Il Pd non vuole eliminare gli animali dal circo

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Un emendamento al Senato trasforma la «graduale eliminazione» in «graduale riduzione»

A volte basta un gioco di parole per cambiare le sorti di una legge. E in questo caso degli animali che vivono nei circhi italiani. È quello che sta succedendo con il disegno di legge 2287-bis ora in Senato, presentato dal ministro Franceschini per la ‘Delega al governo per il codice dello spettacolo’, un testo che prevede (o meglio, dovrebbe prevedere) la «graduale eliminazione degli animali dai circhi». Il condizionale è d’obbligo, perché un colpo di coda delle ultime ore da parte del Partito democratico potrebbe indebolire fortemente la portata della legge, e lasciare i circhi che utilizzano gli animali praticamente indisturbati. La relatrice del Pd Rosa Maria Di Giorgi e il sottosegretario di Ap Cesaro hanno dato parere favorevole ad un emendamento, il ‘Ranucci-Fasiolo’ di matrice Pd,  che cancella di fatto con il termine «graduale riduzione» la graduale eliminazione prevista dal disegno di legge del governo.

ELIMINAZIONE ANIMALI DAL CIRCO, EMENDAMENTO IN COMMISSIONE

Il destino degli animati nei circhi si deciderà domani, martedì 20 giugno, con il voto della Commissione all’emendamento e nove senatori, iscritti ai gruppi M5S, Pd, Mdp e FI, hanno già annunciato il loro voto contrario. Ma per poterlo bocciare servono almento 12 voti sui complessivi 24 componenti della Commissione. La Lav, Lega Anti Vivisezione, ha lanciato un appello a nove senatori (Marcucci, Pd, Conte, Ncd, Marin, FI, Davico, ex Lega Nord, Barani, ex FI, Esposito, ex FI, Ferrara, Pd, Idem, Pd, Liuzzi, ex FI, Marini, Pd, Puglisi, Pd, Sibilia, FI, e Viceconte, Ncd) che non hanno ancora indicato la loro intenzione di voto, per chiedergli di respingere l’emendamento. La «graduale riduzione» contenuta nel testo dell’emendamento ‘Ranucci-Fasiolo’, spiegano gli animalisti, è altra cosa rispetto alla «eliminazione» degli animali dai circhi. Il ddl, prevedendo una graduale eliminazione degli animali dagli spettacoli circensi, porterebbe nel tempo alla fine dello sfruttamento degli animali nei circhi. Invece la «riduzione» non avrebbe lo stesso risultato, con il rischio che gli animali continuerebbero a essere usati nelle esibizioni e, in assenza di indicazioni sulle modalità di tali riduzioni e sui tempi entro i quali renderle operative, anche senza sostanziali modifiche nel numero degli animali. La proposta di eliminazione viene sostenuta anche dalla Federazione Nazionale Ordine dei Veterinari Medici, che a maggio ha inviato una nota proprio al ministro Franceschini e ai senatori della Commissione, ma anche dalla Federazione dei Veterinari Europei nel Mondo. La Lav ha precisato inoltre che sono più di 50 i Paesi che hanno vietato in vario modo l’uso degli animali nei circhi e tra questi più della metà dei paesi dell’Ue. Viene rilevato, inoltre, che ci sono state nel 2016 6 condanne a carico di circhi per reati in danno di animali nelle quali la Lav si è costituita parte civile. Un numero alto di procedimenti che causa un impegno rilevante di risorse umane e finanziarie. (Foto da archivio Ansa. Credit: Jens Büttner / dpa-Zentralbild / dpa)

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