campane a morto
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Contro il biotestamento, in Molise le campane suonano a morto

Sei parroci molisani e le campane che suonano a morto. Come per un funerale. In sei paesi in provincia di Campobasso e di Isernia hanno accolto così l’approvazione del decreto legge sul biotestamento approvato ieri alla Camera e in attesa del passaggio al Senato. I sacerdoti di Carovilli (Isernia), Castropignano (Campobasso), Duronia (Campobasso), Pietrabbondante (Isernia), Salcito (Campobasso) hanno dato il via alla clamorosa protesta, per una legge che alla chiesa non piace. 

LA PROTESTA DELLE CAMPANE A MORTO IN MOLISE

A Pietrabbondante, addirittura, il parroco ha fatto circolare un necrologio, affisso ai muri del piccolo centro, in cui si legge: “La vita è vittima della morte: dall’aborto all’eutanasia, alle DAT (disposizioni anticipate di trattamento, ndr). Con queste l’Italia ha scelto di far morire e non di far vivere”.

Una posizione molto dura contro la decisione del Parlamento di far passare un provvedimento che garantisce, a ogni cittadino maggiorenne in previsione di una futura incapacità a svolgere le più elementari funzioni vitali, di prendere alcune decisioni anticipate sugli eventuali trattamenti sanitari a cui sottoporsi.

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I parroci, in una nota, invitano l’altro ramo del Parlamento a «emendare sostanzialmente la norma o, addirittura, a bocciarla perché inutile». Il suono lugubre tipico di qualsiasi funerale ha accompagnato la votazione della Camera che lo ha fatto passare con 313 voti favorevoli e 59 contrari.

BIOTESTAMENTO E CAMPANE A MORTO: LA POSIZIONE DELLA CEI

La posizione della CEI in merito alla nuova legislazione sul biotestamento è stata piuttosto dura. In un’intervista al quotidiano Repubblica, il cardinal Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana, aveva parlato di una legge che «non è semplicemente contro l’accanimento terapeutico, ma ne favorisce addirittura l’abbandono». Sempre secondo Bagnasco – che ha sottolineato come la legge non piaccia ai vescovi italiani -, si andrebbe verso «derive pericolose».

(FOTO: account Twitter @allnews24eu)