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Gli Usa sganciano in Afghanistan la ‘Madre di tutte le bombe’. E sono pronti ad un raid contro la Corea

Gli Usa (che ieri in Afghanistan hanno sganciato per la prima volta la potentissima bomba non nucleare GBU-43 ‘Moab’ con l’obiettivo di colpire un sistema di tunnel dell’Isis) sono pronti ad un raid preventivo con armi convenzionali contro la Corea del Nord se e quando i responsabili politici saranno convinti che Pyongyang si stia preparando a un test nucleare. Ad affermarlo è l’emittente americana Nbc citando più fonti dell’intelligence americana. Le fonti credono che un test nucleare possa verificarsi durante il fine settimana.

USA PRONTI A RAID PREVENTIVO CONTRO COREA DEL NORD

Nel dettaglio gli Stati Uniti hanno posizionato due cacciatorpediniere con missili Tomahawk non lontano dalla Corea del Nord. Pyongyang ha avvertito che un «grande evento» è vicino, spingendo l’intelligence a temere un test nucleare. Un evento di rilievo si è già tenuto nella capitale nordcoreana alla presenza di Kim Jong-un, che ha inaugurato uno dei maggiori progetti abitativi di Pyongyang, mostrando come la Corea del Nord nonostante le sanzioni continui a crescere.

 

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USA SGANCIANO LA PIÚ POTENTE BOMBA NON NUCLEARE IN AFGHANISTAN

Per quanto riguarda la potente bomba sganciata in Afghanistan (nel dipartimento di Achin della provincia orientale di Nangarhar) i media internazionali hanno riportato in queste ore testimonianze di afghani che raccontano di una cosa «mai vista». L’esplosione avrebbe portato ad una fiammata accecante, seguita da qualcosa di molto simile a un terremoto. Intanto a Washington il presidente Donald Trump ha espresso soddisfazione parlando di «un’altra missione di successo» compiuta. «Sono molto orgoglioso dei nostri militari», ha detto.

A Kabul il comandante delle Forze statunitensi in Afghanistan (USFOR-A), il generale John Nicholson in un comunicato che la decisione di lanciare da un aereo una potentissima bomba GBU-43 (chiamata Moab, acronimo che sta per ‘Massive Ordnance Air Blast’, ma anche informalmente per ‘Mother of all bombs’) è stata motivata dal fatto che «nel momento in cui le perdite dell’Isis crescono, il gruppo utilizza mine, bunker e tunnel per rafforzare le sue difese». Lo ha dichiarato . In un comunicato la Missione ‘Resolute Support’ della Nato ha confermato che l’operazione dell’USFOR-A «è parte degli sforzi in corso per sconfiggere l’Isis in Afghanistan». «L’attacco – è stato spiegato – è stato realizzato per minimizzare i rischi per le forze afghane e statunitensi che conducono operazioni di bonifica della zona e massimizzare nel contempo la distruzione di militanti e infrastrutture dell’Isis». Per quanto riguarda la cosiddetta ‘Madre di tutte le bombe’ Nicholson ha poi osservato: «Questa è la giusta munizione per ridurre gli ostacoli e mantenere l’efficacia della nostra offensiva contro l’Isis».

Il ministero della Difesa afghano ha reso noto che la ‘Madre di tutte le bombe’ «ha causato la morte di 36 miliziani dell’Isis». In un breve comunicato si aggiunge che la bomba, del peso di 9.800 kg, «è stata lanciata in una rete di tunnel» nel distretto di Achin della provincia di Nangarhar, ed «ha completamente distrutto» l’obiettivo, «senza causare vittime civili».

(Foto USAF via ABACAPRESS.COM da archivio Ansa)