della Terra. Anziché denunciare quegli scienziati per procurato allarme, i ricercatori esaminarono le loro osservazioni e pubblicarono le proprie conclusioni in un
documento. Ma al di là della vicenda Giuliani, i terremoti si possono prevedere? C’è qualche precedente?
ESEMPI - Ci sono tre nazioni che hanno sviluppato programmi scientifici mirati alla previsione dei terremoti: gli Stati Uniti, la Cina e il Giappone. Infatti gli USA convivono con il timore di un catastrofico terremoto che prima o poi – secondo molti esperti – sconvolgerà la California, mentre Cina e Giappone presentano rischi sismici amplificati dall’enorme densità abitativa di alcune aree. La NASA nel 2004 ha rivelato di aver messo a punto un sistema di previsione che nell’arco di 10 anni ha “indovinato” 15 terremoti su 16. A ben vedere, però, il sistema della NASA è di scarsa utilità. Gli scienziati americani si sono basati su un archivio di eventi sismici relativi a una zona circoscritta (l’area della California, appunto) e hanno individuato una serie di punti a rischio. 15 terremoti su 16 si sono verificati in quei punti a rischio, buona parte dopo la pubblicazione della ricerca. E’ evidente che siamo in presenza di un sistema statistico, che non può prevedere in quale dei tanti punti a rischio si verificherà un terremoto, né in quale momento esso si verificherà (la previsione parla genericamente di un decennio).
























(comunicazione di servizio)
Il link per l’immagine a pagina due del pezzo è stato hakerato e non è servibile, invito a sistemare la cosa.
Concordo con il pezzo, che però non sottolinea la stortura della “commissione grandi rischi” che ha dichiarato non esserci rischi particolari.
Mi spiego. Se non è possibile, come non è possibile, prevedere un terremoto con esattezza (e deve essere punito chi provoca ingiustamente un allarme infondato poggiandosi su paure ataviche), non si può prevedere neanche il fatto che non ce ne siano…
C’è in giro un certo scetticismo verso la scienza che si alimenta di episodi come questo. E si invoca al personaggio singolo che combatte contro la scienza ufficiale.
Io penso che in uno sciame sismico è facile prevedere un terremoto: se si verifica sei un eroe, se non, allora ti dimenticano.
Complimenti a John B come sempre per le sue analisi
non credo che le alternative siano solo evacuare tutti o non fare niente.
far spostare centinaia di migliaia di persone in tempi rapidissimi ha un costo enorme in denaro, produzione persa, personale impiegato; concordo che non sia proponibile se i falsi allarmi non scendono sotto una soglia bassissima.
a parte: ma esistono piani di evacuazione per le città, le valli, le varie zone in Italia?
mettere in preallarme vigili del fuoco, protezione civile, ospedali, forze dell’ordine, invece, credo si potrebbe fare.
avrebbe un costo, certo. ma i falsi positivi potrebbero considerarsi, a posteriori, un’esercitazione di grande valore, specie se ogni volta si valuta cosa ha funzionato e cosa eventualmente no, e perché.
giorgian
Per completezza di informazione, anche se in realtà ciò ha creato ancora più confusione (almeno in me), Giuliani nella puntata di Porta a Porta dell’8 aprile, come confermato in un’intervista a Affaritaliani.com del 9 aprile, afferma che a Sulmona avrebbe fatto solo una telefonata al sindaco di Sulmona alle 15,30 per rassicurarlo che fino a mezzanotte non ci sarebbero state scosse, nemmeno di assestamento, e che solo a mezzanotte avrebbe potuto dare una risposta definitiva per le ore successive.
Dichiarazione che ha lasciato ancora più dubbi:
- o Giuliani l’8 aprile o il sindaco di Sulmona il 29 marzo ha mentito
- a che titolo Giuliani telefona al Sindaco per dirgli…che va tutto bene?
- perché alle 15,30 Giuliani rassicura fino alla mezzanotte se il suo precursore sismico ha un preavviso di minimo 6 ore? Stiamo parlando di un buco di 2 ore mezza, non di qualche decina di minuti
- dato che a seguito della telefonata Giuliani si è beccato la denuncia per procurato allarme, come mai non ha subito detto che il sindaco aveva travisato le parole? Soprattutto come mai non l’ha detto quando ha parlato colla Galeotti il 30 marzo? Anche la Galeotti mente?
prima o poi qualche debunker si occuperà dei piani di protezione civile più che delle previsioni. Da cittadino assolutamente non informato sui fatti da parte dei media mi piacerebbe sapere:
1)nel comune e nella provincia de L’Aquila c’erano piani di evacuazione e aree attrezzate per concentrare sfollati e mezzi di soccorso? la cosa, prevista dalle leggi, non è di secondaria importanza, perchè il caos sicuramente ha prodotto qualche ritardo e forse il mancato salvataggio di qualcuno.
