Erdogan brogli
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Referendum Turchia, la vittoria di Erdogan oscurata dalla denuncia di brogli

Il presidente Erdogan ha vinto la sfida più importante del suo ormai lunghissimo percorso politico, iniziato con la sorprendente elezione a sindaco di Instabul negli anni novanta, con la riforma costituzionale che ha trasformato la Turchia in una repubblica presidenziale. Il kemalismo è ormai completamente superato: l’Islam è tornato al centro della vita politica, grazie a Erdogan e al suo partito di ispirazione religiosa, e il Parlamento non è più l’organismo centrale della democrazia turca. Il presidente della Turchia avrà ampi poteri grazie alle 18 modifiche approvate dagli elettori: sarà anche capo del governo visto che non ci sarà più l’incarico di primo ministro, nominerà un alto numero di magistrati, anche costituzionali, potrà introdurre norme via decreto, e così via. I risultati del referendum turco sono estremamente equilibrati: hanno vinto i sì con circa un milione di voti di vantaggio.
Erdogan brogli

Nelle maggiori città turche, Istanbul, Ankara e Izmir, hanno prevalso i no, mentre i sì hanno trionfato nell’area centrale e rurale del Paese, da sempre la più conservatrice e più legata alla tradizione islamica. I principali partiti dell’opposizione, i laici kemalisti di HCP e i curdi di sinistra di HDP, hanno denunciato brogli. Particolarmente grave è apparsa la decisione dell’organismo elettorale di convalidare anche schede che non erano state validate in anticipo. Le due formazioni hanno dichiarato di voler contestare i risultati, denunciando la non validità di una parte cospicua delle schede depositate nelle urne. Dichiarazioni a cui ha subito risposto Erdogan, rimarcando nel suo comizio per celebrare la vittoria come sia ormai troppo tardi per contestare i risultati. Il presidente turco aveva iniziato il suo intervento evidenziando come il successo del sì fosse una vittoria di tutti i turchi, mentre ha aperto all’introduzione della pena di morte invocata in piazza dai suoi sostenitori. I principali Paesi esteri hanno preso atto del risultato, che verrà ufficializzato solo tra una decina di giorni. Per il momento i dati conosciuti sono compilati dall’agenzia Anadolu, e anch’essi sono parzialmente contestati dalle forze di opposizione.

Foto copertina: ANSA/ Ahmet Dumanli / Anadolu Agency