Il piano casa di Silvio, tra incostituzionalità e rischi sistemici

24/03/2009 - GLI EFFETTI  SU AMBIENTE E TERRITORIO – I costi ambientali del provvedimento diventerebbero anche  economici. Ma di questi nelle stime non c’è traccia. Potremmo sperticarci anche noi, ad esempio in calcoli sull’effetto in termini di aumento delle malattie respiratorie, e

     
 

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GLI EFFETTI  SU AMBIENTE E TERRITORIO – I costi ambientali del provvedimento diventerebbero anche  economici. Ma di questi nelle stime non c’è traccia. Potremmo sperticarci anche noi, ad esempio in calcoli sull’effetto in termini di aumento delle malattie respiratorie, e dei relativi costi sul Sistema Sanitario Nazionale. Ma sarebbero “astrologie” come le chiama Tremonti. Limitiamoci allora a segnalare le quantità, lasciando la valutazione al lettore. Gli effetti sul territorio non sarebbero meno gravi. L’aumento della produzione di ghiaia e sabbia per il calcestruzzo porterebbe ad un consistente aumento delle cave dalle 5.725 attuali, con prevedibili effetti sulla riduzione dei boschi, e con i relativi danni (economici e permanenti) al settore del legno e del mobili, alla silvicoltura. E tra qualche anno anche i costi di riforestazione che dovrebbero sopportare i nostri conti pubblici.

IL “SACCO” DELL’ITALIA – E’ stato sottolineato che il principio del silenzio-assenso previsto per gli edifici storici sottoposti a tutela farebbe saltare per aria il lavoro dei poco più di 5 mila ispettori delle Sovrintendenze, rendendo difficile un effettivo controllo di speculazioni. Ma non va dimenticato anche che esiste una “memoria storica” delle nostre città e dei nostri borghi, fatta di edifici non sempre sottoposti a tutela ma comunque integrati nell’ambiente antropizzato, nel “paesaggio”. Edifici costruiti prima del 1989, che avrebbero forse bisogno di una risistemata, di una messa a norma, ma non di essere abbattuti. Perché c’è il fondato rischio di assistere ad una replica su vasta scala della famosa frase “Palermo è bella, facciamola più bella” che anticipò il sacco di Palermo degli anni ’60, con la trasformazione di interi quartieri in stile liberty in distese di cemento armato. Se le stime fossero confermate, il rischio c’è. Se fossero “caute” e gli effetti fossero addirittura più grandi del previsto, più che il rischio ci sarebbe la certezza.

MA QUESTE CASE SERVONO? – Per valutare seriamente l’efficacia e gli effetti del provvedimento  andrebbero quindi analizzate la situazione dell’economia, del mercato immobiliare e dell’attività edilizia nel recente passato. Sull’economia, il quadro è sotto gli occhi di tutti. Sul mercato immobiliare, dato che le case servono per essere abitate, va detto che in Italia abbiamo un tasso di natalità bassissimo e – se non fosse per la componente dell’immigrazione  – il nostro sarebbe un paese a crescita demografica negativa. In compenso, sempre secondo il Cresme, tra il 2000 e il 2008 i volumi residenziali sarebbero cresciuti, tra nuove abitazioni ed ampliamenti esistenti, dell’80%. Solo nell’ultimo anno, quasi 300 mila nuovi edifici. L’Agenzia del territorio conferma che tra 2003 e 2007 il patrimonio residenziale è cresciuto da 28,8 a 31,4 milioni di edifici: 2,6 milioni in più. Il fatto è che si è costruito moltissimo, ma non sempre per chi ne aveva davvero bisogno. E un provvedimento che anziché varare un robusto piano di edilizia residenziale pubblica per chi ne ha bisogno prevede soprattutto di ampliare superfici con la spesa dei privati, non va nella giusta direzione.

VANTAGGI NETTI  DA VERIFICARE - E’ paradossale che, in un paese che ha una superficie abitativa disponibile per abitante analoga a quella di paesi con identico o superiore “tenore di vita”, ma che ha anche molto più territorio montuoso e quindi  meno “spazio edificabile”,  si pensi a “produrre PIL” in cambio di consumo di territorio. Secondo un’analisi del prof. Tiziano Tempesta dell’Università di Padova, che valutava gli effetti del provvedimento della Giunta regionale del Veneto “copiato” dal Governo, ogni miliardo di Pil corrisponde a un consumo di migliaia di ettari di campagna. E’ singolare anche che proprio mentre in tutti i settori economici vi è una stagnazione della domanda, il governo pensi di rilanciare l’economia stimolando solo la costruzione di case e capannoni. E’ buffa la confusione tra sostegno ad un settore economico in crisi (l’edilizia) e il problema della casa, con analisi grossolane e stime “a senso unico“: per l’edilizia c’è stato in questi anni un eccesso di produzione e quindi si dovrebbe puntare sulla “qualità” o sulla messa a norma, più che sull’aumento dei volumi, mentre il problema della casa va affrontato con altri strumenti, non con l’ampliamento dei fabbricati esistenti. Ma come al solito, la demagogia impazza. Passerà, speriamo.

