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Qual è la differenza tra psicologo e psicoterapeuta

Lo psicologo e lo psicoterapeuta sono figure contigue con finalità specifiche.

psicologo e psicoterapeuta le finalità
Riconoscere il malessere psicologico. Prima di addentrarci nell’argomento, è doveroso fare una premessa.

C’è una differenza sostanziale tra un disagio/malessere interiore temporaneo, magari concomitante a un evento “stressante”, ed un disturbo psichico con una rilevanza clinica.

Vivere un periodo di tristezza per la fine di una storia d’amore/amicizia, oppure avere una quota d’ansia prima di un esame/interrogazione/colloquio di lavoro, sono da considerarsi reazioni emotive fisiologiche tendenzialmente non allarmanti.

Se, invece, la sofferenza diventa intensa può limitare e invalidare diverse aree della vita della persona, compromettendone il funzionamento generale. Ne derivano dei “blocchi” che, se non tempestivamente affrontati, possono cristallizzarsi e cronicizzarsi.

Allora il ricorso ad un aiuto professionale non è solo consigliato (come nel primo caso) ma indicato.

Potremmo immaginare il disturbo psichico come un corso d’acqua che rompe gli argini naturali e invade le zone circostanti, modificando l’assetto generale del panorama.

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Quale aiuto?

  1. L’idea di poter gestire da soli un problema di natura psicologica non è necessariamente errata. Ciascuno di noi possiede risorse e potenzialità che se focalizzate e ben canalizzate possono portare alla risoluzione di un malessere temporaneo. Se le risorse sono ingabbiate e le soluzioni tentate risultano inefficaci, è necessario ricorrere ad un aiuto professionale.
  2. Chiedere aiuto ad amici e familiari, può essere un passo importante. Il confronto con gli altri consente di uscire dall’ombra della solitudine e acquisire nuove prospettive. Tuttavia, amici e familiari non sempre hanno strumenti idonei per aiutare la persona in difficoltà.
  3. L’aiuto formale a cui si ricorre più frequentemente è il medico di base. Tuttavia, il medico di base può non essere in grado di valutare l’entità di un problema psicologico e tendenzialmente il suo intervento si esaurisce con la prescrizione di psicofarmaci (ansiolitici e antidepressivi). Il massiccio uso di psicofarmaci in Italia è un dato allarmante.

Quale aiuto?

Lo psicologo è un professionista che ha seguito un percorso formativo complesso: diffida dalle imitazioni!

Rivolgersi al professionista. Secondo la legge n. 56 del 1989 (articolo 1, Ordinamento della professione di psicologo) “la professione di psicologo comprende l’uso degli strumenti conoscitivi e di intervento per la prevenzione, la diagnosi, le attività di abilitazione-riabilitazione e di sostegno in ambito psicologico rivolte alla persona, al gruppo, agli organismi sociali e alle comunità. Comprende altresì le attività di sperimentazione, ricerca e didattica in tale ambito”.

Lo psicologo acquisisce tali strumenti attraverso un iter di studi complesso e strutturato(Laurea, Tirocinio, Esame di Stato, Iscrizione all’Albo degli Psicologi).

Lo psicologo opera al fine di promuovere lo sviluppo e il mantenimento del benessere psicofisico (per esempio, sviluppare e/o potenziare punti di forza e capacità di autodeterminazione, migliorare l’autostima o le capacità di “problem solving”, correggere condotte insalubri, sviluppare reti di sostegno, gestire lo stress).

(Per approfondimenti si rimanda alla lettura del documento sugli “elementi caratterizzanti e gli atti tipici” della professione di psicologo, Consiglio Nazionale Ordine degli Psicologi, giugno 2015).

Il benessere psicologico va inteso come uno stato di equilibrio fra la persona, con i suoi bisogni e le sue risorse, e le richieste dell’ambiente in cui vive.

L’analisi della domanda consente allo psicologo, non soltanto in ambito clinico, di comprendere la reale motivazione alla base della richiesta di aiuto. Si tratta di decodificare la richiesta “implicita” (aspettative e fantasie inconsce sul ruolo dello psicologo, emozioni a lui associate, etc.) per raccogliere informazioni preziose sul funzionamento emotivo della persona e sulle sue risorse interne. Questo permette di stabilire obiettivi di cambiamento autentici.

Lo psicologo può identificare l’eventuale presenza di un disturbo, lavorare sulla presa di coscienza del problema e valutare insieme alla persona il percorso più idoneo da scegliere.

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Lo psicoterapeuta è uno psicologo o un medico iscritto all’Albo, che ha frequentato una Scuola di Specializzazione in Psicoterapia (almeno quadriennale) riconosciuta dal M.I.U.R. (articolo 3, Legge 56/89)), per approfondire uno specifico modello teorico e metodologico e avere “adeguata formazione e addestramento in psicoterapia”.

Lo psicoterapeuta psicologo non può prescrivere una terapia farmacologica.

La differenza tra psicologo e psicoterapeuta non sta tanto nel numero di incontri (sedute) dell’intervento né nelle tecniche utilizzate, bensì nel “contratto”, con particolare riferimento agli obiettivi concreti e misurabili da perseguire.

Cos’è una psicoterapia? Ispirata a principi e metodi diversi, la psicoterapia è una forma specifica di intervento psicologico che si basa su uno scambio interpersonale (la relazione tra il professionista e la persona che richiede il suo aiuto) ed è finalizzato ad un progetto terapeutico di cambiamento.

L’attività di psicoterapia è rivolta alla risoluzione dei sintomi, e delle loro cause, conseguenti a psicopatologia, disadattamenti, sofferenza.

Ma è soprattutto una grande opportunità di crescita personale, perché apre le porte alla piena realizzazione del Sé.

Attraverso un lavoro “emotivo-correttivo” delle esperienze del passato rimaste in sospeso, che ancora influenzano il presente, la persona impara a rendere più fluide e flessibili le sue modalità di agire, sentire e pensare. La consapevolezza apre le porte al cambiamento e al miglioramento della qualità della vita.

Al di là della grande varietà di modelli teorici e approcci metodologici alla psicoterapia, c’è una concordanza nel considerare la relazione paziente-terapeuta la chiave di ogni cambiamento.

In particolare emerge l’importanza della cosiddetta alleanza terapeutica, che include sia la capacità di terapeuta e paziente di lavorare insieme, impegnarsi e collaborare, sia il legame di attaccamento affettivo che si crea tra loro, basato sulla fiducia reciproca nella relazione terapeutica.

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La compatibilità tra un dato terapeuta e un dato paziente non è scontata. Per questo i primi colloqui consentono a entrambi di “scegliersi”.

La durata di una psicoterapia non è prestabilita: esistono modelli di psicoterapia a breve termine e a medio-lungo termine.

Sia nel caso di una consulenza psicologica che di una psicoterapia gli incontri possono avere cadenza settimanale, bisettimanale o quindicinale. Entrambe si rivolgono all’individuo, alla coppia, alla famiglia o ai gruppi.

costi sono variabili, come per ogni prestazione professionale.

La terapia farmacologia in caso di sintomi di una certa entità, può essere prescrittasolo da uno psichiatra ed affiancare, non sostituire, il lavoro psicoterapeutico.

Nonostante gli approcci alla psicoterapia si siano estremamente diversificati nel tempo, recenti studi hanno dimostrato la sostanziale equivalenza delle diverse forme di psicoterapia in termini di efficacia.

Se hai una domanda specifica sull’argomento lascia un commento o scrivi una email!

 

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