Ogni anno l’anniversario del 2 agosto viene utilizzato come stura per le divisioni tra innocentisti e colpevolisti dell’ultim’ora: da una parte, ex terroristi convinti dell’innocenza dei colleghi; dall’altra, chiacchieroni indefessi. Ambedue irrispettosi della storia e della vittime, tutti spinti dal solo scopo di farsi pubblicità
(divagazioni su un tema malviniano assonnato)
È doppiamente erroneo dire che quella di Bologna sia l’unica strage di cui si conoscano con certezza i colpevoli. Innanzitutto, si dimentica quella di Peteano (31.5.1972), sulla quale, però, Vincenzo Vinciguerra, reo confesso, ebbe a dire: “E’ strage sul piano giuridico. Cioè sulla base degli articoli del codice penale può essere, viene definita strage. Perché il numero dei morti poteva essere indeterminato. Cioè invece di tre carabinieri ne potevo uccidere cinque, sei sette. Però non è strage”. Di poi, bisogna intendersi se per “certezza” possa intendersi quanto in una sentenza definitiva viene scritto a proposito degli autori materiali (Francesca Mambro e Giuseppe Valerio Fioravanti, oltre a Luigi Ciavardini: tutti ex Nar) e dei “depistatori” (Francesco Pazienza, Massimo Carminati, Pietro Musumeci, Licio Gelli, Giuseppe Belmonte e Federigo Mannucci Benincasa), senza però che siano stati rintracciati né i mandanti né un movente credibile. Certo, fa un po’ specie trovare nell’elenco di coloro che ha cercato di indirizzare altrimenti le indagini rispetto alla “pista nera” – individuata nei primi momenti dell’attentato e mai più ufficialmente abbandonata – oltre a faccendieri da quattro soldi, ex dirigenti di fabbriche di materassi e componenti della Banda della Magliana, anche gente a cui lo Stato pagava lo stipendio per
mantenere in sicurezza il paese. Ma questo sorprende soltanto coloro che non ricordano degli “innumerevoli tentativi d’imitazione” (tanto per utilizzare una formula pubblicitaria) che vantavano i terroristi doc degli anni ‘60/’70, i quali spesso si trovavano nella divertente situazione di essere pensati autori materiali di molti più attentati di quelli che riuscivano materialmente a effettuare, grazie alle premure di chi sulla “tensione” ci marciava, traendone indubbi vantaggi personali (e forse anche politici).
Quel che fa più specie, oggi, è però notare – lo ricorda Grignetti sulla Stampa - il florilegio di piste alternative proprio per l’esecuzione materiale, accoppiata alle continue professioni d’innocenza della Mambro e di Fioravanti: “negli ultimi anni ha preso corpo la pista alternativa «palestinese». Ovvero un incidente di percorso capitato a qualche elemento del terrorismo internazional-marxista di Carlos. Punto di forza: il suo braccio destro, il tedesco Thomas Kram, era a Bologna la sera prima della strage. Tesi e antitesi, appunto. Senza che ci sia una sintesi all’orizzonte“. Da cosa nasce tutto ciò? In primo luogo, dal fatto che la condanna ai due terroristi neri è fondamentalmente basata su indizi. La
testimonianza di Massimo Sparti, falsario e malvivente dal cuore nero che, in galera per rapina, confessa che due giorni dopo la strage venne a trovarlo Valerio, esordendo con un significativo “Hai visto che botto a Bologna?” per poi chiedergli una carta d’identità per la moglie, necessaria in quanto rischiava di essere riconosciuta visto che si trovava proprio nel capoluogo emiliano quel maledetto 2 agosto. L’omicidio di un terrorista militante in un’associazione concorrente, del quale la coppia era stata ospite nella seconda metà di luglio. La voce di “terza mano” riportata da Izzo, quello del massacro del Circeo. E qualche riscontro indiziario piuttosto labile (come la mancanza di un alibi per la giornata) a carico dei due. La famiglia Sparti, per molto tempo, ha considerato falsa la testimonianza di Massimo, asserendo che quel giorno loro non erano a Roma e quindi egli non poteva aver raccolto le confidenze di Giusva. C’è da dire anche che qualche tempo dopo lo Sparti riuscì a venirsene fuori dalla prigione a
causa della diagnosi di un male incurabile poi rivelatasi fallace.
