Che Real Madrid è il Real Madrid che è in finale
|

Che Real Madrid è il Real Madrid che giocherà la finale di Champions

Dall’undici titolare, all’approccio alle partite , passando per la vecchia conoscenza che siede in panchina, per finire col percorso in Coppa. Juventibus, presenta il Real Madrid che affronterà la Juventus in finale di Champions League.

Chi è il Real Madrid oggi

zinedine zidane real

Basta urne, basta sorteggi, basta tappe intermedie: sarà il Real Madrid l’avversario della Juventus il 3 giugno al Millennium Stadium di Cardiff. Superata la fase a gironi, a sorpresa al secondo posto dietro al Borussia Dortmund, i madrileni guidani da Zidane hanno percorso un cammino decisamente simile a quello della Juve, affrontando illustri outsider (Napoli per il Real, Porto per la Juventus), squadre date per favorite a bocce ferme (Bayern e Barcellona) e compagini fastidiose bravissime a far piangere le grandi (l’Atletico ancora un po’ meglio del Monaco). Tutto il contrario rispetto allo scorso anno, quando i galacticos giunsero all’atto finale incontrando avversarie decisamente semplici e Zidane veniva definito un “fortunello” capitato sulla panchina più desiderata del mondo. Oggi il Real Madrid, come scritto più volte nelle varie analisi, è una squadra forte proprio perché è conscio delle sue possibilità e soprattutto dei suoi limiti, e Zinedine Zidane viene ormai considerato un allenatore “vero” anche dagli addetti ai lavori più scettici, soprattutto dopo l’impresa di Monaco.

Il modulo con cui l’ex numero 21 bianconero schiera la sua squadra è il 4-3-3, che può scivolare in un 4-3-1-2 se a fare l’ala destra del tridente è Isco, abituato a svariare dietro le punte Benzema e Ronaldo, il quale ormai da un po’ di tempo accetta ben volentieri di accentrarsi e avvicinarsi all’area di rigore. Le scelte di formazione di ZZ saranno inevitabilmente influenzate dagli infortuni di ben tre titolari: Pepe ha ricominciato ad allenarsi con il gruppo la scorsa settimana dopo la rottura di due costole, ma non è detto che arriverà alla finale in condizioni sufficienti, lo stesso discorso vale per Carvajal, infortunatosi all’andata contro l’Atletico, e per Bale, in ripresa da uno stiramento e più in generale reduce da una stagione passata tra infermeria e campo senza mai trovare la forma migliore.

L’approccio del Real Madrid di Zidane alle gare è diametralmente opposto a quello del Barcellona, com’è lecito aspettarsi, e decisamente diverso anche dai cugino dell’Atletico; le merengues sono una squadra attendista ma che sa tenere il pallone tra i piedi grazie alle straordinarie doti di palleggio dei suoi singoli, predilige attaccare dal centro più che dalle corsie laterali e con terzini e ali cerca sempre il taglio verso l’interno del campo per la conclusione o il cross basso piuttosto che il traversone alto. Un esempio lampante sono i gol di Ronaldo (il terzo) e Isco segnati contro l’Atletico: l’ala (o chi per lei) prende il fondo, punta il diretto avversario e mette al centro palloni invitanti per le punte a centro area. Le merengues sono inoltre decisamente pericolose sui calci da fermo, lo spauracchio Ramos su tutti, e discrete anche nel difendere sui piazzati, come però non hanno dimostrato in occasione del gol di Saul.

Il guardiano della porta del Madrid è il costaricano Keylor Navas, non sempre perfetto nello stile e nelle uscite ancorché efficacissimo tra i pali, e i quali riflessi sono indiscuitibilmente da assoluto top europeo del ruolo. Davanti a lui stazionano solitamente Sergio Ramos, la cui aura di invulnerabilità e pericolosità supera ormai il reale valore, e il portoghese Pepe, nettamente il miglior marcatore della squadra, che però al momento è ancora considerato in dubbio per Cardiff. In alternativa spazio a Varane, non ancora il difensore imperforabile che prometteva di diventare ma sicuramente un centrale di assoluto valore. Sulle fasce troviamo Carvajal, che in caso di forfait dovrebbe esser sostituito più dall’adattato e difensivo Nacho che da un mai convincente Danilo, e Marcelo, che in questo stato di forma è indiscutibilmente da considerare il terzino più decisivo di Europa assieme al nostro Alves.

