La completezza della disinformazione

02/04/2009 - Titoli roboanti e certezze per nulla accertate: molto spesso quello che leggiamo non corrisponde nemmeno lontanamente a verità, e raramente qualcuno se ne accorge. Giù il cappello, per una volta, di fronte all’onesta quanto inaspettata ammissione di colpa di Elmar

     
 

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Titoli roboanti e certezze per nulla accertate: molto spesso quello che leggiamo non corrisponde nemmeno lontanamente a verità, e raramente qualcuno se ne accorge.

Giù il cappello, per una volta, di fronte all’onesta quanto inaspettata ammissione di colpa di Elmar Burchia, giornalista del Corriere e vecchia conoscenza di questa rubrica, che chiede scusa ai lettori per aver preso una cantonata. “L’allettante notizia dell’”Hotelicopter”, l’albergo volante più grande del mondo,” – allettante? – “a quanto sembra, non ha trovato conferma”. Il povero Burchia è rimasto vittima di una “bufala internettiana”, un rischio che d’altronde si dev’essere preparati a correre quando si incentra la propria carriera sul copincolla di cagate dal web. Ma resta comunque un gesto nobile. Certo, se questi attimi di lucidità li avesse prima di scrivere cose tipo “Il 32enne vice campione del mondo ha corso completamente nudo, con l’asta alzata per tutto il percorso come per spiccare il salto”, ne guadagneremmo tutti.

COME NON DETTO - “Il superchef assumerà Racz – «Anch’io in cella per un errore»”: un titolo che lasciava poco spazio all’incertezza. La versione dello chef su Dissapore.com: “vedendo Ratz in televisione e prendendo a cuore la sua storia che è anche stata un pò la mia, ho mandato un sms a Porta a Porta dove dicevo: MI PIACEREBBE AIUTARE QUESTA PERSONA, POTETE METTERMI IN CONTATTO CON QUALCUNO CHE GLI STA ACCANTO? ore 23,45. Solamente l’indomani pomeriggio, ore 19,00, ho iniziato a ricevere telefonate da giornalisti perchè era uscita un ANSA che diceva che Io ero disponibile ad assumere la persona interessata. Da quel momento è iniziato il mio calvario, anche perchè, cari amici, per assumere una persona in regola ci sono tutta una serie di prassi burocratiche, tipo sanitarie, fedina penale, etc da valutare e quindi IO NON POSSO AVERE DETTO HO ASSUNTO RATZ….è chiaro?”. E alla fine, naturalmente, non se n’è fatto nulla.

UNA VERSIONE - Su Repubblica, qualche giorno fa, c’era un articolo intitolato “Verona, sesso e ricatti – Spari contro due romeni”. Il fatto nudo e crudo – ristoratore spara a giovane coppia rumena – è accompagnato, in questo pezzo, da una versione dei fatti leggermente sospetta: dietro ci sarebbe “una storia di sesso e ricatti”. Il ristoratore, che aveva assunto la ragazza come cameriera, “avrebbe rivolto attenzioni particolari alla donna la quale si sarebbe sottratta lasciando però intendere che qualche possibilità, il suo datore di lavoro, avrebbe potuto averla. Dopo qualche tempo e senza che nulla accadesse, la cameriera, supportata dal marito, avrebbe cominciato a ricattare l’uomo, minacciando una denuncia per molestie sessuali”. Dopodiché avrebbero organizzato l’incontro per intascare mille euro dal ristoratore, incontro finito in tragedia. Tra parentesi, in tutto l’articolo non c’è traccia di informazioni sulle condizioni dei due ragazzi, tranne nell’ultima riga, dove si fa notare che l’accusa di tentato omicidio potrebbe aggravarsi in omicidio se “uno dei due romeni – la donna è in pericolo di vita – dovesse morire”. Eh, sarebbe una bella sfiga.

