L’Agenzia delle entrate annuncia risultati record nella lotta all’evasione nel 2008, smentendo i menagrami che dicono che la guerra a chi evade sarebbe stata abbandonata dal governo Berlusconi. Però il gettito fiscale 2008 è in calo. Questa contraddizione ha una spiegazione ed è poco rassicurante per il futuro
Il direttore dell’Agenzia delle Entrate Attilio Befera ha trionfalmente annunciato in una recente conferenza stampa che durante l’anno appena trascorso “la riscossione legata alla complessiva attività di contrasto degli inadempimenti dei contribuenti è stata pari a 6,9 mi
liardi di euro, l’8% in più rispetto al 2007″. Nel corso della stessa conferenza stampa il direttore ha detto anche molte altre cose. Ha spiegato che l’attività di accertamento in senso stretto ha portato nelle casse dell’Erario 3,7 miliardi, il 28% in più rispetto al 2007, che sono stati fatti nel 2008 circa 645 mila accertamenti, che “la strategia non cambia e i controlli fiscali aumenteranno anche nel 2009″, con una programmazione di 20,7 milioni di ore (escluso il contenzioso), di cui il 63% verso imprese di piccole dimensioni e lavoro autonomo, il 20% dedicato alle persone fisiche, il 10% sulle aziende di medie dimensioni e il 7% sui grandi contribuenti.
DICHIARAZIONI SINGOLARI – Si tratta di dichiarazioni che possono solo far piacere a chiunque abbia a cuore le sorti dell’Italia. Però nel corso della stessa conferenza stampa il direttore dell’Agenzia delle Entrate ha anche aggiunto, commentando il risultato record ”Nei giorni passati si è parlato molto di evasione. Noi invece abbiamo deciso di far parlare i numeri, facendo così chiarezza: dire che è rallentata la lotta all’evasione fiscale è un’informazione errata, che può indurre in un convincimento sbagliato, ovvero che si può evadere“. E ha infine commentato, riferendosi ad alcune norme del precedente governo che state abolite come quelle sulla tracciabilità “Non si può sparare nel mucchio e aumentare gli adempimenti per tutti: non mi sembra la strategia giusta“. Queste ultime dichiarazioni del Direttore generale dell’Agenzia dell’Entrate – che, va ricordato, pur essendo un incarico di nomina governativa e di natura fiduciaria è comunque un tecnico – sembrano un po’ stonate e davvero sorprendenti.
UN ANNO DI PASSAGGIO DI CONSEGNE – Perché il 2008 è stato un anno di passaggio sia dal punto di vista della responsabilità di governo ([[Tremonti]] ha sostituito Padoa-Schioppa a metà anno), sia come guida dell’Agenzia stessa (Befera ha preso il posto di Massimo Romano), sia come modifica di numerosi provvedimenti in materia fiscale (incluso quello della tracciabilità). Già auto-assegnarsi il merito esclusivo di un risultato positivo è poco elegante, anche se umano. Ma attaccare il merito dei provvedimenti approvati in precedenza e abrogati dall’attuale governo sembra un po’ troppo. Perché, come ha efficacemente spiegato Raffaele Bona
nni, segretario della [[Cisl]] e non sospettabile di opposizione preconcetta, ”di fronte alla mole complessiva di evasione fiscale e contributiva presente nel nostro paese, siamo purtroppo ben lontani dalla meta. Se infatti prendiamo atto del risultato incoraggiante delle entrate, bisognerebbe sapere quanto è aumentata l’evasione fiscale sempre nel corso del 2008″ .
UN PO’ DI CHIAREZZA – Queste informazioni non sono poi così difficili da reperire. E analizzandole bene, cosa che Attilio Befera ha certamente fatto, le conclusioni sono un po’ meno lusinghiere per la “nuova strategia” che il direttore delle Entrate difende a spada tratta. Prima di tutto bisognerebbe dire che l’attività di accertamento che segnala la capacità dell’Agenzia di contestare al contribuente l’avvenuta evasione, si riferisce in genere ad anni precedenti, normalmente da 3 a 5, prima che scatti la prescrizione delle posizioni dei contribuenti. Quindi, la strategia anti evasione dell’attuale governo e dell’attuale direttore dell’Agenzia delle Entrate non c’entrano molto nell’aumento degli accertamenti e delle riscossioni, che deriva semmai da ‘azioni svolte negli anni precedenti. E comunque, un aumento degli accertamenti e delle riscossioni non significa di per sé che l’evasione stia diminuendo, grazie ad azioni più efficaci.
L’EVASIONE STA AUMENTANDO – Per capire se l’evasione fiscale nel 2008 sta diminuendo vanno invece analizzati i dati relativi alle entrate tributarie nel corso del 2008, scaricabili dal sito del ministero, quindi facilmente consultabili da chiunque. Essi mostrano una tenuta dell’IRE (l’imposta sul reddito), un calo del 6,9% dell’Irap, l’imposta sul valore aggiunto delle attività economiche organizzate (in buona parte per via della riduzione del cuneo), un calo del 6% dell’Ires, l’imposta sui profitti delle società di capitali, (probabilmente per la riduzione dei profitti del comparto banca
rio-assicurativo). L’IVA, invece, è calata del 1,6%. E l’Iva è un’imposta per sua natura molto “stabile“, che si muove generalmente nello stesso modo delle cosiddette “risorse interne“, in pratica il Pil più il saldo netto delle importazioni (importazioni meno esportazioni). Secondo l’Istat questo aggregato è cresciuto del 2,1% nel 2008. Confrontando quindi la variazione del Pil nominale (+1,7%), delle “risorse interne” (+2,1%) e del gettito IVA (-1,6%) nel 2008, e visto che non ci sono stati interventi su aliquote e base imponibile, un sospetto su cosa stia accadendo all’evasione fiscale viene. In direzione opposta ai “numeri” di Befera.
