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	<title>Commenti a: Lettera aperta. Giovani ed Alcol</title>
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	<description>Riservato a molti eletti</description>
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		<title>Di: Lucia</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/22483/lettera-aperta-giovani-ed-alcol/#comment-24023</link>
		<dc:creator>Lucia</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Mar 2009 10:39:55 +0000</pubDate>
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		<description>Pienamente d&#039;accordo con Libertyfirst!
in effetti, se bevendo un pò di vino c&#039;è il rischio di dipendenza all&#039;alcool e non solo, può nuocere alla salute...a questo punto anche i cibi, &quot;in quantità moderata&quot;, salati e dolci, dovrebbero far male: Luc, che facciamo ci tappiamo la bocca?? :)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Pienamente d&#8217;accordo con Libertyfirst!<br />
in effetti, se bevendo un pò di vino c&#8217;è il rischio di dipendenza all&#8217;alcool e non solo, può nuocere alla salute&#8230;a questo punto anche i cibi, &#8220;in quantità moderata&#8221;, salati e dolci, dovrebbero far male: Luc, che facciamo ci tappiamo la bocca?? <img src='http://www.giornalettismo.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Di: libertyfighter</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/22483/lettera-aperta-giovani-ed-alcol/#comment-24008</link>
		<dc:creator>libertyfighter</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Mar 2009 09:36:59 +0000</pubDate>
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		<description>L&#039;articolo è un concentrato di stereotipi e impressioni personali spacciate per verità assoluta. In salsa neanche troppo leggera di ingegneria sociale. L&#039;idea &quot;da un bicchiere di vino si passa a 3 poi 30 e si diventa alcolisti, fa il paio con le stronzate sul farsi due canne e il giorno dopo la pera di eroina. Stronzate che il Teorema di Bayes smentisce categoricamente. Che l&#039;alcool provochi la serie delle malattie citate con le percentuali citate è un&#039;altra affermazione priva di controprova. Praticamente, secondo la medicina ufficiale, qualunque azione aumenta le probabilità di sviluppare un cancro. Segno inequivocabile che la medicina non ha la più pallida idea delle cause scatenanti la malattia, e pertanto dovrebbe astenersi dal dare consigli in merito.
Sulle cause di incidente stradale poi, gli stessi dati forniti dall&#039;articolo sono impietosi.
Se le cause di incidenti per stato di ebrezza sono  l&#039;1.5 %, mi sembra piuttosto lampante che la guida in stato di ebrezza NON E&#039; un importante fattore di incremento di incidenti stradali. Una correlazione simile, a volerla cercare si ritrova in qualunque campo. Sono sicuro che posso dimostrarti che almeno nel 10% dei casi, chi provoca incidenti aveva mangiato uova la sera prima. 
Questo, dal punto di vista meramente formale. Dal punto di vista delle soluzioni invece, l&#039;articolo  è carente. Cosa propone? Un pò di sano proibizionismo immagino. 

Questo &quot;volgo&quot; che  non capisce cosa deve e cosa non deve fare va educato con la FERREA mano dello Stato, signore unico (e trino) e misericordioso, onnipotente e onnisciente che si prende cura anche delle anime neglette dei contadinazzi che non capiscono la beltà del sogno democratico... Come se non fosse sufficiente l&#039;esempio del proibizionismo americano, o gli spettacolari e fantastici risultati ottenuti dal Dio Pubblico con la &quot;lotta alla droga&quot;. 

Venti anni di menate... consumi, produzione e spaccio decuplicate. Chapeau al proibizionismo. E ancor di più Chapeau ai derelitti che ancora pensano che la proibizione centrale possa fare qualcosa quando la mente distribuita non giudica l&#039;azione alla stessa stregua del legislatore (il figlio diretto di Dio).