2)la popolazione era stata informata su come comportarsi in caso di sisma disastroso?
3)le autorità locali e di protezione civile nazionale avevano vigilato affinchè le strutture di interesse strategico, quelle che si dovrebbero attivare in caso di evento, erano in grado di funzionare dopo l’evento stesso?
è chiaro che nei primi sette-otto giorni dopo il terremoto la priorità sia il primo soccorso e la messa in sicurezza degli sfollati. Beh, avvertitemi quando viene il momento delle domande e delle risposte serie..
Non ci piove che, per esempio, confondere una mappa di pericolosità sismica (non ho guardato) con una previsione di un terremoto è un errore, è ovvio anche per un profano come me. Ho appena saputo dai giornali che l’ospedale dell’Aquila non aveva il certificato di agibilità. Devo dare anche il link? ma chi ha voglia. A sentire queste cose da horror, si resta senza altre parole. Non mi va di parlare dello studio di Hauksson e Goddard dell’agosto 1981, né di Pulinets (NB tutti nomi pubblici). Li cito e basta.
Concordo con Paolo.
Inoltre è frustrante sapere che dopo la scossa delle 23e30 del 6/4/09 fu evacuata solo la prefettura dell’Aquila;
é’ frustrante sapere che il 31 marzo la Prot.Civ. in un comunicato stampa dichiara sostanzialmente che non c’è pericolo ed è tutto sotto controllo (in un modo che è solo pura formalità da verbale per dire il nulla)
http://www.protezionecivile.it/cms/attach/editor/commisisone_grandi_rischi_del_31_marzo_2009.pdf
E’ vero che per ora l’unica possibilità che abbiamo è di costruire e/o mettere in sicurezza gli edifici ma la Prot. Civ. dove è stata finora?
Salvatore, a me pare che leggendolo bene quel documento che linki dica semplicemente che, per tutta una serie di motivi, come la casistica insufficiente, non si possa prevedere nulla, non che è tutto sotto controllo.
La conclusione che una serie di scosse a bassa magnitudo non sia premonitrice di un forte sisma deve essere letto in quel senso: ovvero che sulla base delle conoscenze attuali non si può fare quella affermazione, non che detta serie sicuramente non porti ad un forte sisma.
Fra l’altro l’ultima affermazione verbalizzata di De Bernardinis di fare una verifica mirata nelle ispezioni agli edifici scolastici.
Giuliani aveva previsto il terremoto che c’è stato effettivamente la mattina del 29 marzo a Sulmona. Poi ha visto il grafico impennarsi e ha avvisato la Protezione civile e la Polizia municipale di Sulmona spiegando che lui faceva degli studi in materia e che aveva visto il grafico impennarsi, ma si riservava di richiamare nel pomeriggio per fornire dati più precisi. Lo ha spiegato pure al sindaco di Sulmona che gli ha telefonato.
Ha incrociato i dati dei suoi rivelatori e ha visto che il terremoto si stava preparando all’Aquila (c’è stato infatti il pomeriggio successivo), non a Sulmona. Per questo ha richiamato nel pomeriggio un tizio che gli avevano indicato come assessore di Sulmona (in realtà era un dirigente) e gli ha detto che per Sulmona era tutto a posto, invitandolo ad avvisare il sindaco.
Non so se non si è saputo spiegare o se a Sulmona erano usciti di testa, sta di fatto che il sindaco non ci ha capito granché ed è andato nel pallone. Ma Giuliani non ha “lanciato” allarmi all’impazzata. Ha allertato e nel giro di qualche ora ha tranquillizzato le istituzioni.
Ha invece avvisato il sindaco dell’Aquila, Cialente, sul terremoto che il giorno dopo avrebbe effettivamente colpito il capoluogo (30 marzo, magnitudo 4.0).
Il grafico del radon sul terremoto del 6 aprile è assai chiaro (ce n’è anche un altro rispetto a quello che gira anche in rete, altrettanto inquietante).
Così sono andate le cose. Ciao.
