L’amore è come il mondo. Quasi un teorema. Volontà e immaginazione.
Body Ranch è un bordello in mezzo al deserto. Vengono da molte parti. E’ conosciuto su Internet. Spopola su larga parte dei motori di ricerca con larga
parte delle chiavi di ricerca apposite: mattatoio, divertimento, libertà, soldi. Da fuori si presenta malino. Una sorta di bungalow col tetto spiovente bianco. Recintato come un pollaio, col citofono esterno che gracchia ed il filo spinato. Un rifugio antiatomico di un paranoide o la casa del nonno di Heidi trasportata in mezzo al deserto perché all’interno uomini o bestie son tutti morti. Però dentro è carino, lussuoso. Divanetti porpora, perché le ragazze girano nude e quando si siedono il porpora serve a non evidenziare le smagliature. Corridoi grigi, perché il grigio sfina. Un elastico bancone del bar, come un serpente ma assente, ripieno di drink di tutti i colori. Quelli al bar sono infatti liberi di non avere altri scopi. Men che meno quelli sottili. Gli specchi sono solo nelle stanze e dalla parte dove guarda il cliente. Le ragazze non amano specchiarsi, né prima né dopo. I clienti sempre. Body Ranch è famoso perché dà il bacio in bocca. Questo fa si che la clientela sia selezionata. Nel bene, come nel male.
Lui si chiama Marito. Come un nickname sadomaso. Oramai è di casa. Viene qui da tre mesi. Si chiama così perché va sempre con la stessa donna. L’ha scelta sul sito, tra quelle in catalogo. La vuole per lui, se impegnata la aspetta, se non c’è se ne va. Poi ripassa. Coi fiori. Lei è abituata. Sorride. Lì dentro uomini e bestie ridono sempre. Se ridi non ti si nota. Se ridi non devi parlare. C’è quella che non fa i pompini. “Gli uomini me lo chiedono sempre. Ne vanno matti. Arrivano ad implorare. “Ti prego, ti prego, succhiamelo tutto”. In tutta la mia vita sinora m’hanno chiesto di succhiarglielo più volte che come mi chiamo o come sto. Però va bene anche se glieli nego. Gli viene pure più duro e ne fanno tanta senza controllo per terra. Trovi sempre gente che ormai al posto del sesso ha un No tra le palle”. La telecamera è onnipresente in Body Ranch. Fanno un film. Ogni giorno. Riprendono tutto quel che succede, per rivenderlo come reality. Certuni comprano persino il filmato della loro marchetta. D’altronde, per Saimon, non farlo sarebbe uno spreco, con tutto quel ben di Dio che c’è. Saimon è il padrone. Il manager del meretricio. Un grand’uomo. Sempre pulito. Si rade sempre per non sembrare Mangiafuoco. E’ un simpatico uomo finito. Il suo l’ha fatto. Figli, voti, tasse, oro alla patria: ora che non ha più tate e scuse, è libero di fare quello per cui ogni uomo che non sia depresso è portato.
Guarda in camera i suoi acquirenti come un buon padre. “Marito ? E’ come un nostro figlio. L’abbiamo salvato. All’inizio era veramente patetico. Quando ti rifiutano sei un rifiuto. So che la metto giù dura e lì fuori non è accettabile ma puoi strillare, resistere e non accettarlo però resti quel che hanno scelto gli altri. Noi gli abbiamo ridato un valore. Se paghi, c’è sempre speranza. Se paghi qui dove il no è abolito, quella speranza diventa qualcosa di meglio. Una certezza”.
C’è quella che chiama più e più volte al giorno la madre. “E’ la nostra migliore ragazza. La madre sa tutto, dove sta, quel che fa. E’ giusto. In fondo è una madre, non posso mica farci niente, sono padre anch’io. Ha diritto a conoscere i suoi appuntamenti. Lei l’avvisa di ogni incontro, come fosse un ansioso diario del chi, quando (e quanto). E i clienti la scelgono perché immaginano racconti anche come”. C’è quella che va solo con altre donne.
