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Emilio Fede e i falsi fotomontaggi hot per ricattare i vertici Mediaset dopo il suo licenziamento

Aver ordinato falsi fotomontaggi hot per ricattare i vertici di Mediaset dopo il suo licenziamento da direttore del Tg4, avvenuto nel marzo 2012. È questa una delle accuse che i magistrati di Milano rivolgono ad Emilio Fede, giornalista di punta delle reti berlusconiane alla guida del telegiornale di Retequattro per quasi vent’anni a partire dal 1993. Il pm Silvia Perrucci ha chiesto per lui una condanna a 4 anni e 9 mesi di carcere per estorsione e tentata estorsione.

EMILIO FEDE ACCUSATO DI AVER COMMISSIONATO FALSI FOTOMONTAGGI HOT

Secondo l’accusa, Emilio Fede avrebbe dato mandato a Gaetano Ferri, il suo ex personal trainer, e ad altre due persone di assemblare fotomontaggi falsi e compromettenti che ritraevano il direttore dell’informazione di Mediaset Mauro Crippa, così come il presidente dell’azienda Fedele Confalonieri. Come sostenuto dal pm in requisitoria l’ex direttore del Tg4, attraverso una serie di «pressioni e minacce», avrebbe costretto «Crippa, Confalonieri ma anche lo stesso Silvio Berlusconi» a fargli avere «un accordo più vantaggioso con una buonuscita di 820mila euro e un contratto di collaborazione di 3 anni». Nel processo Emilio Fede è anche accusato di violenza privata per alcune minacce nei confronti di Ferri.

 

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Nel dettaglio, dopo il licenziamento, fino al mese di maggio, il giornalista avrebbe fatto confezionare le false foto «che potevano distruggere la carriera di Crippa». A quest’ultimo Fede avrebbe inviato «messaggi intimidatori» che facevano riferimento a quei fotomontaggi. Uno dei messaggi, come spiegato dal pm, recitava: «Quella foto era pronta per essere consegnata e quindi ricattarti». Il pm ha anche ricordato come l’ex personal trainer Ferri (che ha scelto il rito abbreviato) sia stato già condannato anche in appello per il concorso nel ricatto portato avanti dal giornalista con una motivazione che ha evidenziato il «perdurare di minacce e illecite pressioni sui vertici di Mediaset» per ottenere «l’accordo transattivo» più favorevole (firmato nel luglio del 2012).

Ma Emilio Fede, oltre a «millantare di avere del materiale anche su Confalonieri», avrebbe anche consegnato a Berlusconi una delle false foto che ritraevano Crippa. Tra marzo e luglio 2012 il giornalista sarebbe riuscito a «inquinare le trattative» con «pressioni anche su Berlusconi», testimoniate anche da alcune telefonate di Ferri all’avvocato Niccolò Ghedini. Il pm ha poi ricordato che lo stesso Fede con dichiarazioni alla stampa «ci ha detto di aver portato quelle foto a Berlusconi e poi ha collegato il contratto di consulenza ottenuto con l’intervento diretto» dell’ex presidente del Consiglio.

L’ex direttore del Tg4 è già a processo anche per un altra vicenda. È accusato di concorso in bancarotta per un prestito ricevuto da Lele Mora e per il caso Ruby bis.

(Foto: ANSA / MATTEO BAZZI)