@ Rado il Figo;
la tua giusta precisazione lascia comunque inalterato il senso di frustrazione per una dichiarazione resa poche ore prima della morte di trecento persone nella quale la Prot. Civ. (non sono contro a prescindere alla PC anzi ho effettuato in PC il mio servizio civile ed è una cosa che mi è piaciuta) ripeto SOSTANZIALMENTE e tranquillizzante alle 19;30 del 31/3/09 e dopo la scossa delle 23;30 del 6/4 solo la Prefettura viene evacuata: perché? era stata resa inagibile dalla scossa delle 23;30? Se si, si sono fatte valutazioni per altri edifici? Alcuni terremotati affermano che dopo la scossa delle 23;30 gli è stato suggerito di tornare in casa: sono verificabili queste dichiarazioni?
La PC in quanto tale dovrebbe proteggere e ciò significa in buona misura prevenire per quanto possibile e POI soccorrere in modo efficiente.
Ora il “per quanto possibile” è stato realizzato dalla PC o qualcosa non ha funzionato nella macchina organizzativa della prevenzione?
Con le conoscenze al 31/3/09 è stato fatto tutto il possibile per prevenire oppure si poteva fare di più?
Credo che siano domande che un giornalista serio dovrebbe porsi semplicemente dopo la netta discrepanza tra verbale e realtà sul campo.
Spero di essere stato più chiaro rispetto al mio precedente intervento.
P.S. Il commento di Giuseppe (se corretto) sembra inoltre chiarire anche la posizione di Giuliani in merito al supposto allarmismo esagerato del Giuliani stesso (che tra l’altro mi pare sia anche lui e la sua famiglia tra i senzatetto).
Non sono in grado (non ne ho le competenze) per dire se Giuliani sia un genio oppure un peracottaro qualunque che si è imbattutto in una coincidenza favorevole. Mi sembra che in un pasese serio l’unica conclusione possibile sarebbe quella di studiare il suo metodo e poi di trarne opportune conclusioni. Rimango comunque convinto che se al governo ci fosse stato Prodi a quest’ora Giuliani sarebbe ospite fisso di tutti i tiggì, mentre invece nel migliore dei casi adesso viene fatto passare come un mezzo esaltato. Ricordiamoci del caso Di Bella, per favore (a proposito John, quando un bell’articolo di debunking su questo caso, non dimentichiamoci che i sostenitori di questa terapia hanno sempre parlato di “cospirazione” ai loro danni).
Giuseppe, hai qualche link per quanto hai scritto nel tuo intervento, e che non si tratti solo di dichiarazioni di Giuliani post sisma?
Anche perché Giuliani a Porta a Porta e come confermato su affaritaliani.com ha detto di aver fatto solo una telefonata al sindaco di Sulmona il 29 marzo e dopo di non aver mai più avuto nessun contatto colle autorità di Sulmona. Che non è quello che tu riporti.
Sul grafico del radon, si riferisce solo al 6 aprile? Perché ad un profano come al sottoscritto, se non lo comparo con quello di un altro giorno, direbbe poco (non sarebbe insomma affatto chiaro).
Salvatore, credo si tratti di due diverse interpretazioni: affermare che non si può prevedere nulla può forse avere per qualcuno un effetto tranquillizzante del tipo: se proprio deve venire, viene, non ci possiamo fare niente.
Secondo me la questione è malposta.
Qui non si tratta di decidere se i terremoti si possano prevedere o no.
La questione è se le misure effettuate dagli strumenti di Giuliani siano, o meno, legate da una relazione di causa effetto ai fenomeni sismici da lui annunciati.
A questa domanda uno studio di ricercatori tedeschi
(http://cat.inist.fr/?aModele=afficheN&cpsidt=3496262) risponde in maniera positiva diversi anni fa, tanto che il radon è riconosciuto come un indicatore di attività sismica dall’ISASPEI (http://www.iaspei.org/).
Questo significa che un fondamento nel metodo usato dal Giuliani (stando a quello che sono riuscito a capire sul suo dispositivo) esiste ed è stato provato scientificamente.
Il motivo per cui queste rilevazioni non hanno una validità previsionale è che la crosta terrestre non è omogenea e quindi una serie di dati può avere interpretazioni diverse in posti diversi.
Quello che però a senso fare è estendere una rete di rilevatori in modo da costruire una rete di rilevatori su zone particolarmente a rischio (come infatti scritto nell’articolo hanno fatto gli americani nella fagli di sant’andrea).
Vista in quest’ottica,alla luce dei dati disponibili, diramare un comunicato di rimanere in allerta per alcune settimane e prepararsi per un eventuale scossa forse avrebbe salvato qualche vita in più.
Ovviamente fare delle case secondo le norme antisismiche le avrebbe salvate quasi tutte…
“Qui non si tratta di decidere se i terremoti si possano prevedere o no.