“Vendiamo baci essenzialmente per questo, perché pensavo che alle donne che comprano carne non puoi non offrire quella più prelibata e inaccessibile. Non sono mica sceme o allupate. Te la chiederebbero uguale anche se fuori listino. Poi va di moda, non è un problema, una donna può lesbicare per ore e rimanere una vera donna. Poi è successo che s’è sparsa la voce, s’è allargato il giro. Non si può fare a chi si e a chi no. Democrazia is business. E ora (rin)cari baci per tutti”. Di donne ormai ne girano talmente tante che al Body Ranch hanno chiuso gli ingressi riservati al sesso debole. “Era uno spreco inutile. Hanno i soldi, la mentalità giusta. Amano contrattare. Comprano sempre quello che non gli serve. Vengono con il compagno, giusto per non sembrare alle altre zitelle”. Saimon sembra non sopportare più la sua clientela di maschi. Solletica l’idea di una rivoluzione culturale nel mestiere più antico e rovina famiglie del mondo. Il classico dito messo tra mogli e mariti. Vorrebbe quasi chiudere fuori loro, i mariti, e tenersi dentro le mogli. Stabilire dopo quello dei baci una nuova esclusiva, un nuovo primato. “Non li sopporto. Giuro. Non li sopporto più. Dieci anni fa per un magnaccia odiare i puttanieri sarebbe stato contronatura. Ma oggi forse si può. Se gli affari continuano bene in questo senso, un giorno di questi lo faccio. Mi tengo solo le ex vittime. Un affare e una vendetta”. Saimon è un privilegiato: nel suo campo dal suo punto d’osservazione può prevedere i terremoti. “Queste qui sanno cosa sia il sesso. Lo conoscono per com’è, senza ansie, lo fanno, cercano di farlo bene e di goderne al naturale. Senza maschere. Gli uomini no. Non sanno davvero cosa sia il sesso e a cosa serva. Dietro ognuno di questi c’è un dramma. E da quando ci sono i baci, c’è persino amore. Alle donne invece piace solo scopare”. I teatrini maschili arrivano al punto che molti di loro lasciano la loro foto in stanza. È una foto molto particolare. La puttana li indica con il dito. Ha iniziato Marito. “Quel gesto sta a significare all’uomo col quale mia moglie giace che non è lui che lei ama, ma me”.
























shcushasshero, ma sto sito di body ranch undosta?
commentoserioperdarmiuntono: ho sempre pensato che le prostitute svolgano un servizio sociale indispensabile. Se lo si capisse e ci si togliesse dalle scatole il vaticano forse si riuscirebbe anche a far si’ che torni ad essere un normale mestiere, tutelato e controllato, e ad arginare il fenomeno della schiavitu’ sessuale che al contrario della prostituzione volontaria e’ davvero uno dei peggiori mali di questo mondo contemporaneo.
sì l’ amore blablabla. Ma un bordello è pur sempre un bordello
Il sito del Body Ranch è a pagamento. Non è conveniente linkarlo visto che qui invece siamo gratis. Manca la reciprocità.
Detto questo, concordo Lodovica. E’ un servizio che andrebbe passato a carico dello stato per le fasce sessualmente svantaggiate che sono senza girarci troppo intorno: grassi, disabili, vecchi, vecchi grassi, brutti e brutte d’ogni età.
Rispondo anche a Tess (non so quale dei Tess che imperversa): si, un bordello è un bordello ma l’amore nel bordello è un sentimento che va rispettato e colto come un fiore nel deserto.
Di uomini (romantici) che sposano prostitute è pieno l’immaginario: pensiamo alla Mangano nell’Oro di Napoli tanto per rimanere in Europa.
L’amore quando arriva non avverte. Può essere un dramma specie se la persona con cui stare insieme fa la prostituzione ma a volte c’è chi lo vede come una soluzione. Direbbe lo scrittore Pedro M’Armo: L’amore ai tempi di crisi.
aridaje. Quello minuscolo era il Catto che si spacciava per me, ma senza tette
ma che bordello è? sembra “la filosofia nel boudoir”, specie saimon!
ah, i buoni bordelli liberatori di un tempo…:-)
Comunque mi sei piaciuto, e ti dico anche perché: tradizionalmente, quando si parla di amore si ricorre sempre a metafore (un esEmpio per tutti: Proust e il suo “faire cattleia”) come se questo sentimento non possedese un suo linguaggio specifico e immediato( “di cosa parliamo, quando parliamo d’amore”?), oppure fosse per natura, il suo, un linguaggio frammentario e incompleto (Barthes, privo di una sua ontologia, come il linguaggio stesso, in fin dei conti. Tu invece l’hai aggredito chiamandolo per nome con delle frasi dotate di notevole profondità e (sissì) autenticità.
applausi!
dopo barthes chiudo la mia consueta parentesi, errata corrige
Sissì autenticità. Vero. Se fosse ancora vivo Ascione, sai che dramma dell’incomunicabilità situazionista che ne avrebbe tirato fuori.
Ti ringrazio comunque per avermi detto per la prima volta che aggredisco ma come un complimento.
infatti l’ho usato nel suo nobile significato latino di “avvicinarsi”
Non è merito mio sai ? Oggi voglio essere onesto sino in fondo, autentico come hai detto tu. E’ il tizio del bordello che parla così, che riesce a tirare fuori ’ste cose. Il merito è tutto suo.
Se fossi una donna anch’io cercherei di andare sul sito o anche all’inferno per conoscerlo. E’ davvero un personaggio inquietante per le cose che dice, il modo in cui le dice e il contesto che lo circonda. Sembra l’unico davvero nudo in un contesto di nudità.
pensavo tu avessi parafrasato tutto, giuro
Scherzi ? Vuoi che mi rovini la piazza ? Sono solo un traduttore che non porta pena. Sia mai.
Comunque l’indirizzo mail di Marito ce l’ho. Chi lo vuole, prezzi modici. Sconti comitiva.