L’ALTRA CAMPANA - Quello che l’articolo non dice esplicitamente (e che in teoria è segnalato dall’uso del condizionale: quando si dice lo sforzo comunicativo), è che questa è ovviamente la versione dell’omicida (omicida perché la ragazza, Andrea Sutik, 25 anni, è morta il giorno dopo). In un inutile tentativo di ristabilire un minimo di equilibrio, riportiamo la versione del ragazzo: “lei aveva cominciato a lavorare da Attolini, nella pizzeria. La settimana scorsa lui ha trascinato mia moglie in una stanza che sta sotto il locale e l’ha scaraventata sul letto che c’è in quella stanza. Voleva abusare di lei, l’ha colpita anche con una pala tenendole un ginocchio in mezzo alle gambe. Ma lei si è ribellata. Poi il pizzaiolo l’ha rinchiusa in un’altra stanza, non voleva farla andare via perchè temeva che raccontasse quello che era accaduto, voleva farsi promettere che sarebbe stata zitta e che non avrebbe raccontato niente”. I due hanno sporto denuncia ai carabinieri. L’incontro sarebbe stato chiesto insistentemente dallo stesso Attolini, che avrebbe cercato di mettere i due a tacere con i mille euro, e non riuscendoci ha estratto la pistola. Decidete voi a chi credere: se alla versione in cui il capo dedica alla ragazza “attenzioni particolari” e lei dice di no ma forse un po’ dice anche sì e alla fine era una trappola, o a quella in cui il capo prova a fare quello che fanno tanti capi, non ci riesce, si mette nei casini e ha un buon motivo per portare all’incontro una pistola. Di sicuro la seconda versione, su Repubblica, non ci è mai nemmeno arrivata.

QUASI - Qui un piccolo mea culpa: mi sono lasciato sfuggire, qualche giorno fa, lo stupidissimo titolo di Corriere.it “Donna quasi decapitata dal marito” – che uno dice, ah bè, meno male che non è riuscito a decapitarla del tutto – tralasciando di salvare uno screenshot. In compenso (si fa per dire) qualcuno fa giustamente notare il contrasto tra certi lanci iniziali non proprio improntati alla prudenza e i successivi sviluppi.

ANGOLO TV - Facciamo così: provate a guardare i primi cinque minuti della puntata di Porta a Porta di lunedì. Se riuscite a guardare il montaggio epico dal congresso del Pdl accompagnato dal Toreador della Carmen, se riuscite ad ascoltare Vespa che chiede ad Annagrazia Calabria se quando ha saputo che avrebbe aperto il congresso ha pensato a Lourdes, e se riuscite a non premere stop durante la primissima frase di Alfano, fatemelo sapere.

PERVERTITI! - Da non perdere il lamento di Francesco Merlo contro il porno, la società di oggi e i ggiovani che vanno nei secsisciop. Alcuni passaggi chiave: “Non è questo il sesso che volevamo liberare noi”; “Non più peccati di provincia ma vizi immondi e tutte le bizzarrie che una volta almeno erano nascoste, gestite da personalità aberrate”; “Oggi, al contrario, nessuno sa dove sono ricoverate la sobrietà, la compostezza e il pudore”; “Sognavamo l’allegria del sesso, pensavamo che i porci avessero le ali… Invece eccoci qui con la pedofilia, con gli stupri, con gli orrori registrati dalla cronaca anche negli ambienti apparentemente insospettabili”. Ah, bei tempi quando c’era la compostezza e YouPorn non ci aveva ancora fatto diventare pedofili. Ma che ne sapete voi aberrati.

L’ANGOLO DEL TITOLISTA - Per il resto, titoli da ricordare: Berlusconi, fare case a chi non l’ha. Un titolo che unisce la capriola grammaticale postmoderna del “fare case a qualcuno” con un “non l’ha” dal sapore retro:  Premio Avanguardia subito. Lippi fa catenaccio – E intanto prova il Pa.Pe.Ro. No, dai, seriamente. Smettetela.

     
 

3 Commenti

  1. EssEmme scrive:

    Genialissimo come sempre!

  2. marblestone scrive:

    No, davvero la storia dell’omicida della ragazza è assurda. Questa molto probabilmente è stata sul punto si essere stuprata, le hanno offerto mille euro per non denunciare il fatto e poi è stata ammazzata e cosa dice la cronaca? Che lei voleva ricattare?
    Grazie Airos per questa piccola toppa alla immensa ingiustizia mediatica che le hanno perpetrato

  3. Vince scrive:

    Non solo, pantalone riceve DISinformazione, a seconda del “particulare” interesse dei tanti giornali di partito – e non – ma addirittura viene alleggerito di circa, si dice, 1 Miliardo di Euro di soldi pubblici per il sostentamento dei tanti galantuomini della verità.(La “social card” costa 450 milioni, tanto per fare un paragone concreto). Oltre all’inganno di ricevere verità “distorte”,se non pure falsità, anche la beffa di pagarne la pubblicazione.Fior di quattrini “veri” elargiti anche a testate di cui,personalmente, non ne ho mai visto comperare una sola copia e che potrebbero essere adoperati dalla società in modo costruttivo, visto anche i chiari di luna attuali.

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