Giorgio Chinaglia e i casalesi, tutta la storia

di - 02/04/2012 - Quando la camorra voleva comprarsi il calcio. L'indagine sull'ex calciatore della Lazio morto ieri

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    Giorgio Chinaglia è morto ieri. L’ex giocatore di Lazio e Cosmos viene oggi celebrato su tutti i giornali per la sua grande storia di calciatore, che l’ha portato a infrangere diversi record e a diventare bandiera prima dei biancocelesti e poi del calcio in America. Ma c’è un aspetto piuttosto controverso della sua biografia che oggi non si ricorda abbastanza. Ovvero, quello del tentato acquisto della società di Lotito con i soldi del clan dei Casalesi.

    QUELL’INDAGINE A TRADIMENTO - La notizia finisce su tutti i giornali nel maggio del 2006, a parlarne tra i primi è Repubblica:

    I magistrati hanno chiesto alla Guardia di Finanza di perquisire l’ abitazione e gli uffici nella capitale di Long John e di altri tre indagati: due promotori finanziari romani, Guido Carlo Di Cosimo, di 54 anni, e Giancarlo Benedetti, di 40 anni, e un imprenditore della provincia di Caserta, Giuseppe Diana, di 47 anni, attivo nel settore del commercio di gpl e sospettato di collegamenti con il temibile clan dei Casalesi. Chinaglia, Di Cosimo e Benedetti sono indagati di riciclaggio aggravato dalla finalità mafiosa, Diana di associazione camorristica ed estorsione.

    Ma cosa c’ entra la camorra con l’ acquisto della Lazio? La chiave di tutto è Giuseppe Diana, che nel 2003 contava su una somma pari a 21 milioni di dollari guadagnati con il business della raccolta dei rifiuti. Soldi investiti in Ungheria, che poi gli indagati tentano di far rientrare in Italia attraverso il finanziare ungherese Szilvas Zoltan. Il quale ha la bella pensata di ripulire i denari acquistando società di calcio. Scrive Dario Del Porto:

    17 Commenti

    1. Franco scrive:

      Ma veramente proprio oggi era NECESSARIO fare un articolo sull’indagine a suo carico?!? Senza pietà… Proprio da “giornaletto”….

    2. Manuel scrive:

      Diritto di cronaca, non ci vedo nulla di male, il fatto che sia morto non cancella le sue colpe.
      A causa di questi giochetti con la camorra e tutto il resto, molta gente ha sofferto e forse sta soffrendo ancora, il calcio è uno schifo anche per colpa di queste persone.
      La verità è che era un latitante, il fatto che fosse bravo a giocare a calcio non lo scagiona.

    3. max scrive:

      Trattato come uno stupratore…ah già,quelli in Italia vengono scarcerati e premiati. Ciao Giò

      • karl scrive:

        non come uno stupratore, ma come un latitante.

        • Manuel scrive:

          Perché “era” un latitante.

          • mario scrive:

            mi fate schifo tutti, quando parlate di giorgione sciacquateve la bocca con l’acido muriatico,ma voi che ne volete sapere cosa ha rappresentato questo personaggio per noi laziali,per me lui è stato messo in mezzo, era un buono l’unico difetto che gli riconosco è che si fidava troppo delle persone.i Latitanti sono altri lui non ha mai fatto del male a nessuno,in questo paese di merda rappresentati da una classe politica di veri delinquenti e da calciatori che ancora oggi si vendono le partite lasciate perde Giorgione che è stato un icona del nostro calcio un trascinatore allo stato puro, un sentimentale innamorato della Lazio,Grazie Giorgio per avermi fatto innamorare di te e di questa maglia gloriosa,grazie per farmi vivere emozioni vere(oggi sconosciute) quando rivedo i tuoi filmati in bianco e nero,quello che tu hai sempre rappresentato per noi l’ho capito quando ancora ero bambino e mio padre mi parlava di te, sembrava la persona più felice in questo mondo, gli brillavano gli occhi dalla felicità, eri il suo orgoglio di essere laziale come lo sei sempre stato per me! Manuel ma fammi il piacere, statte zitto che apri bocca e gli dai fiato,chi è senza peccato scagli la prima pietra, ti dice qualcosa? sai come sono andate le cose veramente? quindi non giudicare e porta rispetto per un campione che non c’è piu.
            l’aarticolo è vergognoso!

    4. EAGLES SUPPORTERS scrive:

      GIORGIO CHINAGLIA E’ IL GRIDO DI BATTAGLIA.

    5. pino scrive:

      Lasciate in pace Giorgio Chinaglia…..giornalisti mi fate schifo…..Tutta questa storia raccontantata è ancora tutta da dimostrare. Nel processo in atto ne stanno venendo fuori delle belle….le telefonate intimidatorie e di minaccia verso lotito provengono da un numero privato riconducibile a lotito stesso…

    6. Simone scrive:

      Chinaglia e’stato,e’ e sara’ sempre “la Lazio”!!!!

    7. peppe scrive:

      non capisco perchè un uomo di merda quando muore diventa un santo. Per me un uomo di merda quando muore rimane un uomo di merda.

    8. Alessandro Petrini scrive:

      Come se questi fatti non si conoscessero già…se ne era parlato quando scoppio il tutto, a cosa serviva pubblicarli ad un giorno dalla morte di Giorgio? cosa non si fa per far aumentare il numero di visitatori del sito………………………….
      Mamma mia che tristezza…fate pena!

      • antonino testa scrive:

        Sarebbe bastato informarsi meglio sui casalesi ed allora sarebbe emerso che i casalesi sono stati riconosciuti assolutamente estranei all’acquisto della LAZIO ed inoltre che per Giorgio proprio in virtù della sentenza di rito abbreviato riguardante i Casalesi stessi,è stata revocata la misura cautelare e nel successivo processo con rito normale lo stesso Giorgio sarebbe stato assolto perchè il fatto non sussiste.

    9. Nicola scrive:

      … che sia stato un’icona per la Lazio o un grande campione non c’è dubbio, ma uno che dice che “l’unica cosa che mi interessa è avere la mia parte” non mi sembra tanto uno buono che è stato messo in mezzo !!! … il fatto che per i laziali abbia rappresentato tanto non cancella il fatto che ha fatto da prestanome per i casalesi … non si deve mai prescindere dalla legalità ..

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