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L’Austria ricava energia dai rifiuti di Roma

La BBC visita la Capitale per realizzare un breve documentario sul “problema rifiuti”. Servizio banale se si considera che in tutte le città con milioni di abitanti uccelli che zampettano in mezzo alle cartacce, alle scorze, alle bottiglie, al cibo gettato via dalla gente sono scene purtroppo risapute. L’emittente ha spiegato il meccanismo che vede la città di Roma inviare in Austria ogni anno numerosi convogli su rotaie colmi di centomila tonnellate di scarti. Il tutto converge in un impianto collocato poco lontano da Vienna, il quale è adibito alla funzione di convertire il materiale in energia elettrica. Così non solo la città italiana paga l’Austria, ma quest’ultima dovrebbe anche guadagnare un importo aggiuntivo pari pressoché al doppio.

ROMA PAGA L’AUSTRIA PER I RIFIUTI: COME FUNZIONA IL PROCESSO

Ogni settimana tre treni percorrono oltre mille chilometri per concludere la loro tratta a Zwentendorf sul Danubio, ognuno dei quali contiene un carico di settecento tonnellate di rifiuti. Nell’impianto di Zwentendorf questi ultimi vengono inceneriti e successivamente trasformati in “hot flue gas”, ovverosia gas di combustione caldo che genera vapore. La sua ultima alterazione avviene in un centro specializzato nelle vicinanze, dove è convertito per fornire energia elettrica a centosettantamila abitazioni della bassa Austria. Interessante profitto per un servizio che la Città eterna paga centotrentottomila euro a tonnellata, a cui si aggiungono i costi di viaggio: il totale raggiunge quasi quattordici milioni di euro l’anno.