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Oggi al Quirinale parte la lotta per chiedere un referendum più democratico

I Radicali chiedono al presidente della Repubblica Sergio Mattarella un referendum più democratico. Mario Staderini, ex segretario del partito e protagonista di tante iniziative referendarie, si è recato questa mattina al Quirinale per presentare le sue proposte al capo dello Stato.

 

La protesta di Staderini davanti al Quirinale dalla nostra pagina Facebook:

 

L’INIZIATIVA RADICALI REFERENDUM PIÙ DEMOCRATICO

Il referendum ha subito mille sabotaggi in questi anni, tanto che, su 200 iniziative proposte,  il 66% non è mai arrivato al voto degli italiani. Oggi, tra l’altro, diventa sempre più difficile anche raccogliere le 500mila firme necessarie per avviare l’iter referendario. Che è disciplinato dalla legge 352 del 1970, un provvedimento di 47 anni fa che non rispecchia più l’attuale stato della società italiana.

Raccogliere le firme – secondo i Radicali – è praticamente impossibile perché la legge pone in capo ai promotori l’onere di raccogliere le sottoscrizioni in presenza di un pubblico ufficiale autorizzato ad autenticarle (ovvero amministratori locali, notai, cancellieri dei tribunali, segretari comunali), senza però porre alcun obbligo per questi pubblici ufficiali di mettersi a disposizione per la raccolta.

IL PROBLEMA DEL REFERENDUM ALLO STATO ATTUALE

La storia degli ultimi anni lo conferma: anche solo a guardare il 2016, tra tante iniziative referendarie avviate da diversi Comitati promotori, le uniche che hanno superato le 500 mila firme sono quelle portate avanti dal Partito Democratico (al Governo) e dalla CGIL, gli unici ad avere a disposizione in tutta Italia un esercito tra consiglieri comunali e funzionari.

La soluzione proposta da Staderini sarebbe piuttosto semplice: basterebbe emendare la legge 352 del 1970, prevedendo che il Comitato promotore possa indicare i cittadini cui verrà affidato l’onere di attestare la veridicità della raccolta firme. E per questo motivo, Staderini si è recato al Quirinale: «Mi presenterò al Quirinale – ha detto nei giorni scorsi in un intervento a Radio Radicale – per consegnare un dossier recante le prove di quello che ho detto, per informare il presidente di quanto le istituzioni italiane stanno facendo al Comitato diritti umani dell’ONU a detrimento dell’immagine dell’Italia, per consegnare anche i testi delle modifiche normative urgenti che rimuoverebbero i principali ostacoli all’esercizio di un diritto costituzionale. Confido che saprà fornire una risposta non solo a me ma tutti gli italiani che l’aspettano».

(FOTO: ANSA/GIUSEPPE LAMI)