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La pianta che può fermare la Xylella

C’è un modo per vincere la Xylella, il batterio che in Puglia in pochi anni ha infettato circa 2 milioni di ulivi, mentre altri 10 milioni sarebbero a rischio. A spiegarlo oggi è un’inchiesta del Corriere della Sera a firma di Michelangelo Borrillo: una nuova varietà di pianta, detta Favolosa, è in grado di resistere alla malattia. La scoperta è avvenuta grazie alla segnalazione di alcuni agricoltori, che hanno notato 400 ulivi nel Salento (precisamente a Sannicola, in provincia di Lecce) troppo verdi per trovarsi nella zona colpita Xylella Fastidiosa.

 

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COME SI BATTE LA XYLELLA

Scoperta nel 2013 nella zona di Gallipoli, la Xylella in 4 anni ha percorso circa 120 chilometri, alla velocità dunque di 30 chilometri l’anno. Di questo passo tra 7 anni il batterio potrebbe aver coperto tutta la regione Puglia, fino alla provincia più a Nord, quella di Foggia, passando per zone ad alta densità produttiva come quella di Andria. Si legge sul Corriere della Sera:

«La Xylella è destinata ad espandersi – spiega Giovanni Martelli, professore emerito di patologia vegetale della facoltà di Agraria di Bari, tra i massimi esperti in materia – ma non si può dire fin dove arriverà e in quanto tempo. Nell’area infetta c’è poco da fare, se non impiantare nuovi ulivi quando la Ue toglierà il divieto. E nel frattempo occorre contenere l’avanzata della malattia attraverso la lotta al vettore, eliminando le erbe spontanee con diserbo meccanico e successivo intervento insetticida sugli ulivi. In pratica il piano di emergenza dell’allora commissario Giuseppe Silletti che prevedeva l’abbattimento degli ulivi malati e che venne bloccato dall’intervento della magistratura».

Per quanto riguarda la Favolosa, quasi assente in Puglia, varietà tecnicamente nota come FS-17, fu scoperta una trentina di anni fa dal professor Giuseppe Fontanazza, allora direttore dell’Isafom (Istituto per i Sistemi Agricoli e Forestali del Mediterraneo) del Cnr di Perugia. Spiega Borrillo:

La selezione Favolosa venne brevettata dal Cnr, con licenza esclusiva ceduta a tre vivai in Umbria (Agricola Faena), Puglia (Oliveti d’Italia) e Sicilia (Vivaio Russo). La scoperta del 2017 – fatta dai ricercatori del Cnr con i colleghi dell’Università di Bari e del Centro ricerca Basile Caramia di Locorotondo – e presentata dal Cnr a Roma lo scorso 5 maggio, è che la Favolosa risulta la varietà più resistente alla Xylella. Una speranza per gli ulivi pugliesi, a patto che le varietà resistenti possano essere reimpiantate anche nelle zone infette. Allo stato attuale c’è il veto della Ue. Che si spera possa presto cadere: a fine marzo il governatore pugliese Michele Emiliano annunciò di avere avuto segnali positivi in tale direzione da Bruxelles. Il 15 maggio è prevista la riunione del comitato fitosanitario a Bruxelles che dovrà decidere sul reimpianto e sulla possibilità di preservare gli ulivi secolari sani (che andrebbero abbattuti) eventualmente presenti nel raggio di 100 metri dalle piante malate. Ma la Ue, per dare efficienza, chiede efficienza. Che per Bruxelles è l’eradicazione degli ulivi malati. Per questo i pochi abbattimenti effettuati fino ad ora potrebbero rappresentare un ostacolo. La Favolosa attende che le venga fatto spazio.

(Foto da archivio Ansa)

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