CUI PRODEST? – Non è chiaro il perché delle dichiarazioni dell’alto funzionario delle Entrate. Volendo essere cattivi si potrebbe sottolineare anche che nella sua pomposa conferenza stampa ha parlato di un aumento di 500 milioni delle riscossioni nel 2008, dimenticandosi di dire che nel 2007 lo stesso era aumentato di 2 miliardi di euro. E che nel 2009 il gettito derivante dal recupero di evasione questo aumento rallenterà ancora rispetto al 2008 (+4% nel 2009 dopo il +8% del 2008 e il +22% del 2007, dato questo che risulta dalla conferenza stampa del dicembre 2007). Il perché delle dichiarazioni è ancora meno chiaro se si pensa che Befera avrebbe potuto giustamente rivendicare i meriti dell’aumento delle riscossioni, citando il rapporto della Corte dei Conti sul rendiconto generale dello Stato per l’esercizio 2007, in cui si loda il “salto di qualità nella capacità di riscossione tra il 2006 e il 2007 (un incremento del 71%), da attribuire al nuovo impianto strutturale di Equitalia S.p.A., il soggetto preposto alla riscossione”. Il capo di Equitalia era proprio, fino a qualche mese fa, Attilio Befera, su nomina di [[Vincenzo Visco]]. Ecco che l’aiutino a Tremonti sembra ancora più “stonato”. Mentre le critiche che avevamo fatto qualche mese fa sulla nuova strategia di Tremonti in materia di Fisco, possiamo confermarle. Soprattutto dopo aver letto i dati.
























“Raffaele Bonanni, segretario della Cisl e non sospettabile di opposizione preconcetta”: questa e’ fantasmagorica, ora voglio il numero di partita Iva di quel sindacalista statale, caro Copy!!
Una domanda: non sara’ che l’Irap, “imposta relativamente stabile” di Vischiana memoria e legata essenzialmente al numero di dipendenti, mq occupati etc.etc., stia dando i primi segni di cedimento (relativo), segnale della catastrofe incombrenbte sui conti pubblici (ce sta ‘a crisi, ricordiamo)?
E la risposta della sinistra alla crisi qual’e': piu’ severita’ antievasione? WOW!
L’altra settimana ho visto un pezzo di Annozero (“programma non sospettabile di filogovernatorismo preconcetto”) da Prato, la provincia dove il neo laissez faire laissez passer (purche’ immigrato) ha consentito l’insediamento di trentamila (!!) cinesi, che hanno rasato a zero via dumping produttivo l’industria del tessile.
Orbene, e’ stata fantastica la scena di un controllo della GdF in un laboratorio abusivo cinese, con tanto di finestre oscurate e monitor alla porta: han trovato 3 clandestini su 5 e un maialaio igienico sanitario … ma non possono sequestrare il laboratorio, prima ci vanno “gli aaccertamenti di routine”!!! Cosi, confessa il maresciallo GdF, i cinesi hanno tutto il tempo di chiudere il lab. e riaprirlo, intestandolo al nonno dello zio. E tutto irparte da zero. Ma la GdF ci trona dopo un anno se va bene: deve controllare le bolle da’ccompagnamento del terzista italiano.
Quando la GdF arriva in una azienda itlaiana, la prima cosa che fa e’ FERMARE TUTTO. Per una settimana se va bene.
Tu la chiami lotta all’evasione, io TAFAZZISMO.
ciao grandissimo!
Abr
Ciao Abr. ^_^
Ti faccio notare che confondi le cose.
L’imposta stabile non è l’Irpef, ma l’IVA:leggi con attenzione…
Per Irap e Ires viene data (nell’articolo, non da Tremonti) una giustificazione al calo. Proprio perchè si cerca di essere sempre oggettivi.
La tua spiegazione sul calo dell’IVa non regge, ed è spiegato perchè:
Pil nominale 2008 +1,7%
Domanda interna 2008 + 2,1%
Gettito Iva 2008 – 1,6% (senza NESSUN intervento di riduzione aliquote o base imponibile.
La spiegazione non è di Comicomix, di Bonanni, o di Visco. E’ delle cifre, eloquentissime.
Sulla lotta all’evasione: l’aumento dei controlli è quello che sbandiera l’attuale Direttore dell’Agenzia delle Entrate, non l’ex Ministro delle finanze Visco. Per quanto mi riguarda (so che lo sai) ho più volte detto che bisogna evitare i formalismi e puntare non a chi evade per pagare i libri al figlio, ma a chi lo fa per comprare la barca (lo so che l’ha detto anche Franceschini, ma è LUI che ha copiato me…non che sia un vanto, sia chiaro!!! ^_^)
Anche io chiamo fermare un’azienda sana e in regola per una settimana TAFAZZISMO.
Ma io l’evasione fiscale non la giustifico, perchè è concorrenza sleale e perchè sottrae risosorse che poi vanno “spermute” ai contribuenti onesti (tutti, dipendneti ed indipendenti…)
Un abbraccione…ah, il grandissimo sei tu!