Le vite distrutte dei terroristi che non lo erano

David Brian Stone, David Brian Stone, Jacob Ward, Tina Mae Stone, Michael David Meeks,  Kristopher T. Sickles, Joshua John Clough, Thomas William Piatek

La Hutaree Militia era stata accusata di organizzare attentati. Tutti assolti. E senza passato, né futuro

Un delirante gruppo di fanatici cristiani ha pagato caro i suoi discorsi avventati

IL GRUPPO - Non sono simpatici quelli della Hutaree Militia, autoproclamati “guerrieri cristiani” che odiano il governo e che si preparano addestrandosi con tecniche paramilitari alla grande battaglia contro l’Anticristo. Ma non sono colpevoli di quanto sono stati accusati, almeno così hanno deciso i giudici, i quali hanno concluso che le prove addotte da FBI e accusa non sono prove e non dimostrano nulla.

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CASI RICORRENTI - Sembra un altro caso scatenato dall’ipertrofico apparato di sorveglianza messo in piedi dopo il 9/11. Con oltre un milione di persone a caccia di “terroristi” non sono stati pochi i casi nei quali FBI ed altre agenzie o polizie hanno accostato dei balordi con agenti provocatori e li hanno spinti fin dove potevano accusarli di attentare alla sicurezza dello stato.

L’ACCUSA - È andata così anche con la Hutaree Militia, che secondo l’accusa complottava per fare una strage di poliziotti e poi muovere guerra allo stato. Per questo nel 2010 è scattata un’operazione che ha portato in carcere i suoi otto membri, due dei quali restano dietro le sbarre perché accusati di detenzione illegale d’armi. Un reato che negli Stati Uniti può anche risolversi con un’ammenda, ma che nel loro caso ha prodotto la richiesta di una condanna a dieci anni, salvo un accordo con la difesa che ora sarebbe allo studio.

L’ASSOLUZIONE  - I giudici hanno ritenuto che discorsi come “incendiamo le case dei poliziotti e poi spariamo a quelli che scappano” non fossero altro che sproloqui, anche perché nessun piano per alcuna operazione del genere è mai stato messo in opera, nemmeno nelle sue fasi preliminari e i federali non hanno prodotto alcuna prova oltre a riferire i discorsi potenzialmente incriminanti. C’è da dire che negli Stati Uniti di gruppi del genere ce ne sono molti e molti di questi sembrano e sono pericolosi, ma contro questi Hutaree di prove non ce ne sono.

VITE DISTRUTTE - Caso chiuso e (quasi) tutti a casa  meglio in mezzo a una strada, perché come si è lamentata Tina Stone, moglie di uno dei due ancora detenuti: “Abbiamo perso tutto, persino le foto dei bambini“. Con i due in galera la loro casa è passata ad altri e quello che non è stato sequestrato dagli agenti è finito in discarica e ovviamente per i “terroristi” ora le possibilità di ritrovare alloggio e lavoro e riprendere una vita normale sono ridotte al lumicino.

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