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Matteo Renzi e la citazione sbagliata su Gianroberto Casaleggio

Oggi, in Assemblea Nazionale del Pd, Matteo Renzi ha nuovamente citato Gianroberto Casaleggio sostenendo che il fondatore del Movimento 5 stelle riteneva che ciò che diventava virale era vero. Ci risiamo. Non è la prima volta che Renzi gli attribuisce questa citazione. Lo fece il 9 aprile 2016, nel luglio 2016 e oggi.

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Eppure, nonostante le polemiche che si sollevarono su quella attribuzione, il segretario del Pd insiste. E sbaglia. Perché in realtà Gianroberto Casaleggio disse qualcosa di differente nell’intervista pubblicata il 21 maggio 2014 su Il Fatto Quotidiano:

G.Casaleggio: Esistono gruppi pagati dai partiti per diffondere messaggi virali contro me e Grillo.

M.Travaglio: È la stessa accusa che molti rivolgono a voi.

G.Casaleggio: Ma noi non abbiamo bisogno di farlo, perché i nostri messaggi sono virali di per sé, dunque veri, e si diffondono da soli. Quelli degli altri, palesemente falsi, hanno bisogno di un supporto di truppe ascare, pagate magari 5 euro al giorno.

Al tempo il figlio Davide rispose a Renzi attraverso il blog di Beppe Grillo. E la questione fu debunkata anche su Debunking.it.

Tutto questo mentre nel video, presente nell’articolo del Fatto, Casaleggio riporta al minuto 26:05 questa riflessione poco prima della citazione riportata nell’articolo:

Un messaggio in Rete perde la sua viralità se è falso, nel tempo. Se tutto quello che hanno scritto su di me e su di Grillo fossero veri, noi non saremo qui a cercare di vincere le elezioni oggi dopo 4 anni, perché queste cose poi sarebbero emerse come vere… […]

Insomma è una cosa più ampia e diversa. Al tempo il guru si difese parlando del fatto che le falsità anche se virali perdono il loro contagio proprio perché non veritiere mentre quelle loro, del Movimento 5 stelle, sono virali perché ritenute vere.