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Inchiesta Petrolio Basilicata, 57 rinvii a giudizio. C’è anche l’Eni

Due colpi nella stessa giornata. Nel pomeriggio, il gup di Potenza ha rinviato a giudizio 57 tra persone e aziende per l’inchiesta sul petrolio in Basilicata che il 31 marzo 2016 aveva portato agli arresti domiciliari di sei persone e alla chiusura del Centro Oli di Viggiano. Sempre nella giornata di oggi, poi, era stata ufficializzata la sospensione delle attività dello stesso Centro Oli, richiesta dalla Regione Basilicata affinché l’Eni potesse rispettare le prescrizioni sul rispetto delle norme ambientali che, negli ultimi mesi, sarebbero state ripetutamente violate.

INCHIESTA PETROLIO BASILICATA, 57 RINVII A GIUDIZIO

La notizia più recente è senz’altro quella del rinvio a giudizio di 47 persone e di 10 società, tra cui la stessa Eni. Fra gli imputati del processo, che inizierà il prossimo 6 novembre, ci sono due alti dirigenti del distretto meridionale della compagnia petrolifera: Ruggero Gheller ed Enrico Trovato. Inoltre, tra le altre persone rinviate a giudizio si leggono i nomi di due ex direttori generali dell’Agenzia per l’ambiente della Basilicata, Aldo Schiassi e Raffaele Vita, alcuni ex dirigenti della Regione Basilicata e l’ex sindaco di Corleto Perticara Rosaria Vicino.

Otto imputati, invece, sono stati prosciolti. Tra questi, l’attuale consigliere Pd della Regione Basilicata Vincenzo Robortella. Inoltre, il gup ha assolto con rito abbreviato due imprenditori campani e uno lucano. I filoni dell’inchiesta sono tre e riguardano lo smaltimento dei rifiuti del Centro Oli di Viggiano, la realizzazione dei lavori del Centro Oli Total di Corleto Perticara e il progetto di stoccaggio del greggio lucano nel porto di Augusta, in Sicilia.

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SOSPENSIONE ATTIVITÀ COVA VIGGIANO

La decisione del gup arriva in una giornata cruciale per il petrolio lucano. Questa mattina, infatti, l’Eni aveva comunicato la sospensione delle attività del COVA di Viggiano, in seguito alla delibera di giunta della Regione Basilicata dello scorso venerdì. L’istituzione, infatti, aveva chiesto all’Eni lo scorso 4 aprile di bloccare la contaminazione dell’ambiente con ferro, manganese e idrocarburi, verificatasi a causa dello sversamento di un pozzetto dell’impianto. Tuttavia, la giunta ha riscontrato delle inadempienze e dei ritardi rispetto alle prescrizioni regionali e ha deciso la sospensione delle attività. «Il COVA resterà chiuso almeno 90 giorni – ha detto il governatore della Basilicata Marcello Pittella -, abbiamo agito perché siamo preoccupati della salute dei nostri cittadini. Agiremo con estremo rigore e sempre con la schiena dritta».

(FOTO: Alfonso Di Vincenzo/Pacific Press via ZUMA Wire)