Quanto costano cortei e manifestazioni a Roma

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Il conto lo fa Il Messaggero ed è molto salato: 50 milioni di euro l'anno, a carico dei cittadini

Uno sciopero, un corteo, un sit-in. Roma è in ginocchio ogni fine settimana a causa di due e più manifestazioni in contemporanea. Oggi Il Messaggero fa un conto dei costi: tra cortei e proteste la Capitale spende 50 milioni l’anno.

Il film è sempre lo stesso. Il biglietto – caro, carissimo – lo pagano sempre i romani: oltre 50 milioni di euro l’anno si spese per il Campidoglio, più il piacere, si fa per dire, di destreggiarsi tra deviazioni e incolonnamenti vari. Nella città dove c’è uno sciopero dei trasporti al mese e per bloccare la metro bastano un pugno di dipendenti mossi dai mini-sindacati (vedi la serrata di venerdì), ogni giorno si contano più di 5 manifestazioni. Un cocktail di disagi e disservizi, con gli ingredienti di sempre.

L’Ama fattura 1 milione e 400 mila euro l’anno per le pulizie straordinarie dopo eventi e cortei. A questa cifra – spiega il quotidiano – si aggiunge un altro milione di euro per la raccolta e lo smaltimento dell’immondizia per tutte quelle manifestazioni che si svolgono senza un contratto di servizio tra gli organizzatori e la partecipata.
Senza contare i disagi o le chiusure, spesso per sicurezza, agli oltre 17 mila esercenti del centro storico i conti lievitano per il Campidoglio.

Il gabinetto del sindaco autorizza 2 manifestazioni al giorno, 600 all’anno. Più altre 1.500 che ottengono il via libera dalla Questura. Ecco perché cortei e sit-in pesano sulle casse dell’amministrazione per oltre 50 milioni di euro l’anno, tra pulizia delle strade, straordinari dei vigili, danni all’arredo urbano. Solo per pagare i turni extra della Municipale
il Comune sborsa oltre 15 milioni l’anno, come calcolò nel 2014 l’ex assessore al Bilancio Daniela Morgante (giunta
Marino), mettendo i numeri nero su bianco in un dossier spedito al ministero dell’Economia.

(in copertina foto GIORNALETTISMO)

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