lazio 5 stelle
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Il Lazio è oramai 5 stelle

Il MoVimento 5 stelle avrà pure perso ad Asti, ma ha vinto a Guidonia, che è più grande ed è la terza città del Lazio.
E così Grillo, in veste di Al Pacino diretto da Oliver Stone, suona la carica:
«Il M5S ha vinto otto ballottaggi su dieci. Siamo passati da 37 sindaci a 45, un aumento di oltre il 20%. Siamo entrati
con nuovi consiglieri in comuni dove prima non eravamo presenti. Ogni maledetta elezione continuiamo a crescere e questo è ciò che conta», esulta.

Ma perché nel Lazio è andata così bene nonostante la guerra interna a Raggi? Lo spiega Repubblica stamane:

Un invito a seppellire l’ascia di guerra, a partire da quella brandita contro la sindaca Raggi, le cui difficoltà a
Roma non hanno affatto inciso sulle comunali del Lazio. E il perché è presto detto.
Spiega Luigi Di Gregorio, docente di Scienza politica alla Luiss e all’Università della Tuscia: «Anche questa tornata
dimostra che l’elettorato si muove ancora in una logica bipolare destra-sinistra, non considera cioè il M5S come
un avversario: perciò in caso di sconfitta del proprio candidato al primo turno, al secondo o non va a votare o vota
5S. Ne discende che i 5S, correndo soli, al primo turno sono svantaggiati, ma se vanno al ballottaggio diventano
quasi imbattibili perché pescano trasversalmente». A dirlo sono i numeri: i grillini sono arrivati al ballottaggio in
10 Comuni; in 9 di questi erano secondi al primo turno, in alcuni casi anche con 30 punti di scarto. In 8 comuni su 10
hanno vinto (un anno fa vinsero in 19 su 20), con un incremento medio dei voti, tra primo e secondo turno, pari al
94,7%, contro un – 0,2% dei rivali. «Morale – conclude Di Gregorio – se arrivi al ballottaggio con un 5S, o parti dal
49,5% a 10, oppure alza bandiera bianca»

(il neosindaco M5S Michel Barbet – Facebook)