Ancora peggio è l&#039;analisi etica della questione. La vita delle persone appartiene a loro stesse e non al DioStato di prima. Il che significa che se costoro hanno voglia di farsi male, ne hanno tutto il diritto senza che moralisti, ipocriti, perbenisti e calvinisti vari, si impongano nel &quot;gioco&quot; democratico per impedire loro di farlo. I suddetti moralisti del resto, sono liberissimi di non bere e di non fumare, di non farsi le canne e sono perfino liberi di indossare il preservativo pure sulla loro testa.
&quot;Comportamenti rischiosi&quot;. La vita è un rischio. C&#039;è una statistica che sembra avere una grossa validità, che dice che il 100% di coloro che nascono, poi muoiono. E&#039; rischioso vivere. In quali comportamenti c&#039;è più rischio? Fumare, bere, ingrassare, riempirsi di zuccheri, correre con l&#039;auto, nuotare in mare, chattare su internet (si diventa dipendenti), masturbarsi (si diventa ciechi). Dove sta il maggior rischio? E soprattutto, se anche avessimo (e non abbiamo) un modo per valutare oggettivamente una scala di rischi che sia dipendente solo dal comportamento valutato, con che autorità morale qualcuno può ergersi a censore e dichiarare &quot;fuori legge&quot; i comportamenti più a rischio?
E poi da chi dovremmo prendere le direttive? Da quella gente che in nome della &quot;società&quot;, ci manda in guerra (perché lì è giusto morire, mica per cirrosi epatica), ci fa vivere in città inquinatissime (poi schiatti di cancro, ma è colpa del vino), gestisce l&#039;acqua e la trovi contaminata da metalli pesanti, gestisce le scorie radioattive e le trovi seppellite nei giardini napoletani. Gestisce le strade e si dimentica di scrivere la percentuale di gente morta sulle sue buche, sui suoi incroci progettati e tenuti male, gestisce le scuole e fa crollare i tetti sulle capocce dei bimbi.

