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Culturadi Mariangela Vaglio (Galatea)
pubblicato il 30 marzo 2009 alle 16:38 dallo stesso autore - torna alla home

Nel nostro “Bel Paese” tutti “sappiamo” un po’ di vino e un po’ di cibo e forse è per questo che in televisione si affronta questo argomento con “irritante superficilità”.

In tv se magna.melaverde rete 4 Melaverde e Linea Verde: enogastronomia in tv  Quando a cucinare non slineaverde Melaverde e Linea Verde: enogastronomia in tv  ono simpatiche impedite come la [Clerici] e top model sulla via della redenzione come la sua sostituta, a darsi da fare per propagandare le virtù e i pregi sopraffini dei prodotti italici sono i programmi di agricoltura ed enogastronomia, uguali e conformi sulle reti avverse, ossia Linea Verde su Rai Uno e Mela Verde su Rete4. Nate come trasmissioni di servizio, dedicate al mondo dell’agricoltura, in realtà i due programmi hanno quasi subito virato verso il gastronomico-turistico-godereccio, trasformandosi ben presto in una carrellata di bei paesaggi in cui, una inquadratura sì ed una no, vengono messi in primo piano piatti di ogni sorta, tanto che lo spettatore, a fine puntata, è ingrassato di un paio di chili al solo guardarle.

TROTTOLINO GUSTOSO - Linea Verde, ai tempi della sua fondazione, era un programma seguitmongolfiera 01 Melaverde e Linea Verde: enogastronomia in tv  o veramente dal mondo dell’agricoltura; oggi la sua conduzione è affidata a Massimiliano Ossini, giovanotto di belle speranze e di presenza altrettanto belloccia, venuto su da quel [Disney Channel] da cui Mucciaccia non è riuscito ad affrancarsi perché più bruttino; a muoversi nei campi, il ragazzo è credibile quanto Linda Evangelista a cambiare una gomma, ma al pubblico di non addetti ai lavori, cioè la gran parte, piace. In effetti al povero Ossini, che di prodotti tipici e problemi reali ne capisce assai poco, vengono affidati gustosi siparietti di trasferimento fra una location e l’altra: lo fanno andare in bicicletta in centro Mantova per mostrare il laboratorio della torta locale, cavalcare in Sicilia per regalare primi piani ai fichi d’india, camminare nelle Langhe per inquadrare, al fine, il tartufo. Il ragazzo si presta con volonteroso attivismo, rischiando, di tanto in tanto, di beccarsi una sputacchiata da un maiale incazzoso o un mozzico da una capra cui sono girati i cabbasisi, mentre l’allevatore/agricoltore di scorta tenta di non alzare per la disperazione gli occhi al cielo. Ossicini, che gli presentino un risotto, un pomodoro, un carciofo o un tiramisù ha sempre la medesima espressione fra lo stupefatto e l’attonito, come se non avesse mai pensato che la vita potesse essere tanto varia – o che qualcuno potesse realmente affidargli la conduzione di un programma – e la faccia di uno che non ha ben chiaro che diavolo stia facendo, ma lo fa con entusiasmo ammirabile.

MA UN PO’ DI Fcarl warner uomovegetale300 Melaverde e Linea Verde: enogastronomia in tv  ANTASIA, NO? – La risposta di Mediaset non si poteva far attendere, e così su Rete4 è nata Melaverde, originariamente condotta dalla Gabriella Carlucci - che, vista la totale incompetenza culinaria, poteva giusto servire da torsolo – ed ora invece affidata in toto ad Edoardo Raspelli. Difficile immaginare qualcuno più lontano da Ossicini: Raspelli è tondo, anzianotto, bruttarello anzi che no; ma la differenza principale è che, evviva evviva, sa benissimo di cosa parla. Esperto gastronomo, oltre che evidente buona forchetta, è l’unico che in tv dia l’impressione, quando parla di pasta, di sapere come è fatto un maccherone e come si condisca. Anche a Raspelli toccano i siparietti di intrattenimento e le scenette pietose, ma, vuoi perché è autoironico, vuoi perché del comico ha il fisique du role, i suoi hanno la grazia di una clownerie da Pierrot sovrappeso, mentre quelli del povero Ossicini sembrano imbarazzanti gag da recita scolastica di fine anno. Entrambi, però, è meglio che abbiano una assicurazione sanitaria ben fatta: dato che per contratto devono assaggiare pietanze cucinate all’aperto, in condizioni igieniche molto spesso precarie per favorire le riprese delle telecamere, svolgono un lavoro ad alto rischio di intossicazione alimentare, non fosse altro per il contorno di insetti che i cibi hanno in dote non appena si avvicina la bella stagione. Ma Ossicini è un baldo giovane che nulla stronca, e Raspelli un vecchio saggio rotto a tutte le esperienze. E poi, del resto, si sa che nel mondo agricolo tocca soffrire per guadagnarsi la pagnotta.

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