Ragazzi gonna
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La protesta dei ragazzi in gonna contro i divieti anti-shorts

Cosa non si darebbe per un po’ di fresco in più nel torrido periodo estivo? Specialmente se, durante la giornata, bisogna affrontare lunghe lezioni a scuola o lunghe sessioni di lavoro. E allora in Gran Bretagna è partita ufficialmente la protesta delle gonne. Protagonisti alcuni ragazzi di una scuola di Exeter, nel sud dell’Inghilterra, ma anche un ragazzo gay del Backinghamshire che lavora in un call-center.

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RAGAZZI GONNA CORTA ALLA ISCA ACADEMY CONTRO IL DIVIETO ANTI-SHORTS

Decine di ragazzini della Isca Academy si sono presentati davanti alla scuola in gonne corte, in seguito al divieto da parte dei docenti di indossare i pantaloni corti. La temperatura esterna di 30 °C e la determinazione di ragazzi che, come hanno detto i loro genitori, «non sopportano le ingiustizie», hanno portato intere classi a mettere in pratica questa clamorosa protesta. E così si sono fatti prestare gli indumenti da amiche e da sorelle e si sono fatti immortalare in foto trionfanti davanti ai cancelli dell’istituto.

L’effetto, del resto, è stato sorprendente anche per gli stessi ragazzini, che hanno descritto l’esperienza come «molto rinfrescante», caratterizzata da una «brezza molto piacevole». E pensare che, a dare l’idea, ci ha pensato proprio una professoressa. In seguito alle proteste di un ragazzo che rivendicava il suo diritto a indossare gli shorts, avrebbe detto: «Se hai caldo, puoi sempre indossare una donna». Mai consiglio del docente è stato preso così rapidamente alla lettera.

RAGAZZI GONNA CORTA, L’ESPERIENZA DI JOEY BARGE

Joey Barge, invece, ha sfidato la politica dell’azienda di call-center per la quale lavora, presentandosi in ufficio in pantaloncini corti. Il ragazzo è stato subito rimandato a casa dai capi, ma questo non gli ha impedito di escogitare una trovata geniale per il giorno dopo. Joey ha recuperato un vestitino da donna nero e viola e lo ha indossato, presentandosi così in ufficio: «Perché le mie colleghe possono vestirsi così e io no?».

Il ragionamento non fa una grinza e l’azienda è costretta a rivedere il suo regolamento interno. Ora, gli shorts sono tollerati, purché siano di coloro nero, blu o beige. Sempre meglio di niente, no?

(FOTO da account Twitter Richard Gooch)