In mezzo al campo Zidane ha ritrovato ormai da qualche mese il suo talismano Casemiro, un Busquets in salsa verdeoro che Zizou si è trovato in casa e ha trasformato in diga invalicabile davanti alla difesa. Ai suoi lati stazionano mezzali più di ricamo e conclusione da fuori che d’inserimento, ovvero Toni Kroos, ormai da tempo il miglior giocatore d’Europa per palloni distribuiti a partita e precisione negli appoggi, e Luka Modric, anche lui qualitativamente sopraffino, che col passare degli anni ha ridotto le firme sul tabellino ma è decisamente migliorato nelle letture e nel dribbling nello stretto, mai fine a se stesso. Il segreto di pulcinella della fase difensiva del Real sta proprio a centrocampo: con due così a smistare la sfera e un puntello inamovibile tra mediana e difesa, è davvero difficile portare molti attacchi alla porta madrilena.

In avanti, l’uomo più temuto è ovviamente Cristiano Ronaldo, che dopo l’anno più vincente e nello stesso tempo tribolato della sua carriera ha modificato pian piano il suo modo di giocare: meno dribbling, meno azioni sulla fascia e meno contributo in fase di non possesso fanno da contraltare a un killer instinct arrivato ai massimi livelli e all’abilità di incidere pur toccando meno palloni rispetto al passato. Il miglior cannoniere della storia della Champions League ha saputo reinventarsi restando il più grande, cosa che riesce solo ai veri campioni.

Accanto a CR7 il titolare è Karim Benzema, per la verità importante più per le giocate decisive e gli assist che per i gol in questa stagione, ma il francese è fortemente insidiato dal grande ex Alvaro Morata, che viaggia a medie gol spaventose e ha già superato il suo record stagionale di reti, ma che Zidane spesso preferisce utilizzare come arma a partita in corso. Sulla destra il titolare dovrebbe essere Gareth Bale, ma la pessima condizione fisica del gallese fa il paio con il grande momento attraversato da Isco, che nel suo ruolo ibrido di trequartista/ala si è rivelato l’ago della bilancia capace di scardinare molte difese, ultima quella dei cugini colchoneros. Alternative di valore, utilizzate quasi sempre a partita in corso, sono Marco Asensio e Lucas Vasquez, canterani abili in entrambe le fasi..

Arrivati a questo punto le tattiche, le strategie e i consigli servono davvero a poco: la Juventus dovrà vedersela con l’avversaria più difficile d’Europa, anche se forse non la più forte, quella più abituata a giocare e vincere partite del genere, quella più cinica, spietata e allo stesso tempo accorta. 90 minuti da Juventus, poi tireremo le somme. #ItsTime.

Formazione tipo (4-3-3): Navas; Carvajal (Nacho), Pepe (Varane), Ramos, Marcelo; Modric, Casemiro, Kroos; Bale (Isco), Benzema, Ronaldo.

Il cammino fin qui:

Real – Sporting 2-1 (Ronaldo, Morata)
BVB – Real 2-2 (Ronaldo, Varane)
Real – Legia 5-1 (Bale, autorete, Asensio, Vazquez, Morata)
Legia – Real 3-3 (Bale, Benzema, Kovacic)
Sporting – Real 1-2 (Varane, Benzema)
Real – BVB 2-2 (Benzema x2)
Real – Napoli 3-1 (Benzema, Kroos, Casemiro)
Napoli – Real 1-3 (Ramos, autorete, Morata)
Bayern – Real 1-2 (Ronaldo x2)
Real – Bayern 4-2 d.t.s. (Ronaldo x3, Asensio)
Real – Atletico 3-0 (Ronaldo x3)
Atletico – Real 2-1 (Isco)

Gol fatti: 32
Gol subiti: 16
Capocannoniere: Ronaldo (10)

Articolo Sponsorizzato

foto copertina Instagram