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Attentato Parigi, colpi di kalashnikov sugli Champs Elysées: morti un poliziotto e l’assalitore

Attentato Parigi. Giovedì sera un uomo armato di Kalashnikov ha aperto il fuoco introno alle 21 nel cuore della capitale francese, sugli Champs Elysees, davanti alla sede del grande magazzino ‘Marks & Spencer‘, all’altezza del civico 102. Un agente di polizia è stato ucciso ed altri due sono rimasti gravemente feriti. Il killer si è dato alla fuga ma è stato a sua volta ucciso a pochi metri.

ATTENTATO PARIGI, IL KILLER

Prima di mezzanotte l’attacco terroristico è stato rivendicato dall’Isis’. Il procuratore della Repubblica francese Francois Molins ha confermato che l’assalitore è stato identificato e la sua abitazione in banlieue di Parigi già perquisita. Il killer secondo quanto riportato da alcuni media francesi era nato alla periferia di Parigi, ed era stato già schedato dalla polizia perché radicalizzato. Aveva pesanti precedenti. Già 15 anni fa era stato condannato per tentato omicidio di un agente, per aver assalito una guardia in carcere. Stando a quanto riportato dai media francesi il libretto di circolazione trovato nell’Audi da cui è sceso l’assalitore degli Champs-Elysees è intestato a Karim C., 39 anni. il procuratore Molins ha riferito che l’identità del terrorista non verrà diffusa per non compromettere le indagini in corso.

Come riferiscono sempre i media francesi diverse armi sono state ritrovate nell’Audi del terrorista ucciso: un fucile a pompa e delle armi bianche, tra cui un coltello da cucina.

ATTENTATO PARIGI, IL PRESUNTO COMPLICE

Dopo l’attentato è spuntata l’ipotesi  di un complice dell’assalitore, di un secondo terrorista in fuga. A poche ore dall’attacco è stato riferito, in assenza di conferme ufficiali, che l’uomo sarebbe arrivato nella capitale francese in treno dal Belgio. Il portavoce del ministero degli Interni a Parigi ha poi riferito, venerdì mattina, che il belga segnalato dalle autorità di Bruxelles a Parigi si è presentato spontaneamente al commissariato di polizia di Anversa

«Non c’è al momento nessun legame» tra l’attacco a Parigi e il Belgio, ha poi affermato la Procura federale belga. L’uomo presentatosi spontaneamente al commissariato ha dimostrato di avere un alibi e ha negato ogni coinvolgimento nei fatti di Parigi. Si tratta di una persona nota per casi gravi di traffico di stupefacenti senza legami con il terrorismo e neanche nota per essere radicalizzata. Come riferito dal suo avvocato, citato dalla stampa belga, l’uomo, di nome Youssouf E. O., ieri sera era al lavoro in una stazione di servizio.

 

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(Foto da archivio Ansa. Credit: Ammar Abd Rabbo / ABACAPRESS.COM)

 

ATTENTATO PARIGI, LA CITTÀ BLINDATA

Subito dopo l’attacco sul viale che attraversa il cuore della città, dall’Arco di Trionfo a place de la Concorde, sono arrivati decine di mezzi della polizia. Sono intervenute anche le forze speciali della polizia e della gendarmeria, Bri e Bsi. Il panico tra la gente si è propagato in pochi istanti. Gli abitanti del cuore di Parigi sono stati invitati a non avvicinarsi al quartiere. In pochi minuti tutta l’area è stata blindata. Per ragioni di sicurezza sono state prontamente chiuse le stazioni della metro George V, Franklin Roosevelt e Champs Elysees-Clemencedau. I tanti negozi ancora aperti sono stati invitati a chiudere immediatamente. I poliziotti e le teste di cuoio intervenuti dopo l’attacco hanno perquisito ogni centimetro quadrato dei negozi, in particolare il grande magazzino ‘Marks & Spencer’. Poi si sono riversati in un parcheggio poco distante, per il sospetto che un complice potesse essersi nascosto proprio lì.

ATTENTATO PARIGI, LA DINAMICA DELL’ATTACCO

La dinamica dell’attentato. Poco dopo le 21 un uomo è sceso da un’Audi 80 grigia avvicinandosi poi ad un furgone parcheggiato con alcuni poliziotti all’interno (agenti della stradale e della municipale) e ha fatto fuoco con un kalashnikov. L’agente rimasto vittima dell’attacco è stato ucciso sul colpo e altri due feriti. Una passante, una turista straniera, è stata colpita da schegge. L’assalitore si è dato alla fuga a piedi, abbandonando la sua auto. Dopo pochi metri, è stato abbattuto da altri colleghi degli agenti aggrediti, che stavano pattugliando la strada. Secondo alcuni testimoni l’attacco è stata una vera e propria esecuzione.

ATTENTATO PARIGI, L’INDAGINE

Sull’attentato indaga ora la procura antiterrorismo. L’ipotesi di una rapina o di un episodio di criminalità comune è stato escluso in pochi minuti.

ATTENTATO PARIGI, L’ALLERTA

L’attentato di Parigi arriva in un momento di gravi tensioni in Francia. In piena campagna presidenziale e a pochi giorni dal primo turno delle elezioni l’allerta per il rischio di attacchi era salita. In settimana due uomini sono stati arrestati a Marsiglia perché sul punto di preparare un attentato proprio per colpire la campagna.

(Foto di copertina da archivio Ansa. Credit: Raphael Lafargue / Anadolu Agency)