Inutile qui cercare di confutare una testimonianza ripetuta senza contraddizioni per anni da un soggetto che oggi è deceduto, e nemmeno in punto di morte ha confessato di essersi inventato tutto. Invece non si possono non biasimare i due opposti estremismi. In primo luogo, quello di una certa sinistra radicale, ben raccontato sempre sulla Stampa: “A credere nell’innocenza di Fioravanti e Mambro [...] ci sono molti ex terroristi di sinistra. Francesca Mambro e Anna Laura Braghetti, ex Nar e ex Br, tempo fa hanno scritto un libro a quattro mani («Nel cerchio della prigione») che si fondava sulla convinzione che l’accusa di stragismo fosse una montatura. Da ultimo c’è stata una sorprendente simpatia verso i due anche nell’area del «Manifesto». Fu Rossana Rossanda la prima esprimere i suoi dubbi. Il redattore politico Andrea Colombo, nel frattempo approdato a Rifondazione comunista come addetto stampa, ha scritto un libro, «Storia nera», che ribalta le verità giudiziarie e che ha avuto un inaspettato successo proprio a sinistra“.























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Ogni anno l’anniversario del 2 agosto viene utilizzato come stura per le divisioni tra innocentisti e colpevolisti dell’ultim’ora: da una parte, ex terroristi convinti dell’innocenza dei colleghi; dall’altra, chiacchieroni indefessi……
Strage di Bologna: si può far tutto con i morti, tanto nessuno li difende…
Ogni anno l’anniversario del 2 agosto viene utilizzato come stura per le divisioni tra innocentisti e colpevolisti dell’ultim’ora: da una parte, ex terroristi convinti dell’innocenza dei colleghi; dall’altra, chiacchieroni indefessi……
Ma è splendido!
dovere, sir.
Un pezzo che trasuda passione per i fatti e il tuo mestiere da tutti i pori, altroché dovere!
io ero una zoccola molto apprezzata, conoscevo e favorivo i vizi degli uomini e delle donne e li trasformavo in oro e gioielli per me stessa…….e non rinunziavo agli aborti in caso di incidenti…….e favorovo qualsiasi intrigo, impostura, imbroglio, delitto se questo mi portava un utile…….
non ho mai scontato pene……ma mi pentii….e fui perdonata
fui perdonata da Dio
percè la grandezza di un uomo o di uno stato non si misura dalle pene che infligge, ma dal perdono che concede a chi si mostra pentito
la forza di un uomo o di uno Stato è data dalla fiducia che nutre in se stesso di controllare fenomeni potenzialmente pericolosi e neutralizzarli
io però cessai di apparire per le strade ingioiellata e su portantine trascinate da chiavi…….non scrissi più sulla Gazzetta della Zoccola allegra articoli di autocompiacimento per le mie acquisite virtù……
china il capo e strisciai per mura e pagliai onde scomparire alla vista degli uomini……
e decisi di operare in silenzio, in umiltà per il bene degli altri……..
e il mio impegno fu : l’ umiltà, agire per gli altri senza cercare gratitudine o ricompense anche solo morali, ma mortificare la mia presunzione e non opporre la nuova virtù a chi continuava a chiamarmi meretrice, anzi ringrazianfo il signore per questa umiliazione che mortificava il mio orgoglio
a mio avviso è questo il punto centrale
la giustizia divina e terrena può perdonare
ed il perdono è una realtà che non si può ignorare
ma il rispetto del passato, dei dolori provocati a esseri umani con gli stessi diritti di vita familiare degli assassini richiederebbe da parte degli assassini stessi e dicoloro che li circonddono, in particolare un costante segnale di umiltà e di silenzio
senza spazi pubblicità
“io però cessai di apparire per le strade ingioiellata e su portantine trascinate da chiavi…….non scrissi più sulla Gazzetta della Zoccola allegra articoli di autocompiacimento per le mie acquisite virtù…… [...] ma il rispetto del passato, dei dolori provocati a esseri umani con gli stessi diritti di vita familiare degli assassini richiederebbe da parte degli assassini stessi e dicoloro che li circonddono, in particolare un costante segnale di umiltà e di silenzio
senza spazi pubblicità”
applausi. Anzi, di più: ovazione.
troppi errori spero solo di scrittura…..
volevo precisare,,,,,,,,”e di coloro che li circondano,in particolare i mass media, un costante segnale”……
senza dubbi. dei morti si po fare tutto , non hanno difese. curioso che si sentano poco quando sono ancora vivi!! certo dopo se po anche scrivere queste belle frase…
Condivido questo articolo.
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