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Ricordate la puntata di Report sul vaccino anti-HPV? Ecco la risposta della Commissione Ue al M5S

Ricordate l’inchiesta di Report sul vaccino anti-papilloma virus (HPV)? Il servizio, in onda lo scorso aprile, ha generato forti polemiche per il modo in cui è stato trattato il tema della vaccinazione e in particolare quello delle reazioni avverse al vaccino, che serve per prevenire il tumore al collo dell’utero. Nei giorni successivi alla messa in onda dell’inchiesta un gruppo di eurodeputati del Movimento 5 Stelle hanno presentato un’interrogazione parlamentare alla Commissione Ue ponendo alcuni degli interrogativi sollevati dalla trasmissione, domande sulla condotta dell’Ema, l’agenzia europea per i medicinali, e sulla farmacovigilanza.

Gli eurodeputati M5S (primo firmatario Piernicola Pedicini) hanno chiesto alla Commissione di «spiegare in che modo le procedure e i vincoli di segretezza dell’Ema siano volti a proteggere la salute pubblica e il diritto dei pazienti ad avere informazioni complete», di «illustrare quali misure intenda attivare affinché Ema valuti studi presentati da centri di ricerca indipendenti parallelamente a quelli commissionati dall’industria farmaceutica» e, infine, di «rendere note segnalazioni riguardanti gli effetti avversi risportati dalla farmaco vigilanza».

VACCINO ANTI-HPV, COMMISSIONE UE: COINVOLTI ANCHE I PAZIENTI

La risposta è arrivata il 21 giugno. A nome della Commissione Europea il Commissario Ue per la salute e la sicurezza alimentare, il cardiologo lituano Vytenis Andriukaitis, ha spiegato che per la valutazione scientifica del vaccino anti-HPV da parte dell’Ema sono stati coinvolti il comitato di valutazione dei rischi per la farmaco vigilanza (PRAC) e il comitato per i medicinali per uso umano (CHMP). Ma non solo. «Nella valutazione – ha scritto il Commissario Ue per la Salute –  sono stati ampiamente coinvolti anche i rappresentanti dei pazienti, così da permettere agli esperti scientifici di comprendere i punti di vista di coloro che sono affetti dalle due condizioni oggetto di esame».

VACCINO ANTI-HPV, COMMISSIONE UE: COMITATO SCIENTIFICO INDIPENDENTE

La Commissione, insomma, dice di garantire una procedura accurata. E insieme a quella anche l’indipendenza del comitato scientifico e la completezza delle informazioni. «Sono già in vigore – spiega Andriukaitis – importanti misure, tra cui norme relative alla gestione di potenziali conflitti di interesse dei membri del comitato scientifico, al fine di garantire a quest’ultimo di trarre conclusioni scientifiche imparziali e di evitare indebite pressioni esterne specialmente quando il processo è in corso. Una volta ultimata la procedura, viene pubblicata una sintesi della raccomandazione scientifica. La relazione di valutazione pubblicata (cfr. European public assessment reports) contiene una sintesi completa dei dati valutati».

La Commissione ha risposto anche alla questione di mala amministrazione sollevata dal Nordic Cochrane Centre, centro di ricerca indipendente norvegese (citato dagli eurodeputati M5S) che ha rilevato elementi di scarsa trasparenza nell’operato dell’Ema. Il Commissario ha invitato a rivedere le risposte che la stessa Ema ha fornito alle domande formulate dal centro di ricerca.

VACCINO ANTI-HPV, COMMISSIONE UE: SORVEGLIANZA POST-VENDITA

Infine, la farmacovigilanza. «Una volta ottenuta l’autorizzazione all’immissione in commercio – è la spiegazione della Commissione Europea – i medicinali, inclusi i vaccini contro l’HPV, sono soggetti nell’UE a una sorveglianza post-vendita. Le più recenti informazioni in materia di sicurezza sono adeguatamente prese in considerazione a prescindere dalla loro origine, così come anche le relazioni e gli studi di farmacovigilanza pubblicati. I rapporti di farmacovigilanza su sospette reazioni avverse ai medicinali autorizzati a livello centrale sono raccolti nella banca dati centralizzata dell’UE».

(Immagine: frame da video di Report / Rai)

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