E Tiziano Renzi disse: «Matteo non è come Andreotti, non ha la sua caratura»

tiziano renzi

Un estratto dal libro di Marco Lillo

«Non è come Andreotti, non ha la sua caratura». È uno dei giudizi su suo figlio Matteo espressi da Tiziano Renzi che emerge dal libro di Marco Lillo ‘Di padre in figlio’ (edito da Paper First) in edicola e in libreria da oggi.

 

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TIZIANO RENZI: «MATTEO NON È COME ANDREOTTI»

In un estratto pubblicato oggi dal Fatto Quotidiano spunta un particolare ritratto dell’ex premier e segretario Pd. Secondo il padre «non è detto che duri molto a far politica»:

Tiziano Renzi è il segretario autosospeso del Pd di Rignano che nella sua sede conservava la foto con Berlinguer ma la sua idea sul vecchio e il nuovo, detta fuori dai denti è questa: “Mio figlio Matteo non è detto che duri molto a far politica. Lui fa di tutto per arrivare ma niente per restare. Non è Giulio Andreotti, non ha la sua caratura. Io Andreotti non l’ho mai votato ma di fronte alla sua politica estera bisogna levarsi il cappello”. (…) Tiziano Renzi era uno che comprava un forno per Matteo sperando che trovasse la sua strada nel commercio, se la Chil fosse andata male. “Avevo preso il miglior fornaio. Poi ho fatto un buco di 400 mila euro e ho chiuso. Avevo due dipendenti a cui ho dato lo stipendio per oltre un anno dopo la chiusura. Lei lo deve scrivere: Tiziano Renzi è un coglione!”, si sfoga alla faccia di chi lo aveva descritto come un aguzzino di strilloni neri. Tiziano e Matteo sono simili. Ingombranti e totalizzanti. L’altro figlio, Samuele, ha lasciato presto loro il campo. Ha fatto il medico prima a Ginevra e ora in Canada. “Per non fare il fratello di Renzi, lui ha preso e si è levato di torno. Samuele è il migliore di tutti”.

(Foto: ANSA / MAURIZIO DEGL INNOCENTI)

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