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Dalla bufera alla promozione, Paola Perego avrà un programma in prima serata su Rai 1

Dalla bufera alla promozione. Dopo la chisura a marzo scorso del suo programma Parliamone… Sabato per frasi sessiste pronunciate in studio, Paola Perego tornerà su Raiuno nella prossima stagione con uno o due programmi in prima serata su Raiuno. Ne parla Renato Franco sul Corriere della Sera. A dare notizia della fine degli screzi tra la conduttrice e tv di Stato è stato un tweet di Arcobaleno Tre, società di produzione di Lucio Presta, manager e marito della Perego. «Felici perché Rai 1 ha scelto di riprendere il rapporto professionale con Paola Perego dopo un momento di ‘straordinaria follia’», è il messaggio postato sul social network.

PAOLA PEREGO, A MARZO LA CHIUSURA DI PARLIAMONE… SABATO

La trasmissione Parliamone… Sabato, in onda su Rai 1, è stata chiusa dopo le polemiche per la pubblicazione nela corso della puntata del 18 marzo di una lista dell’Est, un cartello con l’elenco dei motivi per i quali gli uomini potrebbero preferire una donna proveniente dai Paesi ex sovietici ad un’italiana. Nella lista venivano messi in fila, in realtà, una serie di stereotipi: «sono sempre sexy, niente tute né pigiamoni» «sono disposte a far comandare il loro uomo», «sono casalinghe perfette», «non frignano e non mettono il broncio», «perdonano il tradimento», «sono tutte mamme, ma dopo aver partorito recuperano un fisico marmoreo».

Le critiche a Paola Perego sono rapidamente esplose sui social network generando un’eco giunta fino ai vertici Rai. L’allora dg Antonio Campo Dall’Orto era intervenuto condannandoo i «contenuti che che contraddicono in maniera indiscutibile sia la missione del Servizio Pubblico sia la linea editoriale che abbiamo indicato sin dall’inizio del mandato». Ed anche presidente della Rai Monica Maggioni si era detta basita dell’accaduto. Paola Perego dopo la chiusura del programma si è invece difesa in un’intervista alle Iene sostenendo che il tema del programma era già stato approvato in Rai.

(Foto da archivio Ansa. Credit: ANSA / MOURAD BALTI TOUATI)