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La Regione Lombardia nega il patrocinio al gay pride di Milano (ma sostiene il Family Day)

Niente da fare. La Regione Lombardia non concede il suo patrocinio al Pride del 2017 di Milano. Una iniziativa che l’ente pubblico ha sempre patrocinato, fino a oggi.

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GAY PRIDE MILANO: CHI HA VOTATO PER IL NO AL PATROCINIO

Il Consiglio regionale ha bocciato l’iniziativa. Al Pirellone non è stata raggiunta la maggioranza. A favore del patrocinio hanno votato i rappresentanti Pd, Sara Valmaggi e M5S, Eugenio Casalino, mentre voto contrario è arrivato dal presidente dell’Aula Raffaele Cattaneo (Lp) e Daniela Maroni (Lista Maroni). Non ha invece partecipato al voto il leghista Fabrizio Cecchetti che gli scorsi anni si era schierato a favore, risultando decisivo.

RADICALI MILANO: «UNA PRECISA DICHIARAZIONE POLITICA»

«Ricordiamo comunque che la Regione già lo scorso anno aveva negato il patrocinio al Pavia Pride mentre lo aveva concesso a convegni dal chiaro stampo omofobo e inneggianti alle terapie riparative per gli omosessuali», spiegano Dario Belmonte, tesoriere dell’Associazione Radicale Certi Diritti, e Barbara Bonvicini, segretario dell’Associazione Enzo Tortora Radicali Milano. «Allo stesso modo la Regione Lombardia è nota per aver inviato al Family Day il proprio gonfalone insieme a Liguria e Veneto». Quest’anno il Pride ha come motto “Diritti senza Confine” e prova a far luce sulle violazioni LGBT non solo in Italia ma nel mondo. «Indubbiamente evidente la volontà della Regione – aggiungono  – di schierarsi con chi vuole ridurre o addirittura togliere i diritti. Da parte nostra noi ci schiereremo con chi invece ritiene che i diritti vadano allargati in modo da poter far sì che il maggior numero di persone, e anche di cittadini lombardi, ne possa godere pienamente».

(in copertina foto ANSA/MOURAD BALTI TOUATI)