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Il prete che ha fatto abortire l’amante

Un prete di Vallo della Lucania, in provincia di Salerno, è finito a processo al tribunale ecclesiastico campano per la sua relazione con una giovane parrocchiana. Secondo le carte all’esame dei giudici, la storia tra il sacerdote e la donna sarebbe durata alcuni mesi, fino a quando lei, poco più che 30enne, è rimasta incinta del parroco. A quel punto il prete avrebbe interrotto la relazione e costretto la donna ad abortire. Racconta oggi Maria Chiara Ausilia sul Mattino di Napoli:

La vicenda è sulla scrivania di padre Luigi Ortaglio, cancelliere arcivescovile, che con i giudici del tribunale regionale ecclesiastico campano si sta occupando dello svolgimento delle indagini. I fatti risalgono al 2012 quando – secondo quanto contenuto nel voluminoso fascicolo ancora al vaglio degli inquirenti – il parroco di una chiesa di Vallo della Lucania intreccia una relazione con una giovane parrocchiana: incontri rubati, messaggi appassionati e appuntamenti d’amore. La storia – si legge nelle carte – sarebbe andata avanti per diversi mesi fino a quando lei, Giovanna, poco più che trentenne, aspetta un bambino dal sacerdote. Nessun reato, sia chiaro. Ma a questo punto lo scenario cambia completamente: il parroco, preoccupato per le sue sorti, decide – secondo la denuncia – di interrompere la relazione.

 

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IL PRETE A PROCESSO PER AVER FATTO ABORTIRE L’AMANTE

È stato il marito della donna a raccontare la vicenda, prima al vescovo di Vallo della Lucania, poi in Vaticano e infine ai giudici del tribunale regionale ecclesiastico, che lavora al caso da ben cinque anni. I fatti risalgono al 2012. Al Mattino di Napoli il marito della giovane parrocchiana ha parlato anche di minacce del sacerdote nei suoi confronti e di sua moglie. Non ha negato le responsabilità della donna ma l’ha giustificata parlando di «fragilità, debolezza, e tanta insistenza da parte di quel prete». Il sacerdote, intanto, si dice tranquillo e parla di «vicenda infondata». «Aspetto che la giustizia divina faccia il suo corso», afferma. «Attendo il verdetto nelle mani di Dio».

(Foto: ANSA / MASSIMO PERCOSSI)

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