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Bambino morto per morbillo a Monza, il medico: «Non è stato contagiato dai fratelli non vaccinati»

Una smentita, dopo le notizie circolate nella giornata di ieri. Il bambino di Monza malato di leucemia e morto a causa del morbillo non sarebbe stato contagiato dai fratelli. A dirlo è professor Andrea Biondi, primario della Clinica Pediatrica del San Gerardo: «I fratelli non c’entrano nulla con il contagio – ha dichiarato il medico -, perché hanno avuto il morbillo in un secondo momento. Il problema, piuttosto, è stata la mancata immunità di gregge».

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In prima battuta, la causa della malattia del piccolo era stata indicata nel contagio da parte dei fratelli, non vaccinati contro il morbillo in seguito alla scelta dei genitori, vicini a posizioni no-vax. Tutti i principali quotidiani italiani avevano sottolineato l’elemento e avevano titolato pressoché allo stesso modo.

Ma il pediatra ha ribadito: «In Lombardia, come in altre zone d’Italia, non si raggiunge la copertura vaccinale del 95% per il morbillo. Questo mette a rischio i pazienti più deboli: l’immunità di gregge sarebbe stata l’unica salvezza per un bambino in quelle condizioni».

Il piccolo paziente di Monza stava lottando contro una forma di leucemia che può essere curabile nell’85% dei casi. A complicare le cose, a marzo, è arrivato il morbillo: per mesi il bambino è stato attaccato a un  macchinario che consente di far circolare il sangue quando il battito del cuore è particolarmente debole. Ma alla fine, non ce l’ha fatta. 

LE PAROLE DEL MINISTRO LORENZIN DOPO L’EPISODIO DEL BAMBINO MORTO PER MORBILLO

Alla notizia della morte del bambino, il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha voluto esprimere il suo cordoglio: «Seguivo la vicenda da mesi, è straziante: purtroppo siamo nel corso di una epidemia di morbillo e i bambini e gli adulti non vaccinati rischiano. Il piccolo di Monza, che stava guarendo dalla leucemia – che avremmo salvato dalla leucemia – è morto per il morbillo. Grazie ai vaccini possiamo salvarci. E una vita vale una legge».