Terremoto Aquila
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I risarcimenti chiesti dallo Stato ai familiari delle vittime del terremoto de L’Aquila

I familiari delle vittime del terremoto dell’Aquila del 2009 hanno ricevuto una richiesta di risarcimento da parte della presidenza del Consiglio. Lo Stato rivuole indietro i soldi versati a 55 familiari in seguito alla sentenza di primo grado che aveva condannato per omicidio colposo tutti i componenti della commissione Grandi rischi che avevano definito non pericoloso il rischio sismico del capoluogo abruzzese poco prima del devastante terremoto del 2009. Il tribunale civile aveva sanzionato la Stato imponendo risarcimenti, nell’ordine degli 8 milioni di euro, da dare a 93 parti civili. Si trattava di somme dagli 80 ai 200 mila euro a seconda del grado di parentela con le vittime. Nell’iter processuale la sentenza di primo grado è stata capovolta. I membri della commissione Grandi rischi che aveva dato informazioni non corrette sul pericolo sismico sono stati tutti assolti, con l’eccezione di Bernardo De Bernardinis, che però è stato ritenuto colpevole di omicidio colposo solo per un numero limitato di vittime, come spiega il Messaggero. La sentenza definitiva della Cassazione ha motivato la richiesta di risarcimento delle cifre erogate dallo Stato come provvisionali dopo la sentenza di primo grado, un’azione legale già avviata dopo il giudizio di secondo grado. Come racconta il quotidiano romano, il 24 luglio prossimo ci sarà il primo confronto tra la presidenza del Consiglio e le parti civili in merito alla richiesta di risarcimento. I familiari delle vittime hanno già fatto sapere di opporsi a questa azione legale, alla luce della conferma delle responsabilità, per quanto parziali, confermate anche dalla Cassazione. L’associazione delle vittime di Rigopiano ha espresso solidarietà ai familiari dell’Aquila, censurando la richiesta di risarcimento danni fatta a chi ha subito già il grave lutto di parenti persi nel terremoto.

Foto copertina: Eric Vandeville /ABACAPRESS.COM