Però, questo Leviatano qui, viene e ci racconta di non bere, perché ci fa male. Io sinceramente non ne posso più.
Sono indeciso tra mettermi a bere mentre mi faccio una canna E contemporaneamente faccio sesso non protetto con una prostituta nigeriana, e cercare di far passare una legge che renda obbligatorio il consumo di due bicchieri di vino a pasto per tutti gli over quattordici.
Tanto per far capire ai moralisti quanto può essere oppressivo il &quot;sogno democratico&quot;.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;articolo è un concentrato di stereotipi e impressioni personali spacciate per verità assoluta. In salsa neanche troppo leggera di ingegneria sociale. L&#8217;idea &#8220;da un bicchiere di vino si passa a 3 poi 30 e si diventa alcolisti, fa il paio con le stronzate sul farsi due canne e il giorno dopo la pera di eroina. Stronzate che il Teorema di Bayes smentisce categoricamente. Che l&#8217;alcool provochi la serie delle malattie citate con le percentuali citate è un&#8217;altra affermazione priva di controprova. Praticamente, secondo la medicina ufficiale, qualunque azione aumenta le probabilità di sviluppare un cancro. Segno inequivocabile che la medicina non ha la più pallida idea delle cause scatenanti la malattia, e pertanto dovrebbe astenersi dal dare consigli in merito.<br />
Sulle cause di incidente stradale poi, gli stessi dati forniti dall&#8217;articolo sono impietosi.<br />
Se le cause di incidenti per stato di ebrezza sono  l&#8217;1.5 %, mi sembra piuttosto lampante che la guida in stato di ebrezza NON E&#8217; un importante fattore di incremento di incidenti stradali. Una correlazione simile, a volerla cercare si ritrova in qualunque campo. Sono sicuro che posso dimostrarti che almeno nel 10% dei casi, chi provoca incidenti aveva mangiato uova la sera prima.<br />
Questo, dal punto di vista meramente formale. Dal punto di vista delle soluzioni invece, l&#8217;articolo  è carente. Cosa propone? Un pò di sano proibizionismo immagino. </p>
<p>Questo &#8220;volgo&#8221; che  non capisce cosa deve e cosa non deve fare va educato con la FERREA mano dello Stato, signore unico (e trino) e misericordioso, onnipotente e onnisciente che si prende cura anche delle anime neglette dei contadinazzi che non capiscono la beltà del sogno democratico&#8230; Come se non fosse sufficiente l&#8217;esempio del proibizionismo americano, o gli spettacolari e fantastici risultati ottenuti dal Dio Pubblico con la &#8220;lotta alla droga&#8221;. </p>
<p>Venti anni di menate&#8230; consumi, produzione e spaccio decuplicate. Chapeau al proibizionismo. E ancor di più Chapeau ai derelitti che ancora pensano che la proibizione centrale possa fare qualcosa quando la mente distribuita non giudica l&#8217;azione alla stessa stregua del legislatore (il figlio diretto di Dio).</p>
<p>Ancora peggio è l&#8217;analisi etica della questione. La vita delle persone appartiene a loro stesse e non al DioStato di prima. Il che significa che se costoro hanno voglia di farsi male, ne hanno tutto il diritto senza che moralisti, ipocriti, perbenisti e calvinisti vari, si impongano nel &#8220;gioco&#8221; democratico per impedire loro di farlo. I suddetti moralisti del resto, sono liberissimi di non bere e di non fumare, di non farsi le canne e sono perfino liberi di indossare il preservativo pure sulla loro testa.<br />
&#8220;Comportamenti rischiosi&#8221;. La vita è un rischio. C&#8217;è una statistica che sembra avere una grossa validità, che dice che il 100% di coloro che nascono, poi muoiono. E&#8217; rischioso vivere. In quali comportamenti c&#8217;è più rischio? Fumare, bere, ingrassare, riempirsi di zuccheri, correre con l&#8217;auto, nuotare in mare, chattare su internet (si diventa dipendenti), masturbarsi (si diventa ciechi). Dove sta il maggior rischio? E soprattutto, se anche avessimo (e non abbiamo) un modo per valutare oggettivamente una scala di rischi che sia dipendente solo dal comportamento valutato, con che autorità morale qualcuno può ergersi a censore e dichiarare &#8220;fuori legge&#8221; i comportamenti più a rischio?<br />
E poi da chi dovremmo prendere le direttive? Da quella gente che in nome della &#8220;società&#8221;, ci manda in guerra (perché lì è giusto morire, mica per cirrosi epatica), ci fa vivere in città inquinatissime (poi schiatti di cancro, ma è colpa del vino), gestisce l&#8217;acqua e la trovi contaminata da metalli pesanti, gestisce le scorie radioattive e le trovi seppellite nei giardini napoletani. Gestisce le strade e si dimentica di scrivere la percentuale di gente morta sulle sue buche, sui suoi incroci progettati e tenuti male, gestisce le scuole e fa crollare i tetti sulle capocce dei bimbi.</p>
<p>Però, questo Leviatano qui, viene e ci racconta di non bere, perché ci fa male. Io sinceramente non ne posso più.<br />
Sono indeciso tra mettermi a bere mentre mi faccio una canna E contemporaneamente faccio sesso non protetto con una prostituta nigeriana, e cercare di far passare una legge che renda obbligatorio il consumo di due bicchieri di vino a pasto per tutti gli over quattordici.<br />
Tanto per far capire ai moralisti quanto può essere oppressivo il &#8220;sogno democratico&#8221;.</p>
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		<title>Di: Lucia</title>
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		<dc:creator>Lucia</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Mar 2009 14:03:33 +0000</pubDate>
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		<description>&quot;Un pò di serietà! Andiamo a prevenire l’infarto per provocare una cirrosi epatica!&quot;

Un solo bicchiere di vino rosso ai pasti fa buon sangue e fa bene &quot;veramente&quot; al cuore, ovviamente senza esagerare...altrimenti se ne conoscono gli effetti collaterali!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Un pò di serietà! Andiamo a prevenire l’infarto per provocare una cirrosi epatica!&#8221;</p>
<p>Un solo bicchiere di vino rosso ai pasti fa buon sangue e fa bene &#8220;veramente&#8221; al cuore, ovviamente senza esagerare&#8230;altrimenti se ne conoscono gli effetti collaterali!</p>
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