“Il fotovoltaico droga la bolletta”
di Dipocheparole - Italia Oggi si schiera contro gli incentivi per l'energia verde
E’ il fotovoltaico che droga la bolletta elettrica: ne è convinta Italia Oggi, che in un articolo a firma di Michele Arnese oggi fa un po’ di conti alle rinnovabili e al meccanismo degli incentivi che si scarica sui consumatori:
Gli strumenti per agevolare il solare sono stati così appetitosi (si ricordi il decreto salva-Alcoa) che nel 2011 in nessuna parte al mondo sono stati installati tanti pannelli come in Italia: 9,2 Gigawatt contro i 7,5 della Germania e i 2,2 della Cina. «Denaro quasi tutto fi nito in Asia, Usa e Germania, le cui aziende dominano la scena internazionale nel comparto », secondo Agnoli. Il giro d’affari in Italia mosso dal settore è di circa 21 miliardi di euro e, nei prossimi 10 anni, secondo stime del Gse (Gestore servizi elettrici), se ne metteranno in circolo altri 100.
A fare la parte del leone della potenza installata è naturalmente il fotovoltaico:
Tanta effervescenza imprenditoriale, però, è pagata cara in bolletta. Nel 2012, ha sottolineato l’Autorità per l’Energia, gli incentivi per le fonti rinnovabili ed assimilate sono destinati a superare i 10,5 miliardi di euro, di cui 1,2 per le fonti assimilate, 1,8 per i certifi cati verdi, 6 per il fotovoltaico e il restante 1,4 per gli altri strumenti incentivanti.
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Di qui gli altri problemi:
Commenta con ItaliaOggi Carlo Stagnaro, esperto di energia e direttore studi e ricerche dell’Istituto Bruno Leoni: «Incentivi siffatti alle rinnovabili hanno causato un eccessivo sovrainvestimento (abbiamo superato nel 2011 il target fi ssato al 2020!) che ha danneggiato due categorie: 1) i consumatori industriali, specie piccoli e medi ma energivori, che pagano l’energia molto più cara, annullando, nei fatti, i risparmi resi possibili dalle liberalizzazioni; 2) i produttori termoelettrici che, complice anche il calo della domanda dovuto alla crisi, si trovano oggi con un parco di generazione nuovo di zecca (in gran parte realizzato negli ultimi 10 anni) sottoutilizzato e per il quale non riescono a recuperare i costi fi ssi












Perfetto, mancava una bella crociata contro il fotovoltaico.
Bene, bravi, bis.
Pensate al fotovoltaico, almeno non vi incazzerete quando tra una settimana (tipo venerdì…) la benza costerà 2 euro.
Mi spiegate a chi giova buttar giù una serie di “articoli” facendo copiaincolla da un sito e da quell’altro senza approfondimento alcuno? E’ forse giornalismo questo?
O siete veramente dipocheparole?
Credo che nessuno sia contro il fotovoltaico; ad esempio, per quanto mi riguarda, non appena le mie finanze lo permetteranno installerò degli splendidi pannelli sul tetto. Il problema è un altro: il fotovoltaico deve camminare con le proprie gambe, l’Enel non può più pagare un KWh di fotovoltaico a 0.28 euro, è contro le leggi di mercato ed è un salasso per tutti, compresi quelli che non hanno i pannelli.
Mi trovi d’accordo… quello che noi addetti ai lavori del FV dobbiamo metterci in testa è che prima o poi (credo “prima”) il bengodi degli incentivi finirà. A quel punto avremo un settore che può muoversi con le proprie zampe, drasticamente ridimensionato (quanto scialo ho visto in questi miei anni fotovoltaici…) ma simile ad ogni altro settore lavorativo.
quello che mi ha fatto incazzare del suddetto “articolo” è il mero copia e incolla, lanciato dal volano delle notizie dei giorni precedenti… Se si dice di voler fare giornalismo, o lo si fa perbene o non lo si fa.
