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Rassegna stampadi Alessandro D'Amato (Gregorj)
pubblicato il 25 marzo 2009 alle 09:30 dallo stesso autore - torna alla home

Ieri al Giornale di Mario Giordano si devono essere preoccupati seriamente. E’ successo quando Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio, ha dichiarato, a proposito del piano casa, “In effetti il disegno che è circolato non è quello a cui io avevo già lavorato“. Si sono preoccupati perché nel frattempo 3382618635 430da4b075 o Piano casa, panico al Giornaleavevano la prima pagina del loro quotidiano davanti. Che recitava (la potete vedere qui riprodotta) un primo titolo davvero perentorio: “Piano casa – ecco chi può ampliare la propria abitazione e come“. Non ce l’avrà mica con noi? – avranno pensato in redazione, cominciando a preoccuparsi: va bene che siamo il giornale del fratello, ma se abbiamo pubblicato una cazzata stavolta se la prende anche con noi. E qui non è come al Corriere, dove può capitare che trovi qualcuno disposto a dirgli di no due volte (De Bortoli, anche se la prima volta Silvio aveva mandato avanti il suo – vecchio – avvocato). “Ho sentito cose – ha detto il premier – che non erano nelle idee iniziali e che non saranno nel testo, cioè quello che riguarda gli immobili urbani. Decreto o ddl che sia, si fermerà alle case mono e bifamiliari e alle costruzioni da rifare dopo che queste saranno demolite”. Quando poi avranno visto che sul Corriere on line c’era come titolo “Sul piano casa circolato un testo non mio“, avranno persino sudato freddo. E saranno corsi a scorrere le pagine del loro quotidiano per andare a controllare dov’è che avevano sbagliato, e se gli errori fossero così gravi da portare a svantaggi seri – oltre al licenziamento, quello ormai l’avevano messo in conto. 

Insomma, diciamolo chiaramente: se questa volta i giornalisti del Giornale si fossero davvero sbagliati per colpa loro, Silvio avrebbe tutte le ragioni per chiederne la testa. E troverebbe sicuramente qualcuno che lo ascolta, non dubitatene. Ma per fortuna non è andata così: quello pubblicato dal Giornale, come da altri quotidiani, è “il testo del piano casa che la presidenza del Consiglio ha inviato ai presidenti delle Regioni e delle Province e ai sindaci. In particolare dal testo, su carta intestata della presidenza del Consiglio, risulta che il decreto si applicherebbe «su tutto il territorio nazionale, fino all’emanazione di leggi regionali in materia di governo del territorio» e che l’aumento delle cubature delle case potrebbe avvenire in deroga alle disposizioni legislative, agli strumenti urbanistici vigenti o adottati e ai regolamenti edilizi»“. Qui, i giornalisti del Giornale hanno tirato un robusto sospiro di sollievo. Se c’è colpa, è di chi ce l’ha passato. E chi ce l’ha passato noi lo sappiamo. E infatti a quel punto ha cominciato a tremare chi lo aveva mandato, alla sottosegreteria della presidenza del Consiglio. Ma la colpa non era nemmeno sua, ha ricontrollato: quelle cose lì c’erano scritte veramente. Qualche ora dopo, è arrivata la conferma di Berlusconi: “Oggi ho visto il testo del decreto, l’ho amplissimamente corretto riducendolo all’essenziale e lo presenterò, ridotto di molto, alle Regioni“, ha dichiarato Berlusconi. Nel suo linguaggio, significa che l’errore è a monte. Nessuno perderà il lavoro per il piano casa, né al Giornale né alla sottosegreteria. E nemmeno alla presidenza del Consiglio. Purtroppo. 

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Paolo Galimberti è presidente della Rai: un’ottima scelta, peccato che il nome venga dopo quello di Ferruccio De Bortoli; ma non è certo una sua colpa. Intanto ieri a Ballarò si vedeva una spettacolare rissa tra Massimo D’Alema e Fabrizio Cicchitto, al cui culmine il primo ha detto “Stai zitto!” al secondo, il quale è partito subito rissando da par suo. Un momento davvero divertente. Come tutti gli spettacoli inutili.

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