Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="I widget di Liquida per il tuo blog">Widget</a>
Internidi Donato De Sena
pubblicato il 26 marzo 2009 alle 15:30 dallo stesso autore - torna alla home

Fino a 4 anni per chi provoca un incidente, omicidio preterintenzionale e non colposo per chi uccide. Le proposte che vogliono inasprire ancor di più le pene per gli automobilisti sotto l’effetto di alcool o sostanze stupefacenti. Saranno efficaci?

incidente21 Alcool, droga e tolleranza zeroOggi sono sempre più in pericolo non solo i guidatori che incolpevolmente vengono coinvolti in incidenti gravissimi sulle strade di tutto il Paese nelle ore notturne, ma anche durante le ore del giorno bambini, adolescenti, mamme alle fermate degli autobus e anziani a passeggio sui marciapiedi dei nostri centri abitati“. Questo è quanto scritto dalla parlamentare pidiellina Giulia Cosenza nella presentazione di una proposta di legge depositata alla Camera dei Deputati ad inizio febbraio, in cui si parla di modifiche da apportare agli articoli 186 e 187 del Codice della Strada, quelli riguardanti la guida sotto l’effetto di alcool o sostanze stupefacenti. Della materia il governo si è già occupato la scorsa estate inasprendo le pene con un decreto legge, poi convertito in legge, in base al quale si rischia oggi fino all’arresto dai tre mesi ad un anno nel caso si venga scovati al volante con un tasso alcolemico superiore ad 1,5 o sotto l’effetto di droghe. Pene che vengono poi raddoppiate nel caso l’automobilista in stato psico-fisico alterato provochi un incidente. L’On. Cosenza vorrebbe che si andasse oltre l’inasprimento già stabilito privando addirittura della possibilità di guidare per sempre tutti coloro scoperti al volante dopo aver osato bere un bicchiere in più: “Chi semina paura e morte in questo modo deve essere considerato, e quindi trattato di conseguenza, come una persona senza scrupoli verso la quale è necessaria la massima severità da parte dello Stato e come una persona che non deve mai più mettersi alla guida di un veicolo“.

NOTIZIE FRESCHE!- Ed eccola, puntuale come la morte, la proposta di legge del Partito Democratico, presentata dall’onorevole Meta, approvata alla Camera la scorsa legislatura e bloccata dallo scioglimento anticipato delle camere. Il testo è questo, e in sintesi ecco quanto prevede: in caso di incidente avendo provocato la morte ci sarà il ritiro immediato della patente, con una sua sospensione fino a quattro anni. Ma se il conducente è in stato di ebrezza o drogato si arriva al ritiro immediato della patente e sospensione provvisoria fino a cinque anni, ma anche la revoca del permesso di guida con impossibilità di conseguire una nuova patente prima di cinque anni, reclusione da tre a dieci anni (pena aumentata fino al triplo, ma non più di 15 anni, nel caso di morte di più persone) e dopo la sentenza di condanna, anche con condizionale, confisca penale del veicolo. Mentre un drogato al volante, anche se non ha provocato nessun incidente,etilometro 7745 Alcool, droga e tolleranza zero fra le altre cose rischia un’ammenda da euro 1.500 a euro 6.000 e l’arresto da sei mesi ad un anno. Sono solo pochi casi, ma significativi di come il governo abbia deciso di usare il pugno di ferro per contrastare la strage di innocenti che ogni giorno avviene sulle nostre strade. “Ci sono tantissime novità in questo decreto” – continua Valducci -novità che faranno storia perché per la prima volta, ad esempio, introduciamo il concetto che o guidi o bevi. E l’efficacia che questa legge potrà avere sui giovani sarà enorme perché il loro stile di guida futuro ne sarà certamente influenzato“. Nel primo anno dal conseguimento della patente B il testo prevede il divieto di superare i 90 kmh in autostrada (il limite attuale è 100) ed i 70 Kmh per le strade extraurbane principali (oggi 90). Mentre sale da 50 a 55Kw/t la potenza massima delle autovetture che potranno guidare i neopatentati.

