Marco Prato
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Marco Prato, il testamento lasciato dal Pr accusato dell’omicidio di Luca Varani

Marco Prato ha lasciato un testamento scritto tempo prima di suicidarsi. Nel biglietto lasciato sul suo letto prima di soffocarsi con la bombola del gas data a ogni carcerato per cucinare ha scritto alcune parole dedicate agli affetti più care, spiegando il suo gesto con la pressione mediatica e le cattiverie e falsità scritte su di lui dopo l’omicidio di Luca Varani. Il suo testamento è stato invece scarabocchiato in dieci punti in una serie di bigliettini che i carabinieri avevano trovato nell’hotel vicino a piazza Bologna a Roma dove aveva tentato di togliersi la vita subito dopo aver partecipato all’omicidio di Luca Varani. Il quotidiano Il Tempo pubblica le ultime volontà articolate in dieci punti del Pr romano. Al primo posto,dopo aver chiesto scusa a familiari, soci e amici, definendosi una persona orribile di cui va ricordata solo il bello che ha fatto, c’è la richiesta di far festa al suo funerale. «Fate festa per il mio funerale, anche se vorrei una cerimonia laica,fiori, canzoni di Dalida,bei ricordi: una festa!Dovete divertirvi!».

MARCO PRATO, LE ULTIME PAROLE DEL PR ACCUSATO DELL’OMICIDIO DI LUCA VARANI

Al secondo posto nel suo testamento Marco Prato chiede di contattare una parrucchiera romana, Private &Friends, perchè gli rigeneri la chioma prima della cremazione, e di lasciare lo smalto rosso sulle sue unghie. Il pr romano rimarca di esser sempre divertito di più a essere una donna. Al terzo punto Marco Prato invita a svolgere almeno una volta al mese un aperitivo o una festa in suo ricordo. Al quarto punto auspica ancora che si faccia sempre festa quando si pensa a lui, e di suonare Ciao amore ciao al termine dell’evento in suo ricordo. Il sesto punto appare un ritorno di lucidità, come rimarca il Tempo, visto che Marco Prato invita a distruggere i suoi dispositivi elettronici. Il pr romano chiede che non si indaghi sui suoi lati oscuri, che sono brutti. Le ultime parole del testamento sono dedicate ai genitori, che ringrazia per l’amore ricevuto. Marco Prato invita suo padre e sua madre a continuare ad amarsi, e di non ritenersi per nessun motivo responsabili per l’autolesionismo e le sofferenze che ha provato nella sua esistenza, che l’hanno portato all’autodistruzione.