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Come Tiziana Cantone: spunta un nuovo video hot che viene dato in pasto ai social

La morte di Tiziana Cantone non è servita. No, non è servita ancora. A parlare dell’ennesimo caso di violenza on line è oggi Selvaggia Lucarelli che, sul Fatto Quotidiano, parla di una situazione simile, nata in uno dei tanti gruppi su Facebook.

DA QUALCHE GIORNO, su uno dei soliti gruppi Facebook aggregatori del peggio, è stato diffuso un nuovo video su cui minorenni, adulti, ragazzi, giovani universitarie e un branco di trogloditi infoiati, sghignazzano. Il video ha come protagonisti un ragazzo e una ragazza napoletani ripresi mentre fanno l’amore. Nella stanza c’è anche un amico di lui che incita il ragazzo: “Vai Francè!”(il vero nome è un altro, ma non voglio collaborare a diffondere il video). Il volto della ragazza si intravede, quello del ragazzo che ansima su di lei è chiarissimo. Era un gioco fra tre persone adulte che è finito sul web.

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Quel video, così come è successo per Tiziana, è diventato fonte di meme, battute, fotomontaggi. Selvaggia parla di un pubblico ampio: 270.000 utenti e anche di qualche amministratore che, anziché rimuovere «si è aggregato alla derisione».

L’hashtag #vaifrancè è il tormentone dei vari deficienti. Alcuni utenti diffondono il link per scaricarlo e scatta la caccia all’identità dei protagonisti. “Francè è stato individuato subito. È di un paese vicino Napoli e ha la bacheca che trasuda misoginia. Uno di quelli che “le donne sono tutte puttane”, per intenderci. Qualche appartenente a quel gruppo (una certa Lucia) gli scrive: “Hey Francè, sai che nel nostro gruppo sei diventato un mito ?”. Francè risponde: “Ahahha addirittura? Non lo sapevo. Sai, io non l’avrei messo quel video, ma mi rubarono il cellulare e l’hanno mandato in giro…”. La ragazza pubblica divertita la conversazione.

Il problema, ricorda Selvaggia, è grande: la ragazza del video non ha sembra certo aver dato il consenso alla pubblicazione. E sul gruppo individuano tutti. Perfino “il motivatore”.
Parte la caccia all’individuazione di lei. Chi pensa di averla individuata mette nome e cognome di una ragazza qualsiasi sulla bacheca del gruppo. Alla fine non è la protagonista del video.

Parte il toto nomi. È Valeria, no Francesca, no Ludovica, no Anna. Vengono pubblicate foto di ragazze estranee alla vicenda. Poi finalmente Roberto fa il nome giusto. Dice dove trovarla su Facebook. Gli squali si avventano. Daniel pubblica il messaggio che le ha inviato: “Ciao, saresti così gentile di inviarmi il video di Francè che ancora non ho avuto modo di vederlo? I miei ossequi”. Umiliazione, derisione.