Tutti qui.
E invece i costi del nucleare, del ponte di messina, del carbone???? Chi li paga??? Iniziate a togliere certe cose x favore!!
purtroppo l’articolo ha ragione.
Ossia, ben venga il fotovoltaico (tra l’altro io ce l’ho), però siccome non è abbastanza efficiente, è stato “favorito” prendendo soldi altrove. Ed è stato esagerato il “pompaggio” …
Non ERA abbastanza efficente,il sud italia ha raggiunto la cosiddetta grid pariti,e nuove metodologie di costruzione fanno supporre che in uno o due anni la raggiunga tutta l’italia,
riguardo ai sussidi è ora che vengano ridotti notevolmente e addirittura azzerati in 1 o due anni
se il sud ha effettivamente raggiunto la grid parity un motivo in più per togliere gli incentivi.
Evidentemente Italia Oggi ha raccolto l’apello di Enel, molto preoccupata dalla riduzione dei suoi profitti derivanti da importazione e combustione nelle centrali termiche di combustibili fossili.
Dicono che importiamo i pannelli fotovoltaici, perché il petrolio ed il carbone no?
I pannelli fotovoltaici e le pale eoliche possono essere fabbricati in Italia, non il petrolio o l’uranio (vi ricordate la recente campagna per costruire centrali nucleari a spese nostre?).
Dicono che l’energia è la valuta del futuro, che paura per i monopolisti se la producessimo tutti.
neanche le terre rare puoi fabbricarle in italia.
per me ci vuole pazienza, tanto gas petrolio e carbone essendo NON rinnovabili un bel giorno finiranno e allora volenti o nolenti dovremo buttarci sul solare ed eolico.
tanta gente sta puntando sul fotovoltaico per il suo futuro, direi che fra tutti i mali (sempre che si possa considerare così), il fotovoltaico è il male minore!
Va bene, almeno i contributi servano a qualcosa di sano, di utile.
Perccato che però paghiamo ancora i contributi per il nucleare.
Non è vero, questo è quello che avete scritto: 1) “il fotovoltaico che droga la bolletta elettrica”. 2) “gli incentivi per le fonti rinnovabili ed assimilate sono destinati a superare i 10,5 miliardi di euro, di cui 1,2 per le fonti assimilate, 1,8 per i certificati verdi, 6 per il fotovoltaico e il restante 1,4 per gli altri strumenti incentivanti.” “Incentivi siffatti alle rinnovabili hanno causato un eccessivo sovrainvestimento (abbiamo superato nel 2011 il target fi ssato al 2020!) che ha danneggiato due categorie: i consumatori industriali e i produttori termoelettrici.” Questa è la realtà: 1) Valerio Natalizia, Presidente di GIFI-ANIE ha dichiarato: a seguito di una analisi condotta sui dati forniti dall’Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas (AEEG) secondo i calcoli effettuati da ANIE/GIFI l’aumento stabilito del 4,9% del kilowattora, rispetto all’ultimo trimestre del 2011, è imputabile al fotovoltaico per meno del 30%, a fronte di circa 70% imputabile alla variazione del costo dei combustibili fossili.” I MOTIVI PER CUI IL COSTO DELLA BOLLETTA E’ ELEVATO DIPENDE DAL CALCOLO DEL PREZZO DELL’ ENERGIA IN BORSA. Il prezzo dell ‘ energia sulla borsa elettrica ( PUN – Prezzo unico nazionale) viene fissato ad ogni ora della giornata ed è una media del prezzo delle singole zone. Oltre a ciò IL MERCATO E’ ORGANIZZATO IN MODO TALE DA ASSEGNARE A TUTTE LE OFFERTE IL PREZZO DI QUELLA PIU’ ELEVATA, IL COSIDDETTO PREZZO MARGINALE DI SISTEMA. La ovvia conseguenza è che il prezzo dell ‘elettricità sulla borsa italiana è IL PIU’ ELEVATO TRA LE VARIE BORSE