I genitori senza permesso di soggiorno, l’ambasciata che non risponde, il prefetto in aria di promozione, le promesse non mantenute del ministro: il dramma di un ragazzo che per curarsi deve fare affidamento su un’associazione e non sui propri familiari
Nel 2003, con la legge voluta dall’allora Ministro degli Interni Nicolas Sarkozy, la Francia si poneva ai vertici della cosiddetta “lotta all’immigrazione clandestina”. Su Meltinpot.org veniva descritta così la nuova dottrina all’indomani della sua entrata in vigore: “Regolamenta in maniera molto rigida gli ingressi sul territorio francese, riduce pesantemente la possibilità di ottenere
la “carta di residenza” introducendo il cosiddetto “contratto di integrazione”, aumenta da 12 a 32 giorni la detenzione in attesa dell’espulsione dal paese, introduce la schedatura attraverso le impronte digitali e i dati biometrici per tutti coloro che faranno richiesta di visti e permessi di soggiorno. Muri sempre più alti e invalicabili per la “fortezza Europa”: “integrazione” per i regolari, pugno di ferro ed espulsioni per i “sans papier” è il triste ritornello. “Braccia da lavoro”, per il mercato e le imprese, ma “invisibili” dal punto di vista dei diritti“. E “quei muri sempre più alti e invalicabili” edificati anche in nome della lotta al terrorismo possono mancare l’effetto desiderato di contrasto alla delinquenza e generare quello indesiderato del disagio e dell’insicurezza.
FAMIGLIA ALTERNATIVA – E’ il caso del sedicenne Ivan Dembsky, che oggi dopo un anno e mezzo da un tragico incidente, una caduta dal quarto piano, può felicemente camminare, parlare, andare a scuola e provare a recuperare il tempo perduto. Era il 9 agosto 2007 quando precipitò dal balcone del suo appartamento ad Amiens, andò in coma, poi lentamente riprese il cammino verso la vita, migliorando un passettino alla volta. Un episodio terribile, tanto che ancora oggi il giovane continua la delicata riabilitazione ed è sottoposto a continui monitoraggi in ospedale. E mentre cerca la guarigione, parafrasando il titolo della testata francese che parla della vicenda, Rue 89 , i suoi genitori cercano la regolarizzazione. Nel suo percorso tortuoso Ivan, infatti, non può essere sostenuto incondizionatamente e liberamente dalla sua famiglia: è necessario il supporto degli avvocati e degli operatori della RESF Réseau Education Sans Frontières (Rete educazione senza frontiere), associazione che si occupa del sostengo ai bambini che vivono in famiglie non regolarizzate o son privi di documentazione scolastica. Francis Lec è l’avvocato che segue la vicenda del ragazzo, Catherine Rinaud è la sua madrina RESF.
ORECCHIE DA MERCANTE – Ivan è nato in Russia, ma l’ambasciata russa a Parigi non ha mai risposto alle numerose lettere di aiuto di genitori ed avvocato:
e fin quando non saranno ascoltati non vi può essere alcuna prova legale della nascita di Ivan. Per regolarizzare la posizione del ragazzo, l’avvocato ha avviato un processo di “dichiarazione giurata di un atto di nascita”. Il tutto mentre la madre ha un permesso di soggiorno temporaneo valido fino al 27 dicembre, e il padre, elettricista, ora disoccupato dopo aver recentemente terminato un’esperienza lavorativa, è costretto a rinnovarlo ogni tre mesi per “ragioni umanitarie”. Entrambi hanno deciso di prendere le distanze dai media per motivi di discrezione. Marcel Deverkel, uno dei responsabili di RESF, spiega: “Da un lato abbiamo voluto rispettare la volontà della famiglia di rimanere lontani dai media, compresi quelli bielorussi, perché il padre, Andrei, è stato accusato di aver disertato la Cecenia. Dall’altro lato, si sa che in molti casi i media servono ad esercitare pressione sui prefetti. In questo caso, lo Stato non ci ha ascoltato, compreso il prefetto Henri Michel Comet, che si è comportato come primo della classe di Hortefeux“. Sarà un caso che di lì a poco Comet sia stato promosso Segretario Generale del Ministero degli Interni? L’avvocato Lec ci tiene a precisare che Brice Hortefeux, che qualcuno definisce braccio destro di Sarkozy, da inizio anno Ministro del lavoro, affari Sociali, famiglia e solidarietà, ma per due anni precedentemente Ministro per l’immigrazione, l’integrazione, l’identità nazionale e lo sviluppo della solidarietà, nell’estate 2007, subito dopo i fatti, aveva garantito che i presupposti per una regolamentazione c’erano tutti. E’inevitabile pensare ad una partita di scacchi politica, considerato anche che l’avvocato Lec è un eletto socialista locale. La promessa non mantenuta passa ora nelle mani del nuovo titolare del posto ministeriale: Eric Besson. “E’ un ragazzo molto intelligente“, dicono di Ivan. Ma politica e burocrazia forse lo sono un po’ meno di lui.























“non vi può essere alcuna prova legale della nascita di Ivan. “=la burocrazia uccide
Queste storie mettono addosso una tristezza infinita. Meno male che il ragazzo sta bene. E chissà se qualche neurone italiano riesce ad accendersi dopo il racconto di questa storia francese.
^_^
Non oso pensare al trauma che questo ragazzo si porterà dietro: non tanto per l’incidente ma per la crudeltà gratuita di una burocrazia a cui nessuno vuol trovare soluzione
@Comicomix: temo che tu sia troppo ottimista.. come sempre ^_^
un saluto, Lisa