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Il M5S si avvicina al Vaticano e dice addio a Putin e Trump

Il Movimento 5 Stelle ha presentato il proprio programma di politica estera, dopo che la base degli iscritti ha votato sul blog di Beppe Grillo l’ordine delle 10 proposte presentate nelle settimane scorse. Nel corso della discussione con la stampa i parlamentari pentastellati che seguono i temi esteri, come Alessandro Di Battista o Manlio Di Stefano, hanno enfatizzato il concetto di sovranità, per quanto riguarda i temi della partecipazione dell’Italia agli organismi internazionali, a partire dall’UE. Sull’euro l’ostilità appare evidente, anche se il tema della moneta unica, dopo l’apertura ai certificati fiscali come soluzione alternativa al referendum per uscirne, sarà affrontato con maggior cura sul programma economica. Il M5S ha ancora una volta evidenziato il suo orientamento pacifista, ribadendo l’ostilità a ogni conflitto internazionale, la sottolineatura del ripudio della guerra come indicato dalla Costituzione, dichiarandosi favorevole a lasciare la Nato senza una modifica significativa dell’Alleanza atlantica. M5S sembra non aver riferimenti nella politica internazionale: euroscettico, e distante da Putin come da Trump, come rimarcato da Di Battista. L’unica figura apprezzata in modo compatto dai 5 Stelle è papa Francesco. Il pacifismo del pontefice, il suo impegno contro il riscaldamento globale e le critiche alla società contemporanea, in particolare l’enfasi nel contrasto alla povertà, trovano consenso all’interno dei 5 Stelle. Il flirt appare ricambiato, come mostra una intervista del direttore di Avvenire al Corriere della Sera. Marco Tarquinio, dopo aver elogiato Luigi Di Maio per aver sposato la battaglia contro le aperture domenicali, evidenzia quanti legami ci siano tra il mondo cattolico e i 5 Stelle.

M5S è già un interlocutore. Sono tanti i cattolici che partecipano alle iniziative del Movimento. Se guardiamo ai grandi temi (dal lavoro alla lotta alle povertà), nei tre quarti dei casi abbiamo la stessa sensibilità.Fosse per questo, anche nei programmi di Pd e FI ci sono temi comuni. Ma c’è un altro quarto che fa la differenza. La sintonia è forte sulla lotta alle povertà e sul valore della partecipazione. Per contro, non riesco a capire come possano portare fino alle estreme conseguenze il loro concetto di libertà su temi eticamente sensibili come quello del fine vita e dell’eutanasia.Chi deve governare lo decidono gli elettori. Poi, certo, conta la qualità e il contenuto dei programmi. Credo che il M5S debba aggiustare il tiro sulla politica estera e lavorare per un rilancio della casa comune europea.

Un’apertura molto evidente delle gerarchie ecclesiastiche, che sembra anche rafforzata dalla notizia del colloquio riservato tra papa Francesco e Virginia Raggi dopo la messa pasquale.

Foto copertina: ANSA/CLAUDIO PERI