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Mediaset ed Emilio Fede, l’accordo andato a puttane

Il motivo di tanta rabbia c’era. Ed era anche giustificato, visto alla fine come sono andate le cose. Se Mediaset ha sbattuto fuori Emilio Fede e ha ribadito nell’ultimo comunicato che non ci sono accordi per il suo futuro nel Biscione, è perché l’ex direttore del Tg4 ha violato un patto con Confalonieri e Piersilvio. Ne parla oggi il Fatto Quotidiano:

L’ormai ex direttore del Tg4 avrebbe dovuto tenere la bocca chiusa non solo sui particolari dell’or ganizzazione e dei bilanci del gruppo del Biscione. Ma anche su informazioni di “qualsiasi altro genere” riguardanti gli azionisti della società. Berlusconi compreso, quindi. Il segreto più assoluto sarebbe calato persino sulle serate di Arcore a base di bunga bunga. Quelle al centro dei due processi Ruby che hanno come imputati – in dibattimenti distinti – sia il Cavaliere, sia il giornalista.

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Ed ecco la spiegazione:

L’AC C O R D O tra Fede e RTI, società del gruppo Mediaset, era quasi pronto. Per la buonuscita si è parlato di cifre oscillanti tra i 5 e i 10 milioni di euro. Somme non confermate, che non erano ancora state inserite nella bozza d’intesa di cui il Fatto Quotidiano è venuto in possesso. Nel documento, che risale a metà febbraio, a parte i soldi, sono già chiari tutti gli altri aspetti.

Come la data di cessazione del rapporto di lavoro:

Quel 30 giugno 2012 messo nero su bianco, mentre Fede avrebbe voluto spostarla più in là. E la clausola di riservatezza: “Il giornalista non divulgherà né rivelerà ad alcuno qualunque rilevante informazione produttiva, organizzativa, finanziaria, fiscale o economica relativa al datore di lavoro”. E fin qui niente di strano. Segue però l’impegno a non divulgare “ogni altra informazione riservata o privata relativa agli affari o alle attività giornalistiche, editoriali o di qualsiasi altro genere” r iguardante il gruppo Mediaset. E i suoi “azionisti”, tra cui c’è pure il Cavaliere.