I PIRATI – E chi sarebbero i pirati della strada, sotto l’effetto di alcool e droghe, responsabili di oltre il 30% delle stragi sulle strade italiane? Secondo l’On. Cosenza sarebbero riconducibili a due categorie di persone: il popolo della notte e gli stranieri, più precisamente quelli che vengono definiti “sbandati di ogni etnia“. Si parla, infatti, in questo modo dell’escalation delle tragedie sull’asfalto: “Ormai le stragi che eravamo abituati a registrare quasi esclusivamente al sabato sera, dopo l’uscita dalle discoteche – quando giovani e meno giovani, mettendosi al volante, nonostante lo stato di alterazione psico-fisica dovuto all’assunzione di sostanze stupefacenti o di alcool, provocavano incidenti stradali – sono diventate una triste forma di quotidianità. Ai ragazzi delle discoteche si sono aggiunti sbandati di ogni etnia che già al mattino sono sotto l’effetto della droga o dell’alcool“. Siccome non si tratta delle affermazioni ascoltate ad un comizio leghista, andiamo a verificare.  Alcool, droga e tolleranza zeroStando ai dati comunicati dall’Istituto Superiore di Sanità gli incidenti mortali provocati da alcool e droghe sarebbero oltre il 30% del totale e di questi, stando, invece, a quanto comunicato dall’Associazione Sostenitori e Amici della Polizia Stradale il 20/25% sarebbero causati da automobilisti stranieri, regolari e non. Quindi, complessivamente gli stranieri, o, come sono definiti nella proposta di legge, gli “sbandati di ogni etnia“, sarebbero i responsabili di circa 500 delle oltre 2.000 morti totali sulle strade italiane causate dallo stato psico-fisico non idoneo. Pertanto lo schema che imputa a stranieri e frequentatori delle discoteche l’esclusiva degli incidenti causati da alcool e droghe sembra una semplificazione grossolana e alquanto surreale: difficile imputare al popolo della notte la responsabilità di oltre 1500 morti (30 a settimana). Ed, inoltre, il “mai più alla guida di un veicolo” di prima, affermazione che sa molto di populismo, dev’essere solo un parere personale: leggendo in seguito non se ne vede la minima traccia. Le aspettative di pugno di ferro alimentate dalla introduzione al progetto di legge, che attualmente è al vaglio della IX Commissione Parlamentare (Trasporti, Poste e Telecomunicazioni), presieduta dall’On. Mario Valducci, vengono, infatti, vanificate dalle successive righe del testo. Si propone, quindi, di punire l’automobilista che provoca un incidente in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di droghe, con pene triple o quadruple (oggi è previsto il doppio) rispetto a quelle a cui sarebbe condannato se venisse semplicemente scoperto alla guida in condizioni psico-fisiche non idonee.

NON SOLO COLPEVOLE – Anche l’On. Gabriella Giammanco crede che le norme fin qui adottate dal governo siano insufficienti ad arginare il fenomeno. E’ sua la proposta di legge parallela a quella di Giulia Cosenza, anch’essa al vaglio della Commissione, anch’essa punta alla modifica degli articoli 186 e 187. Si legge nella presentazione che le ultime disposizioni del governo in materia di sicurezza stradale “non costituiscono ancora un valido deterrente quantomeno per tamponare il fenomeno, che appare irresistibile, né riescono a dare una giusta risposta soprattutto ai familiari delle vittime della strada che, di fronte alla morte di un proprio caro, vedono imputato il colpevole per il solo reato di omicidio colposo con tutte le garanzie e benefici stabiliti dalla legge“. Viene proposto di punire i conducenti in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti che provocano un incidente mortale per il reato di omicidio preterintenzionale e non più omicidio colposo. L’On. Giammanco pone il problema e si dà già la risposta. Si afferma che le pene più severe adottate finora non riescono a tamponare il fenomeno che appare inarrestabile. Beh, siamo sicuri che un ulteriore inasprimento conduca all’obiettivo mancato finora?

13 commentistampa - fallo leggere