EUROPEE, CON UN MARGINE DI GUADAGNO PER LE AZIENDE QUASI DOPPIO RISPETTO AGLI ALTRI STATI DELLA COMUNITA’ EUROPEA. https://www.facebook.com/photo.php?fbid=278697172153576&set=o.146710155350626&type=1&theater 2) “Nel 2011 la differenza tra i costi sostenuti dal GSE per il ritiro dell’energia elettrica Cip 6/92 e i ricavi ottenuti dal GSE per la rivendita della medesima energia sul mercato è stata pari a circa 1,2 miliardi di euro. Il costo netto per il sistema è attribuibile, per 0,52 miliardi di euro, alle fonti rinnovabili (4,8 TWh) e, per i restanti 0,70 miliardi di euro, alle fonti assimilate (21,9 TWh).Per l’anno 2012 tale costo è atteso in riduzione e pari a poco più di 1 miliardo di euro (430 milioni di euro per le fonti rinnovabili e 600 per le assimilate), per effetto della progressiva scadenza delle convenzioni. Il costo netto è a carico della componente tariffaria A3 ed è quasi interamente attribuibile ai livelli dei prezzi di ritiro, maggiori rispetto ai prezzi di mercato. Tuttavia, non è da escludere che gli oneri annuali (…) possano aumentare per effetto della possibile entrata in esercizio degli impianti alimentati da rifiuti, ammessi a godere (da leggi anche molto recenti) dell’incentivazione Cip n. 6/92.” INCENTIVAZIONI FONTI RINNOVABILI, TARIFFA OMNIACOMPRENSIVA. Fonte: AEEG
http://www.autorita.energia.it/allegati/docs/12/056-12.pdf
Una analisi approfondita è stata condotta da Francesco Meneguzzo, ricercatore del CNR di Firenze e membro di ASPO Italia. In allegato si riporta un documento di sintesi dei suoi studi. La conclusione è che, grazie al fenomeno del peak shaving, cioè la riduzione dei prezzi dell’energia elettrica nelle ore di punta, ogni kWp di fotovoltaico è in grado di generare una riduzione del prezzo dell’energia elettrica superiore al costo degli incentivi concessi. Questa conclusione non è stata smentita da nessuno ad un anno di distanza dagli studi effettuati. Anzi, una conferma ufficiale del fenomeno descritto si ritrova nella recente delibera AEEG del 1 marzo 2012 : “I prezzi e i profili di offerta tipici degli impianti eolici e fotovoltaici hanno l’effetto di comprimere i prezzi di equilibrio su MGP (Mercato del Giorno Prima) in molte ore, riducendo significativamente il numero di ore in cui gli impianti termoelettrici hanno l’opportunità di coprire, oltre ai loro costi variabili, almeno parte dei loro costi fissi.” L’AEEG quindi ammette che fotovoltaico e eolico generano un calo dei prezzi dell’energia nelle ore di punta (peak shaving). Questo è il lavoro del comitato scientifico di Aspo Italia, realizzato con l’azienda Cautha srl, il quale attesta che, in futuro il fotovoltaico contribuirà a ridurre e non ad aumentare i costi della bolletta energetica italiana soprattutto per le imprese più energivore. L’impatto della produzione fotovoltaica sul prezzo all’ingrosso dell’elettricità. http://www.aspoitalia.it/attachments/298_IMPATTO%20FV%20IN%20BOLLETTA%20-ANALISI%2018_04_2011.pdf
Quando ci è stato detto che dovevamo acquistare l’energia dalla Francia e dalla Svizzera? Non dobbiamo più acquistarla.Enel dice che la sovrapproduzione(fotovoltaica eolica) fa lavorare le sue centrali sotto la soglia di rendimento,non prendendola più dall’estero questo gap si annulla.Il fatto è che se pure si riuscisse a mandare avanti una centrale elettrica personale a scurregge (il che è possibile) l’enel avrebbe da ridire!