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Esteridi Donato De Sena
pubblicato il 7 aprile 2009 alle 12:30 dallo stesso autore - torna alla home

In Iraq gli omosessuali vengono condannati a morte dalle loro stesse famiglie, che si vergognano per i comportamenti “immorali”. E i recenti assassini potrebbero essere solo il preludio ad un’escalation di sentenze capitali. Mentre l’Occidente sta a guardare.

Mentre la nazione si stabilizza, la situazione in Iraq si sta deteriorando per gay e lesbiche“. “Gli omosessuali godevano di un relativo grado di libertà e di tolleranza sotto il regime Baathista di Saddam Hussein. Da quando è caduz blog iraq war a Era meglio con Saddamto, la vita per gay e lesbiche iracheni è diventata un inferno vivente. Spesso, in quanto Americani, possiamo fare poco. Siamo presentati con un chiaro intento di fare la differenza nella vita dei gay e delle lesbiche, che si trovano di fronte non solo a delle persecuzioni, ma anche all’esecuzione e alla morte per il fatto di essere gay“. Questo è quanto si legge sul sito gay Queerty in un articolo in cui si invita la comunità LGBT americana a mobilitarsi contro il massacro di omosessuali che sta avvenendo in Iraq negli ultimi tempi: “E’ improbabile che il governo degli Stati Uniti interferisca in una questione interna irachena e che la causa maggiore della comunità LGBT valga tempo ed attenzione“. In effetti le forze occidentali, che sostengono il governo iracheno, sembrano impotenti di fronte alla “legge” vigente. Si parla di “violenza anti-gay fuori controllo” in assenza di assistenza da parte del governo iracheno che, nonostante tutto, vieta l’omosessualità.

SENTENZE CAPITALI TRIBALI – Nella baraccopoli sciita di Baghdad, conosciuta come Sadr City, giovedì scorso due omosessuali sono stati trovati morti con le scritte “pervert” e “puppy” (in Iraq termine utilizzato per discriminare gli omosessuali) sul petto. Stando a quanto affermato da un anonimo funzionario del Ministero degli Interni iracheno i due, sconosciuti dalle loro famiglie, sarebbero stati colpiti a morte dopo un incontro tribale dal quale sarebbe stata poi decretata la condanna. E prima di loro, il 26 marzo, anche altri quattro omosessuali hanno subito la stessa sorte. Il Movimento Sadrista sciita di Moqtada al-Sadr, che ha casa a Sadr City, nega ogni responsabilità. Lo sceicco Amas Al-Saaidi afferma che il Mahdi Amry, l’esercito di Moqtada al-Sadr si limita ad invitare la gente a smettere di praticare l’omosessualità. Il britannico Peter Tatchell, attivista per i diritti umani, intervistato dal Guardian descrive uno scenario agghiacciante: parla addirittura di assassinio di sospetti bambini gay, di una forma di pulizia sessuale, dei killer che si vantano di compiere gli assassini su richiesta del governo “democratico” al fine di sradicare tutto quello che viene considerato immorale o comunque un comportamento antislamico. E si tratta di una lotta alla immoralità che continuerà a punire con la morte gli omosessuali: stando a quanto afferma il deputato Ali Hili di Iraqi LGBT 128 gay e lesbiche sono nel braccio della morte e il governo ha già in programma di iniziare l’esecuzione in lotti di 20.

PETIZIONE – Intanto un neonato gruppo su Facebook pubblicizza la petizione che ha mosso i primi passi sul web: “Siamo nel 2009 e certe cose non devono succedere“, si legge sul social network. Commentava così in bacheca Lucia Rizzo: “Proprio loro che per perdere la verginità i maschi si scopano le galline Bruxelles Gay pride 8 Era meglio con Saddamtanto che quelle povere bestie muoiono. Questo lo so da fonti sicure che hanno vissuto lì, forse è una cosa che non sa nessuno, perchè è talmente nascosta che la sanno quelli nati lì. Una mia amica di quei posti mi ha raccontato che lei ha rifiutato il matrimonio quando ha saputo che il suo ragazzo ha perso la verginità sfondando una gallina che li è un usanza come in Marocco. Scusate la volgarità del discorso ma è la pura verità. Poi loro sono i moralisti, nei confronti di chi si ama in modo diverso dal loro, e anzi a parer mio noi ci amiamo in modo più completo degli etero“. In Italia le principali testate non danno rilievo alla vicenda. Prova a sollevare l’allarme Rocco Bottiglione che invita il ministro Frattini ad intervenire: “Il governo iracheno deve fare di tutto per fermare queste violazioni gravissime dei diritti umani che sono in diretta e flagrante contraddizione con le ragioni stesse della sua esistenza e anche del sostegno che gli viene dalle nazioni occidentali“.

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