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Bambino morto di morbillo, Roberto Burioni chiarisce: «Anche se fosse stato vaccinato avrebbe potuto contrarre la malattia»

Una donna, che segue la pagina Facebook di Roberto Burioni, chiede: «Ma se il bambino di Monza fosse stato vaccinato come da calendario, tutto questo poteva essere evitato?». Il medico che sta portando avanti una battaglia molto efficace a favore dei vaccini, attaccando in maniera polemica ogni posizione no-vax risponde: «La domanda è pertinente: anche se il bambino fosse stato vaccinato avrebbe potuto, a causa delle terapie, perdere l’immunità. L’unica difesa è l’immunità di gregge».

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Una risposta che sottolinea l’importanza dell’immunità di gregge e che va a smentire molte delle dichiarazioni fatte nei giorni scorsi da chi sosteneva che il bambino si sarebbe potuto salvare se fosse stato vaccinato. Roberto Burioni ha avvertito l’esigenza di fare chiarezza sulla vicenda del bambino di Monza malato di leucemia e morto a causa del morbillo.

In ogni caso, la precisazione su Facebook si è resa necessaria in virtù di alcune altre voci che, negli ultimi giorni, erano circolate a proposito del triste fatto di cronaca. Burioni ha sottolineato che il bambino non è morto di leucemia (una malattia dalla quale poteva essere curato) e che è stato contagiato dal morbillo da una persona non vaccinata (chiunque essa sia). Soltanto l’immunità di gregge avrebbe potuto salvare il piccolo di Monza.

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Quella di Burioni è la seconda smentita sul caso. Sabato scorso era stato il pediatra Andrea Biondi a rettificare la notizia, precedentemente battuta da tutti i principali organi di informazione, di un contagio avvenuto in famiglia, attraverso i fratelli del bambino non vaccinati contro il morbillo.

In ultimo, Roberto Burioni ha voluto lanciare una frecciata nei confronti di Patrizia Miotti, la giornalista freelance che, nel finesettimana, ha pubblicato un video molto condiviso in difesa dei genitori del bambino di Monza, vicini a posizioni no-vax.

Burloni la definisce «svanita» e sottolinea anche la sua mancata iscrizione all’albo dei giornalisti: «Ovviamente non ci penso neanche di dare un minimo di visibilità ad un personaggio di tale, infimo, livello – scrive Burioni -, vi dico solo che è un concentrato delle peggiori scemenze in circolazione e che l’autrice dovrebbe vergognarsi per una azione così grave e così dannosa nei confronti della salute pubblica e della verità. Dovrebbe essere espulsa dall’ordine, ma – seppur si definisca giornalista – non è iscritta a nessun ordine (pure millantatrice, oltre che irresponsabile bugiarda)».

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