La questione è se le misure effettuate dagli strumenti di Giuliani siano, o meno, legate da una relazione di causa effetto ai fenomeni sismici da lui annunciati.”
e che differenza ci sarebbe, scusa?
@Rado il figo
La differenza è questa:
Se ci intestardisce a trovare un segnale univoco dell’approssimarsi di un evento sismico forse non si giugerà mai ad una risposta, esattamente come non si riuscirebbe a fare delle previsioni meteo sulla base di semplici fotografie infrarosse dal satellite (occorrono infatti più informazioni come: direzioni dei venti,, temperatura al suolo e in quota, pressione etc..)
Se invece ci limitiamo ad osservare che il livello di radon è un semplice indicatore, fra i tanti, di attività sismica… bhe allora il semplice ignorarlo equivale ad assumere un atteggiamento conservativo per niente saggio.
Aggiungendo infatti gli altri segnali come lo sciame sismico del mese precedente, non ce ne era abbastanza per comunicare alla popolazione, se non di sfollare, almeno di tenersi all’erta?
Le mie sono ovviamente supposizioni… magari non sarebbe cambiato nulla per molte delle persone morte, ma magari qualcuna in più ora sarebbe qui a raccontarla…
Intendi dire di unire le osservazioni al radon a quelle su altri fattori e forse si potrebbe ricavare uno strumento di una certa utilità, giusto?
si, esattamente… che poi è quello che già si fa da anni in Slovenia e in molte altre parti del mondo (sempre se ho capito bene ).
Insomma, non prevedere, ma nemmeno sottovalutare..
Infondo nessuno guarda le previsioni del tempo pensando di sapere che alle 10.45 del mattino poverà… ma se i dati indicano quella probabilità tutti prendiamo l’ombrello oppure la macchina al posto del motorino… e fine della storia.
Non credo che ci sia qualcuno che si fermi a valutare quale dei singoli indicatori è stato determinante nella previsione…
Se Bertolaso o chi per lui avesse detto pubblicamente: “stiamo valutando le affermazioni del Giuliani senza sottovalutarle grazie alla consulenza delle apposite commissioni scientifiche ma nel frattempo preghiamo la popolazione dell’Abbruzzo di non abbandonarsi al panico pur adottando tutte le precuazioni che la prudenza suggerisce..” non avrebbe fatto una più bella figura?
Da quel che ho capito della vicenda, a Bertolaso era stato solo riferito che Giuliani aveva previsto un terremoto devastante a Sulmona per il 30 marzo. Nemmeno Giuliani ha mai riferito di aver parlato con Bertolaso direttamente. Chiaro che, con quella notizia, Bertolaso se ne sia uscito colla frase poi pronunciata.
Come al solito non ci si capisce niente e tutti la buttano in “caciara”… oggi su repubblica è apparsa un’altra ricostruzione dei fatti… Strumentale?
ghisabrain: mi è stato segnalato da un acceso sostenitore di Giuliani (John può intuire chi sia) un forum di geologi aquilani, in particolare una discussione proprio sullo sciame sismico. Interessante perché precede di parecchio il 6 aprile.
Anche in quella sede si parla di Giuliani e dei suoi rilevatori sismici, con accesi sostenitori e dubbiosi. Fra l’altro i sostenitori prima magnificano i precursori attestando la correttezza delle previsioni per magnitudo sopra il 2 all’80% fra le 6 e le 24 ore prima e come esempio mettono una scossa azzeccata… con 36 ore di anticipo.
Poi arrivano alla famosa telefonata del 29 marzo per Sulmona, ed anche in quel caso parlano espressamente di un Giuliani che aveva previsto una scossa di magnitudo 4, con tanto di utente scandalizzato perché sono state travisate le parole di Giuliani al punto che si è fatto credere avesse previsto una catastrofe, sottolineando come sia tornato all’Aquila appunto perché sapeva l’esatta versione delle parole di Giuliani. Il quale ultimo, come noto, l’8 aprile sosterrà invece di avere fatto solo una telefonata al sindaco di Sulmona per dirgli che invece non c’era alcuna scossa in arriva, nemmeno di assestamento.
Dopo di che il nome di Giuliani riappare in un intervento il 6 mattina parlando di “macabra rivincita” (mia definizione). Ma anche qui non c’è alcuna traccia di nessuna previsione di Giuliani per l’Aquila prima del sisma, anche se un utente (McCoy) aveva previsto effettivamente la sciagura ma non rifacendosi a Giuliani.
http://www.geoforum.it/ubbthreads.php?ubb=showflat&Number=62323&page=2
iniziate da pagina 26 e poi andate avanti ed indietro.