     
 

10 Commenti

  1. EssEmme scrive:

    Già, bisogna sperare sia solo una panzana delle tante sparate da questo governo per far rumore.
    Quantomai deprimente la cosa.

  2. loska scrive:

    Ha appena dichiarato “Gli italiani lavorino di più!”. Facessero tutti i muratori! ._.

  3. mariano scrive:

    Scandaloso! Tutto può essere in italia tranne che occorra incoraggiare a costruire col “fai da te”! Se già si è deturpato troppo con le regole in vigore, figuriamoci rimuovendole..e poi non si andrà incontro a chi non può comprare casa, ma a chi ha già casa e soldi, e può permettersi di ampliare ed estendere quel che ha già, in altre parole agli speculatori dell’edilizia..e poi scusate, ma in italia vi sembra che ci sia penuria di costruzioni abitative?

  4. Comicomix scrive:

    @EsseEmme:
    Stavolta non è solo una panzana, temo.

    @Loska:
    Lui è ancora un’apprendista muratore, o è già carpentiere capo?

    @mariano:
    In effetti, anche le regole in vigore non hanno evitato lo scempio del belpaese. ora siamo all’abolizione delle regole. Se non altro, eviteremo i condoni ex post.

    @tutti:
    :-)

  5. cordapazza scrive:

    E, soprattutto, manco a parlarne di un piano serio che affronti il problema, ben più decisivo, degli affitti. Mi vengono i brividi a pensare che Paese, che paesaggio ne risulterebbero se il piano fosse approvato (cosa che, sono sicura, non avverrà): una specie di degno contraltare “estetico”, visivo e ambientale di tante altre omologhe derive di questo Paese.
    Complimenti, miei consueti, alla chiarezza di Carlo per l’analisi congrua di tutti gli addentellati della questione!

  6. Lucia scrive:

    Un piano-casa “fai da te”…suona bene, però!

    Peccato che una legge del genere non potrà mai essere applicata dalle mie parti, in quanto la costiera amalfitana fa parte del patrimonio dell’UNESCO!

    E c’è tantissimo abusivismo qui!…quindi, il “fai da te” da queste parti è cosa vecchia!(purtroppo) :)

  7. Penelope scrive:

    bel casino. Cappellacci qua s’è quasi inchinato (chiaramente a 90). Mi esprimerò più tardi dopo aver letto bene bene l’articolo. Per adesso rimango col “cui prodest?” in testa.
    Mo si esce, a poi. Se non mi cade una tegola in testa mentre mi reco in macchina.
    Giornata iper-ventosa. E qua non è che sia un fenomeno eccezionale.

  8. Comicomix scrive:

    @cordapazza:
    Grazie. Un piano serio che affronti il problema c’era. E’ stato fatto fuori con la famosa manovra dei 9 minuti e mezzo.

    @Lucia:
    Sul fatto di non essere applicata dalle tue parti (bellissime, tra l’altro) non ci giurerei troppo…Tempo al tempo!

    @Penelope:
    Cui prodest?
    Ai progettisti, ai palazzinari, a chi vuole fare speculazioni edilizie. E anche a un po’ di gente che s’era stufata di vincoli e vincoletti. Che questo sia un buon modo per far ripartire l’Italia, ho molti dubbi.

    @tutti:
    :-)

  9. Silvio driver! scrive:

    Ripartire sì ma per un profondo burrone! A parte che edilizia-condoni non si sono mai fermati in Italia..il calo delle presenze turistiche, o gli ingorghi permanenti per le strade non sono forse legati a questa frenesia mattonara tipicamente italica ? Il cavaliere é proprio “andato”, dopo l’alitalia doveva inventarsi anche la “deregulation” o “decondonation” nell’edilizia! Mah!

  10. Penelope scrive:

    comicomics, beh sì fin lì ci arrivavo da sola hahahahahah io pensavo piuttosto ai *nomi* (soprattutto in casa mia.. ahh ora capisco perchè nizzi vuole gli assessorati del cemento.. hahahahha no scusate, *beghe di quartiere azzurro* diciamo così)

    No ma ieri fatto il classico dietrofronto: “solo ville e villette”.. ahh il bene comune, questo sconosciuto!

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