25 aprile
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Il 25 aprile e quella gatta da pelare per Virginia Raggi

È lo snodo cruciale che qualsiasi sindaco di Roma deve affrontare ogni anno. Il corteo del 25 aprile dell’Associazione nazionale partigiani è sempre destinato a non passare inosservato. Nel 2017 saranno due le polemiche a tenere banco. La prima è già scoppiata: il Partito Democratico, per solidarietà con la comunità ebraica romana (offesa dall’invito dei palestinesi al corteo), non parteciperà alla manifestazione promossa dall’Anpi perché considerata «divisiva». La seconda, ancora potenziale, sarà sul comportamento di Virginia Raggi. Partecipare o disertare? Il dilemma è di quelli amletici.

L’Anpi, nella giornata di ieri, ha fatto sapere che il primo cittadino non ha ancora dato una risposta all’invito che le è stato rivolto: «Non abbiamo ancora notizie – ha detto il segretario dell’Anpi di Roma Fabrizio De Santis -. Ufficialmente il M5S non ha ancora aderito al corteo, ma speriamo di essere smentiti nelle prossime ore. La presenza del sindaco sarebbe importante per rimarcare la natura antifascista delle istituzioni. Abbiamo rivolto il nostro invito alla Raggi venti giorni fa e lo rinnoviamo anche adesso».

IL 25 APRILE: I PRECEDENTI DEL M5S

Un rapporto complicato quello tra il M5S e la festa della Liberazione. Nel 2015 tenne banco la polemica con il senatore Vincenzo Maurizio Santangelo che, in quell’occasione, parlò di «vuota retorica e ostentazione di vessilli e bandiere». Qualche anno prima, furono i post del blog di Beppe Grillo a dichiarare la «morte del 25 aprile», una festa che – secondo il leader del Movimento – aveva perso gran parte dei valori originari.

IL 25 APRILE: I PRECEDENTI DEI SINDACI DI ROMA

Ma è ancor più complicato il rapporto tra la storica ricorrenza e i primi cittadini di Roma. Negli anni di Gianni Alemanno (che coincidevano con la presidenza della Regione di Renata Polverini), le istituzioni non furono invitate al corteo. «Sarebbe come chiamare a partecipare alla sfilata dello scudetto la squadra avversaria» disse all’epoca Vito Francesco Polacco, allora presidente dell’Anpi romana. Polemiche, anche se provenienti dall’altra parte politica, caratterizzarono la presenza di un sindaco Ignazio Marino che, al termine del suo intervento, si mise a cantare Bella ciao. 

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Solo per citare alcuni episodi della recente storia politica della Capitale. Quest’anno, in ogni caso, si assisterà a un unicum mai proposto in precedenza: un sindaco di un Movimento al di fuori dei grandi schemi ideologici del Novecento che dovrà prendere posizione sul 25 aprile. Qualunque decisione prenderà Virginia Raggi sarà comunque un precedente. Intanto, lo scorso 6 aprile, il sindaco ha partecipato, tra ampi sorrisi e toni distesi, a un convegno in Campidoglio che ospitava il presidente nazionale dell’Anpi Carlo Smuraglia: un indizio in vista del corteo?

(FOTO: ANSA/GIORGIO ONORATI)