Rocco Casalino
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La polemica sullo stipendio di Rocco Casalino e del suo staff

Rocco Casalino è il responsabile della comunicazione M5S, ed è assunto come Capo Ufficio stampa del gruppo del Senato. L’ex concorrente del Grande Fratello ha precisato al Quotidiano Nazionale l’ammontare del suo stipendio, in una lettera scritta per smentire le cifre contenute in un articolo pubblicato sabato 15 aprile. Nel testo firmato Ufficio comunicazione M5S Senato si spiega come Rocco Casalino guadagni 2700 euro netti al mese. L’articolo di Elena Polidori aveva indicato una retribuzione di 8 mila euro. Nella risposta alla lettera dell’Ufficio comunicazione M5S Elena Polidori precisa come le cifre da lei scritte, fornitele da senatori oppure ex senatori del gruppo dei 5 Stelle, fossero al lordo, e comprensive dei rimborsi spesa che non sono indicati dallo stipendio netto indicato dall’Ufficio comunicazione. Polidori smentisce l’affermazione della lettera in cui è spiegato come Rocco Casalino viva in periferia, insieme a un altro dipendente del gruppo del Senato, rimarcando come il responsabile della comunicazione pentastellata viva vicino al Largo di Torre Argentina. Nell’articolo sul QN si indicavano anche gli stipendi, intorno ai 5 mila euro, di altri collaboratori dello staff della comunicazione del gruppo M5S al Senato. Luca Bozzi, Nicola Virzì, più conosciuto come Nick il Nero, e gli avvocati Fabio Urgese e Silvana Mota, sarebbero stati assunti anche in ragione della loro amicizia con Casalino. Nella lettera di risposta al QN l’Ufficio comunicazione M5S del Senato precisa che gli stipendi di Bozzi e Virzì sono inferiori ai 2200 euro netti, mentre Urgese e Mota non sono inquadrati come lavoratori subordinati, ma collaborano col gruppo M5S fornendo consulenza legale. Il gruppo M5S al Senato ha definito l’articolo diffamante, e ha criticato in particolar modo il Quotidiano Nazionale per aver scelto una foto sbagliata di Luca Bozzi. L’immagine pubblicata dal giornale nel’edizione di sabato 15 aprile ritrae il fratello Davide Bozzi, scomparso due anni fa. L’Ufficio comunicazione del gruppo M5S al Senato evidenzia come i collaboratori citati si riservino di adire le vie legali per l’articolo per un articolo definito diffamante, costruito ad arte e non corrispondente alla realtà.

Foto copertina: ANSA/GIUSEPPE LAMI