bambini ius soli
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L’incredibile attacco de Il Giornale a Repubblica: «Usa i bambini per sponsorizzare lo Ius Soli»

Oggi Il Giornale ha una prima pagina sobrissima:

bambini ius soli

Già arruolati i testimonial dello ius soli come legge umanitaria, e chi non la vuole è un razzista senza cuore. Con un video sentimentale, vagamente in stile Veltroni, Repubblica – quotidiano in prima linea per fare passare la cittadinanza facile – mette in campo i bambini, dai sei anni in su ma non troppo, il più grande ne ha dodici. Serve a convincere più facilmente il lettore, facendo leva sull’istinto di protezione verso i piccoli, che «dietro l’idea dello ius soli c’è una ragione umana e fondamentale», come spiega la politologa di sinistra Nadia Urbinati. E di conseguenza in chi si oppone allo ius soli un bel po’ di disumanità (la solita destra xenofoba che per giunta concede il voto agli italiani all’estero grazie alla legge «che porta il nome di un ex fascista, Mirko Tremaglia»).

(…) Quando l’intervistatrice di Repubblica Tv li sobilla («Ma lo sapete che lo Stato italiano non vi riconosce ancora come italiani, fino a 18 anni?»), i piccoli la guardano abbastanza perplessi. E la domanda che si legge loro in volto più che altro è: ma cosa vorrà questa? Arriva subito l’autino per innescare la reazione desiderata, che poi sarebbe un bel pianto, anche se purtroppo non arriva: «Ti sentiresti più uguale agli altri?», se il Parlamento italiano modificasse la legge 91 del 1992, una questione che attanaglia i seienni intervistati. E loro, intuendo al volo che è quella la risposta esatta, confermano tutto. Il più lucido alla fine è il bambino del Bangladesh che dice «a me non importa come mi giudica lo Stato», un piccolo liberista.

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L’articolo in questione attacca il video di Repubblica che noi riportiamo, qui sotto: